La strada per il Re

 

“Se non credi in te stesso, nessun altro lo farà” è forse la frase che riassume meglio la Mamba Mentality di Kobe Bryant. Eppure sembra perfetta anche per definire la fiducia in se stesso di Magic Johnson. Sì, perché probabilmente sul pianeta non esiste un uomo che creda di più nelle proprie capacità di Earvin “Magic” Johnson Jr. I Gialloviola e Los Angeles sono la sua vita, da giocatore, prima, ha reso Inglewood il centro del mondo e il Forum il posto più cool della Città degli Angeli: 13 stagioni, 9 finali NBA, 5 volte campione, 3 MVP. Poi, dopo il ritiro, ha costruito il suo impero in città, diventando uno dei businessman più celebrati e riconosciuti d’America, anche grazie ai suggerimenti preziosi di Jerry Buss, suo presidente, migliore amico, in pratica un padre adottivo. A tempo perso, negli ultimi anni, ha persino rialzato i Dodgers. Da appena sedici mesi, insieme al gm Rob Pelinka, lo storico manager di Kobe, occupa il vertice dei Lakers, ricoprendo, per volere diretto della figlia prediletta del Dottor Buss, Jeanie, l’incarico di Presidente delle Basketball Operation.

La svolta: Lebron ai Lakers

Ci sono date che rimangono impresse nella mente. Per sempre. La notte dell’1 di luglio 2018 (in realtà pomeriggio ad LA) sarà ricordata nella memoria di tutti i tifosi giallo-viola.

Siamo sempre stati abituati ai grandi campioni, anzi direi ai migliori, però soffrire per cinque lunghi anni nelle basse zone della classifica, senza viaggi in postseason, questo no, non era mai successo. 70 stagioni Nba, 60 apparizioni ai playoff, 31 finali Nba e 16 titoli. Bastano questi numeri per capire il peso del vestire questa maglia. Una pressione enorme, alle volte eccessiva. In tanti hanno pensato più volte a indossarla e presi dalla paura non se la sono sentita, oppure sono fuggiti dopo poco, perché quando la metti non si torna più indietro, tutti parleranno di quello che hai fatto con questa JERSEY. Oneri e onori.

Terremoto a Los Angeles: Magic is Back !

Terremoto a Los Angeles: Magic is Back !

Il terremoto tanto atteso, the Big One è arrivato…perchè a 2 giorni dalla deadline, a trattative in corso, mandare via Jim Buss, Mitch Kupchak e John Black è stato un vero è proprio terremoto sportivo. Bisogna però prima capire il perché di tanto rumore, mandare via un uomo che ha speso una carriera in Purple&Gold ed allontanare uno dei proprietari da un ruolo operativo, ha bisogno di una spiegazione, è un atto dovuto.

Memories: la fine di un’era…

Una sera come tante, seduto sul divano, tra tv ed internet poi così per caso incappo nella registrazione del Kobe Day e allora la mente comincia a riavvolgere una pellicola che per troppi mesi ho fatto finta che non ci fosse…perchè quella pellicola, lunga 20 anni, è una parte troppo bella della mia vita…

LOS ANGELES LAKERS 2016-17: THE PREVIEW

LOS ANGELES LAKERS 2016-17: THE PREVIEW

Eccoci qui, finalmente giunti ai nastri di partenza della stagione 2016/2017. Aspettative decisamente mutate in casa Lakers, complice soprattutto l’aggiunta via draft del prodotto da Duke Brandon Ingram, seconda scelta assoluta. In un certo senso possiamo considerare questo come l’anno zero dei Lakers, poiché dopo venti anni non scenderà più in campo Kobe Bryant. Tanta curiosità e speranza aleggiano attorno a El Segundo, visto il rinnovato coaching staff guidato dal ‘rookie’ Luke Walton.

I Lakers del ’95 e quella pazza notte all’Alamo

«Stavo per tirare, ma ho visto che mancavano quattro secondi e ho pensato fosse meglio passarla a Nick» – Vlade Divac

Congratulations, Shaq!

Ti abbiamo aspettato come un Messia, in quell’estate del ’96 prima di internet, quando assetati di notizie sullo svolgimento delle trattative ci alzavamo alle 6.30 per vedere Sportscenter su Telepiù. O, che ingenui!, ad andare di continuo sul televideo di qualsiasi canale televisivo.

Ti abbiamo amato come pochi altri giocatori, mentre dominavamo la Lega con una delle squadre più forti di sempre e tu esercitavi una superiorità sugli altri che raramente si era vista prima. Senza farci mai mancare i tuoi siparietti, i tuoi show divertenti.

Ti abbiamo odiato con rabbia feroce e delusione, come qualsiasi amante tradito, per come te ne sei andato: senza classe, con maleducazione, con poco rispetto dei Lakers e di chi ti pagava profumatamente. Abbiamo dovuto vederti anche con la maglia dei Celtics.

Ma il tempo attenua i momenti peggiori e fortunatamente fa rimanere vivido il ricordo dei migliori. Tu hai fatto pace con tutti, la tua maglia è alta nello Staples, e hai scelto di entrare a Springfield come membro dei Lakers.

Congratulations Shaq, 2016 class Basketball Hall Of Fame.

Luke is back in town

Dopo due stagioni disastrose è finalmente finito l’incubo Byron Scott sulla panchina dei Lakers, e, neanche a farlo apposta, il giorno del licenziamento è coinciso con  il nostro 25 Aprile, giorno della Liberazione. Nelle ore immediatamente successive all’annuncio iniziarono a circolare già le prime voci sui possibili candidati alla sostituzione: su tutti Luke Walton ed Ettore Messina. Quattro giorni dopo viene fissato il meeting con Walton, durante la pausa tra il primo e il secondo round di playoff, visto l’impegno contrattuale da assistente allenatore che lo lega ai Warriors. I noti insider hanno fatto sapere che il meeting è durato circa sei ore nelle  quali l’ex Lakers ha destato un’impressione positiva oltre ogni aspettativa, togliendo immediatamente ogni dubbio al front office. Poche ore dopo è arrivato l’annuncio  dell’ingaggio: sarà Walton il nuovo allenatore dei Lakers.

Reflections on Greatness: Kobe Forever

Reflections on Greatness: Kobe Forever

Se vi chiedessero come riassumere la carriera di Kobe Bryant, che parole usereste? Come lo ricordereste? Racchiudereste vent’anni in un concetto, o una citazione magari, oppure la reazione più istintiva che vi viene è quella di scrivere fiumi di parole, che inevitabilmente non basteranno a contenere tutto ciò che ci ha trasmesso?

March Madness 2016 Preview

March Madness 2016 Preview

Come scritto nei tweet durante la diretta del Selction Sunday il Regional più difficile è, senza alcun dubbio l’East. Dovesse arrivare alle Final Four il percorso più difficile dell’intero tabellone sarebbe quello di Kentucky che inizia con Stony Brook di Jameel Warney, poi Indiana (che comunque ha un’altra bella gatta da pelare come Chattanooga), quindi UNC per finire con la vincente di Xavier-WVU (che dovrà affrontare un’altra Mid-Major pericolosa come Stephen F. Austin). Favorita sulla carta è UNC ma Kentucky ha i mezzi per ribaltare il pronostico.

Nel South la mia favorita per il titolo, Kansas. Bill Self ha a disposizione un roster ampio ed equilibrato con un reparto esterni (Mason III, Graham e Selden Jr) che ha pochissimi pari; la squadra è rognosa sotto canestro con Ellis e Lucas (ma anche Traylor, Bragg e Diallo). Nella parte bassa del Regional secondo me c’è spazio per qualche sorpresa; chi esce da Vanderbilt-Wichita St potrebbe rivelarsi una mina vagante; pronosticherei Miami ma non ha tanto margine sulle altre (Villanova, magari Temple…). Nella parte alta Maryland (che possibile upset su California) lo scoglio principale per Kansas.
 
Nel Midwest la mia favorita d’obbligo è Michigan St. che ha la strada spianata almeno fino alle Sweet Sixteen, dove potrebbe incontrare una squadra in gran forma come la Seaton Hall di Whitehead (che però non ha un percorso agevole con Gonzaga e Utah). Nella parte alta del tabellone Virginia è la favorita per l’Elite Eight e se la dovrebbe vedere con la vincente di Iowa St.-Purdue, mia favorita personale, nella sfida per l’accesso alle Sweet Sixteen).
 
Chiusura per il Regional più debole il West: comincio col dire che non c’è una vera favorita, potrebbe arrivare in fondo Duke che al sommo della botta di culo è pure finita nella parte del tabellone più facile (del Regional più facile!). Baylor è molto lunga sotto i tabelloni ma è un ostacolo abbordabile come lo è il seed #1 ovvero Oregon. Molto più interessante la parte bassa dove qualche sorpresa potrebbe pure scapparci; forse la Oregon St. di Gary Payton II (bello scontro con VCU al primo turno) ma molto di più Taxas di Shaka Smart (che potrebbe avere qualche minuto da Cameron Ridley al rientro dall’infortunio al piede). Le favorite d’obbligo di questa porzione di tabellone dovrebbero essere Texas A&M (che dovrà superare Texas per accedere alle Sweet Sixteen) e la Oklahoma di Buddy Hield.
 
Buona MM16 a tutti.
 
By COOPapERino21