Los Angeles Lakers @ San Antonio Spurs 99-83 W (45-19)


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Mostruosa dimostrazione di forza dei campioni in carica che mettono in chiaro una volta e per tutte chi è la squadra da battere in questa lega. La striscia di W si estende a 7

La migliore partita stagionale dei Lakers, senza alcun dubbio. Era una delle prove più attese, una delle sfide più eccitanti da seguire in questi giorni che il calendario ha farcito di scontri al vertice tra squadre della stessa Conference; una sorta di antipasto dei playoff. Ed è da playoff il clima che si respira in campo. Non a caso, i Lakers giocano da campioni del mondo e annichiliscono la squadra che fino a poche ore fa era considerata unanimemente la dominatrice della lega. Ma vediamo come si è giunti a questo vero e proprio massacro.

Al loro ingresso in campo entrambe le squadre sono decise a mettere in chiaro quali sono i loro punti di forza e a sfruttari in pieno. I Lakers fanno sentire il loro peso sotto canestro, dominando i tabelloni e dando occasione a Gasol e Bynum di mettere a referto rimbalzi e canestri facili. Gli Spurs d’altro canto giocano a lungo con Tony Parker, approfittando dell’evidente mismatch in termini di atletismo e rapidità tra il francese e Derek Fisher. L’equilibrio iniziale viene però frantumato da un parziale di 24-3 messo a segno dai campioni in carica in uscita dal timeout: Kobe mette a segno diverse “mambate”, Bynum è letteralmente dominante al centro dell’area e cattura qualsiasi cosa di vagamente arancione voli nell’aria. Riesce di fatto a dominare il pitturato pur tirando solo due volte sugli scarichi in tutto il match: i compagni potrebbero cercarlo di più, ma lui non se ne preoccupa, e la sua intensità è esemplare.
La squadra di Popovich barcolla pesantemente sotto i colpi di un attacco gialloviola che sembra non sbagiare nulla. Il 34-13 con cui si chiude il primo quarto assomiglia molto al 36-12 con cui era finito il primo quarto della precedente partita degli Spurs, contro gli Heat dei tres amigos, ma a favore dei neroargento in quell’occasione.

Pop prova a cambiare le carte ad inizio secondo quarto, puntando a proteggere con maggiore intensità il pitturato, ma mal gliene incoglie. I Lakers infatti stasera sono letali anche dal perimetro, anche dalla panchina il rientrante Barnes, insieme a Brown e al solito Odom, risultano decisivi nel mantenere intatto il vantaggio nonostante il tentativo di rientro avversario. Ma se l’attacco impressiona, la difesa non è da meno. I lunghi muovono i piedi in maniera egregia nelle situazioni di pick and roll, la transizione difensiva non concede nessun layup facile agli avversari, i tabelloni vengono protetti con abnegazione (fa eccezione un’azione a metà secondo quarto in cui gli Spurs catturano 5 rimbalzi offensivi consecutivi), i closeout sui tiratori piazzati sono eseguiti alla perfezione (memorabile stoppata di Artest con annessa mostra dei bicipiti al pubblico su Hill che tira dall’angolo). Gli Spurs sono stravolti, stramazzano al suolo e depongono le armi con largo anticipo.

Commentare il secondo tempo sarebbe un esercizio di pura retorica.

I Los Angeles Lakers sono tornati, il mondo è avvisato.

Boxscore


Gandalf aka Giuseppe Magnifico


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