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jaaber, hawkins, mancinelli ed eze sarebbe la mia base, non necessariamente titolare

 

per il resto basterebbero dei rincalzi con lo spirito di rocca e un giocatore di livello come guardia

 

certo che se pure il quartetto sopra non resta allora c'e' poco da fare

 

Maciulis, che purtroppo si e' spaccato prima dei P.O...

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1-0 Il silenzio è già iniziato?

Contento tu È una serie di finale tra due squadre modeste figlie di un campionato livellato verso il basso Ma se pensi che questa Roma possa essere campione italiana sei da ricovero immediato imho

Ma tu che cosa scrivi? Io posso tifare Siena come tu tifi Roma ? Allora stai zitto

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Maciulis, che purtroppo si e' spaccato prima dei P.O...

 

a me i due lituani e l'ucraino non hanno mai convinto fino in fondo, ognuno per diversi motivi (comunque avrò visto 6-7 partite, non di più)

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a me i due lituani e l'ucraino non hanno mai convinto fino in fondo, ognuno per diversi motivi (comunque avrò visto 6-7 partite, non di più)

 

Non mischiamo la merda con la cioccolata! Maciulis e' di tutt'altra pasta rispetto Pecherov e Petravicius.

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Ripartire innanzitutto con un progetto tecnico credibile e da portare avanti nel tempo, quindi un coaching staff all'altezza delle ambizioni della squadra.

Per il resto non sono così convinto che sia necessario fare una grande "pulizia" del roster. Anche il discorso delle figurine non lo capisco molto, perchè se son figurine forti allora vinci lo stesso. Anche il Barcellona ha Perovic Vazquez e Ndong che sono tre centri, più Lorbek e Mickael... questo per dire che non necessariamente il sovraffollamento di giocatori è un malus, se li si sa gestire.

Il problema è dare una forma a quelle figurine e farli giocare come una squadra. E questo puoi farlo solo se hai un allenatore competente che inizia a lavorare dall'inizio dell'anno con una squadra che rimane la stessa per tutto l'anno. Come diceva sonato, bisogna cedere un paio di elementi dannosi (pecherov su tutti) e prendere un giocatore di post credibile (o in alternativa puntare su petravicius, che cmq a me non dispiace).

 

E' così difficile da capire per la dirigenza?

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Anche il discorso delle figurine non lo capisco molto, perchè se son figurine forti allora vinci lo stesso.

 

Il problema è dare una forma a quelle figurine e farli giocare come una squadra.

 

esatto, credo che Davi intendesse esattamente quanto espresso con l'ultima frase

 

e poi non si può sempre prendere giocatori in corsa

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:ilsaggio Mamma butta la pasta :byesconsolato

 

 

Anche per quest'anno è andata, ancora peggio del solito, uscendo con i cugini :smiley-angry019: ... Tanto Siena ci avrebbe bastonato per l'ennesima volta, non arrivare in finale potrebbe essere un buon segnale per la dirigenza

 

 

Eze, Mancinelli, Maciulis, Jabeer, Rocca, Petravicius(?), Hawkins: me li terrei tutti yes

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Rimescolo nocivo. No way.

Ci saranno i soliti Greer di metà febbraio, gli Eze di febbraio, i Karl di maggio, i coach in corsa.

 

Con questa dirigenza Milano non avrà MAI un progetto.

Soprattutto finchè non si capisce esattamente una cosa: fare il gruppone di figurine che giocano da sole non serve ad una beata fava.

L'ultima Milano che aveva un senso è stata quella di Djordjevic al primo anno; purtroppo poi Blair fece la bimbetta mestruata assieme a Garris e Nate Green contro il Gallo e lo spogliatoio si distrusse. Ma, ALLORA, si trattava di un gruppo equilibrato che mostrava un minimo di organizzazione.

Prima ancora ricordo col sorriso, ovviamente, l'Olimpia di Lardo nell'anno di Djordjevic-Singleton-Coldebella-Calabria-Gigena-Blair: nel bene o nel male, con i suoi pregi e i suoi difetti, tutti sapevano cosa fare, quando e dove.

 

Da lì in poi, una serie di squadre fotocopia, VUOTE, private di ogni tipo di quadratura, offensiva e difensiva.

Un bricolage di giocatori, una serie infinita di trasferimenti volti al nulla.

insomma, come diciamo a roma, era meglio essere poveri ma corbelli...

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''All'Olimpia i 5 mesi più belli della mia vita"

 

Intervista a Dan Peterson dopo l'eliminazione in semifinale con Cantù: "Alla quinta avremmo avuto più chance noi di loro. Ma c'è mancata energia. Troppi infortuni. Ed un fischio sbagliato". Dall'esperienza nascerà un libro: "Racconterò la professionalità di questi ragazzi, di Hawkins quasi in lacrime". E poi il futuro: "Alla firma ho lasciato libertà al club. Ora chiederò cosa hanno deciso"

 

MILANO - Il giorno dopo, la voce è ancora roca. Non urla mai Dan Peterson ma ha passato un bel pezzo del dopogara al Forum svuotato delle urla, quelle sì, dei canturini in festa. E dentro vi era rimasta solo la delusione dei tifosi milanesi che il Coach ha cercato di consolare. "Avrò parlato con mille di loro, che mi hanno detto grazie per quello che abbiamo fatto. Capisco la loro delusione, che è forte come la mia. Ho dormito poco pure se sono andato a letto sereno, di più non potevamo. La cosa che mi manda giù di morale è che oggi non facciamo allenamento alle 17.30 e che domani non c'è una partita da giocare a Cantù. Ero certo che sarebbe stata una partita diversa, più difficile per loro che per noi. Avremmo avuto il 51% di possibilità di vincerla".

 

Cos'è mancato, Peterson, alla sua Olimpia per raggiungere ancora una volta la finale come era accaduto negli ultimi due anni?

"Sarete voi giornalisti a dire questo, che Milano stavolta non è in finale e nel 2009 e 2010 c'era arrivata. Poi io posso anche dire che nel 2009 si deve ringraziare Katelynas con quel canestro da 3 punti contro Teramo, sennò Milano rischiava. E l'anno scorso quel mezzo miracolo fatto in gara5 a Caserta. Mentre a noi hanno dato quel fischio di sfondamento a Hawkins in gara3, sul -3. Che non ho condiviso. Però non è solo questo, chiaro. Serve anche la salute e Milano quest'anno non ne ha avuta: abbiamo perso Maciulis, prima c'era

stato Finley, Eze firma e si fa subito male, Petravicius che viene da due anni di problemi, arrivo io e si ferma Pecherov, Greer ha uno stiramento, il ginocchio di Hawkins messo male. Ieri sera Cantù ha tenuto fuori Scekic, da noi avrebbe giocato tre quarti".

L'allungarsi della serie avrebbe dovuto favorirvi, ma nel terzo quarto siete sembrati voi a corto di energie.

"E' stato così. In gara2 e gara3 siamo stati capaci di stroncare il loro attacco. Ma quando basi il tuo gioco sulla difesa non puoi avere un calo di energia: te ne serve il 100%, il 99% non basta. E noi ieri giravamo al 97%".

Cosa resta di questa esperienza?

"Di aver vissuto i cinque mesi più belli della mia vita. La mattina mi alzavo e davanti allo specchio facendomi la barba mi dicevo "caro mio, sei di nuovo l'allenatore dell'Olimpia Armani Jeans Milano". Ed ogni giorno ringraziavo tutti, Giorgio Armani e Livio Proli. Come il mio staff ed i giocatori. Un gruppo con una dedizione pazzesca per il lavoro. Ieri alla fine ho stretto la mano a ciascuno di loro, perché sono stati loro a riaccendere la passione dentro di me".

C'è l'immagine di un qualcosa di unico ed irripetibile.

"Nessuno al mondo ha avuto l'opportunità di allenare a così alto livello a 75 anni. Né in NBA, NHL, MLB, nella Champions league di calcio, in Eurolega. Ed in NCAA il limite è 70 anni".

Lo racconterà in un libro?

"L'idea c'è già. Penso di sì ne ho parlato con il mio manager. Magari ripassando su cosa già scritte, ma anche trattandone altre nuove, sperimentate in questi cinque mesi".

Ce ne dia un'anticipazione.

"Genericamente si dice che gli atleti di oggi non siano professionali come quelli del passato. Non è così. La differenza è che non sono più vincolati alla società, ma ai loro manager. Ed è un problema di tutti gli sport. L'atleta è una specie di multinazionale: se non si allena duramente, se non migliora, se non cura il suo corpo anche con l'alimentazione, se non fa vita da professionista danneggia la sua stessa multinazionale. E perde il suo mercato".

Chi l'ha colpita di più, da questo punto di vista, in questa Olimpia?

"Tanti. Ma posso dire che David Hawkins l'ho dovuto mettere a sedere in allenamento perché lui non si tirava mai indietro pur con il ginocchio in quelle condizioni. L'ho visto molto giù a fine partita, l'ho chiamato a mezzanotte, era ancora abbattuto. Non dico in lacrime, ma quasi".

Di gioia invece le lacrime dei canturini. Il loro merito?

"Una vittoria giusta. Però si tende a minimizzare tutto di loro. Talento? Ne hanno. Taglia fisica? A rimbalzo sono molto più forti e grossi di quello che sembra, con le ali che aiutano i centri. Sono corti? Uno dei canestri più dolorosi lo ha segnato Tabu, uno dalla panchina".

A proposito di panchina, quale sarà il futuro di Peterson?

"Il giorno 4 gennaio firmai un contratto con Livio Proli. Me lo aveva chiesto lui, con Giorgio Armani, non costretti da nessuno. Io ho detto a Proli due cose: la prima a mio sfavore, chiedendo solo sei mesi di contratto e non un anno e mezzo come avrei potuto; la seconda, che firmando un allenatore di 75 anni sarebbe stato inondato di telefonate dagli agenti per l'anno prossimo. E che per questo fosse pronto a firmarne uno nuovo senza che la mia presenza lo potesse condizionare. "Guardate il mercato, fate la vostra lista, poi riparliamo a bocce ferme" ho aggiunto".

Ora Peterson le bocce sono ferme.

"Parlerò con la società, non c'è nulla di definito. Io ho sempre i miei 75 anni, qui ci sarà una nuova rivoluzione o comunque grossi cambiamenti. E se c'è un piano triennale, io non posso farne parte. Però quando arrivai dissi "non vengo per fare il traghettatore, ma per vincere". E con la stessa logica ora dirò a Proli "... avete guardato in giro? Bene, allora?" Gli agenti hanno fatto anche i loro sabotaggi, ma fa parte del lavoro. Però non so cosa abbia deciso l'Olimpia, dopo tutto questo. Se arriva Obradovic ribadisco che accompagno io Proli a Malpensa a riceverlo".

Peterson, la più bella e la più brutta partita di questi cinque mesi.

"Con Biella la più brutta, con un grande errore mio, mettendo Petravicius in quintetto. Volevo rilanciarlo, ma non era pronto e siamo andati subito sotto. La più bella? Tante, dico le due vittorie 4 a Sassari, quella a Caserta. Ma su tutte metto la rimonta contro Cantù in stagione regolare, con il 5/5 da 3 di Mordente".

Chi vince lo scudetto, ora?

"Siena per me è la miglior squadra d'Europa e non mi interessa se non ha vinto l'Eurolega, ricordando quel brutto arbitraggio. La Montepaschi è la squadra più forte e completa, difende, attacca bene, fa pressing, è allenata da Dio da Pianigiani. Ma Cantù sarà la sua degna avversaria".

 

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ecco la gazzetta: Milano ha già scelto: Scariolo

Sarà lui il coach del nuovo ciclo

Il tecnico, campione d’Europa uscente con la Spagna, è atteso per siglare un triennale con l'Armani Jeans. Vinta la concorrenza di Repesa, Pesic e Ivanovic

Ascolta Mail Stampa 4 commenti OKNotizie badzu Condividi su MySpace! Facebook MILANO, 7 giugno 2011 - C’è solo un solo candidato per la panchina dell’Armani Jeans del dopo Peterson: Sergio Scariolo. Il tecnico campione d’Europa in carica con la Spagna, è atteso a Milano per siglare un accordo e aprire il nuovo ciclo triennale dell’AJ. Si tratta di una scelta di alto profilo, per un tecnico che da 14 anni si è costruito una carriera vincente in Europa dopo aver vinto lo scudetto, giovanissimo, a Pesaro. La società, pur lasciandosi aperte tutte le strade (Jasmin Repesa, che ieri Marca dava tra i papabili per il Real Madrid, Svetislav Pesic, Dusko Ivanovic) in realtà, stava lavorando da tempo sull’ingaggio di Scariolo, considerando che gli accordi con Peterson prevedevano un impegno soltanto fino alla fine della stagione e il possibile arrivo di Ettore Messina non è mai davvero decollato.

 

 

Sergio Scariolo, 50 anni, campione d’Europa in carica con la Spagna. Ansa part time — L’annuncio potrebbe arrivare presto, anche perché il c.t. spagnolo deve comunicare in queste ore alla federazione se far scattare il full time del contratto che lo porterà fino all’Olimpiade di Londra o mantenere la possibilità del part time per allenare un club europeo (non in Spagna dove la Lega proibisce il doppio incarico). Per quanto riguarda la squadra, il nuovo coach avrà una notevole duttilità nelle scelte visto che i contratti per l’anno prossimo sono solo 4 (più due con opzioni in uscita esercitabili dal club). Resta il problema dell’Europa: al momento, Milano dovrà disputare le qualificazioni. L’Eurolega non ha ancora deciso cosa fare della licenza ritirata a Roma, se riassegnarla all’Italia o darla alla più meritevole del ranking europeo.

 

 

Che ne pensate, Milanesi? Soddisfatti? :ok21te:

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beh da quanto leggo in giro Scariolo era probabilmente la scelta migliore

 

Mamba e Davi mi correggeranno XD

 

Decisamente.

 

Il sogno bagnato era Messina e prima che firmasse con L.A. si era vociferato di un suo possibile arrivo...

 

Comunque Scariolo molto bene.

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Ci può anche essere Gesù Cristo in panchina, ma se la dirigenza non la smette di comprare figurine mal assortite tra di loro, Milano continuerà a prendere 4-0 da Siena e ad uscire in semifinale.

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Ci può anche essere Gesù Cristo in panchina, ma se la dirigenza non la smette di comprare figurine mal assortite tra di loro, Milano continuerà a prendere 4-0 da Siena e ad uscire in semifinale.

 

Ovviamente.

 

Speriamo che la dirigenza si consulti con Scariolo per il mercato, ho buonisime sensazioni per la prossima stagione.

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Se Scariolo ha accettato vuol dire che ha tutte le garanzie tecniche del caso (altrimenti sarebbe finita come 2 anni fa), non mi sembra il tipo di allenatore che va a prostituirsi, ha il pedigree per sedersi nelle migliori panchine europee...

 

Ottima scelta, forse si può seguire il campionato il prossimo anno...

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Che spettacolo gara 5 tra la Reyer Venezia e la Prima Veroli.

 

Sul 77-60 Venezia a 5-6 minuti alla conclusione, parziale di 16-0 per Veroli che tira anche per il sorpasso ma sbaglia, azione successiva tripla di Young allo scadere da 8 metri.

 

 

EDIT: vince Venezia 82-77 e vola in finale dove affronterà Casale

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