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RIO 2016 - Giochi della XXXI Olimpiade


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Su Giannelli, concordo in parte.

Ovvero, in palleggio è davvero uno dei tanti, anche se comunque ha appena fatto 20 anni e in tantissimi a quell'età neanche sognano di giocare una finale olimpica ed un torneo da protagonisti.

 

Di Giannelli si vede che è un palleggiatore crudo, per età e per esperienza. Palleggia praticamente da 3 anni, dato che prima giocava opposto nelle giovanili.

È titolare della nazionale per le sue doti fisiche ed atletiche, ma tecnicamente è ancora comprensibilmente molto indietro.

Sia come tecnica pura del palleggio (non ha tutto questo gran tocco), sia come scelte di distribuzione (alza praticamente solo avanti in 4 e dietro solo corto quando ha ricezione spostata verso posto 2).

Ieri semplicemente è mancato tutto il resto, ovvero il suo apporto a muro ed in battuta, dove letteralmente ne ha messe in campo solo due.

 

 

ma infatti Giannelli, in prospettiva, fa "paura" proprio per le cose che hai detto te. 

Tecnica, tocco e scelte miglioreranno anno dopo anno (anche se magari non saranno quelle di un palleggiatore nato, soprattutto per quanto riguarda il tocco: puoi migliorarlo ma non sarà mai come quello di un giocatore che lo ha nel dna). Fa il palleggiatore da 3 anni ed era tra i 3 giocatori più importanti della nazionale. Immagina che giocatore potrebbe essere a Tokyo 2020..

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  • 3 weeks later...

Che a una ginnasta di 40 kg debba prendere anfetamine a 18 anni per fare le piroette e i salti è una cazzate dai, la Wada lo permette ma è doping,punto.

 

al netto del fatto che questa abbia o meno quella sindrome (e ci credo fino a un certo punto, e mi piacerebbe vedere l'incidenza di questa sindrome tra gli atleti rispetto alla media nazionale...)

al netto del fatto che per la sindrome da deficit d'attenzione tu debba prendere delle anfetamine (e anche qui, boh, che ne so?)

al netto di quanto l'assunzione di anfetamine (o anfetaminoidi o quel diavolo che è) produca miglioramenti sull'attività sportiva

 

mi dico, ma a livello generale può avere senso che una persona che prende anfetamine (pur essendo magari "giustificata" o "costretta" a farlo) gareggi con persone che non le prendono?

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Mi stavo chiedendo che sviluppi stesse prendendo il caso Schwazer. Questa è di due settimane fa, ma me la ero persa. Non mi sembra abbia trovato chissà quale spazio poi, anzi.

 

Il caso di Alex Schwazer continua a tenere banco. I Carabinieri del Nas hanno sequestrato presso l’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma tutti i test di controllo volontari fatti dal marciatore Alex Schwazer durante il periodo in cui si è allenato a Roma sotto la guida del maestro di sport Sandro Donati. Le analisi in questione sono circa trenta e ricoprono un arco temporale da aprile 2015 al giugno 2016 (oltre a quelli di Iaaf e Wada) in cui vengono monitorati, fra gli altri, i valori ematici principali (ematocrito, emoglobina, reticolociti, cortisolo, LDH, bilirubina, metaboliti del ferro) e valori ormonali (cortisolo, GH, Epo, LH, FSH, testosterone) e che costituiscono una informazione importante per il cosiddetto passaporto biologico. Da questi test emerge un dato evidente: non c’è il minimo segnale fuori dalla norma. I valori sono costanti e tutti nell’ambito della variabilità individuale definita. C’è da dire però che il Tas, Tribunale Arbitrale Sportivo, non ha preso in considerazione queste analisi, anzi a Rio ha squalificato il marciatore altoatesino per otto anni. “Ci fosse stato un uso di steroidi anabolizzanti in microdosi, ce ne saremmo accorti. Anche in piccole quantità gli anabolizzanti androgini provocano un aumento non fisiologico dell’ematocrito. Condizione che non si è verificata in tutti i mesi durante i quali abbiamo effettuato i test”, ha detto il dott. Benedetto Ronci, responsabile del reparto di ematologia del San Giovanni.

I dati del laboratorio del San Giovanni risultano perfettamente sovrapponibili a quelli fatti dalla federazione internazionale (Iaaf) e dalla Wada. E dimostrerebbero, come sostiene Ronci: “Non solo che l’atleta è perfettamente pulito, ma che il doping per microdosi non ha alcuna giustificazione nei dati rilevati”. Resta solo in negativo, quel test del primo gennaio con quelle poche molecole di anabolizzante finite, non si sa come, nelle provette dell’atleta altoatesino.

In ogni caso, l’intervento dei Carabinieri è un atto dovuto in quanto nel quadro degli obblighi di legge. Essendo il doping un reato penale Schwazer dovrà essere sottoposto ad un nuovo processo. Ma per queste vicende è molto probabile che il procedimento venga archiviato fin dall’inizio. Infatti, per la legge italiana affinchè sussista il reato è necessario provare che la sostanza assunta abbia avuto un reale effetto sulla prestazione. E anche secondo il laboratorio che ha scovato le poche molecole di anabolizzante esogene quella quantità non è sufficiente a modificare la prestazione. L’accusa penale, dunque, dovrebbe cadere lasciando spazio ad un contenzioso civile che si annuncia corposo.      

 

 

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