Preseason Game #6 – Lakers vs Kings (Howard’s debut)


A due ore dalla partita arriva la conferma dall’ineffabile polacco: “Howard will play tonight. His Laker debut”. La mia notte ha un senso. La nostra stagione comincia ad avere un senso dopo 5 partitelle tra amici…

Fast forward a Lawrence Tanter che annuncia le starting lineups: “…and in his 9th year, from Southwest Atlanta Christian Academy, number 12…” e il finale lo sapete. Dwight Howard.

Un Dwight che, manco a dirlo, è glorioso in purple & gold. La sensazione è che sia nato per indossare questi colori, e non è un puro esercizio di parzialità.

In campo è un pò nervoso, si vede, ed eccitato come una scolaretta, ma i vaccari sono ancora più nervosi di lui, e flottano disperatamente le primissime azioni per impedirgli una qualsiasi ricezione.

Il primo canestro? Che domande. Una schiacciata. Che arriva dopo neanche 1 minuto e 20 sul cronometro: gioco a tre Nash-Gasol-inevitabile lob a Howard che sembra sussurrare “Non sarà l’ultimo…”

Diciamo le cose come stanno: siamo in un’altra dimensione. E’ una sensazione che traspare immediatamente. In attacco basta che la palla giri in modo competente e abbiamo ogni volta l’uomo in single coverage o addirittura libero, gli avversari in aiuto sono letteralmente terrorizzati al solo pensiero di lasciare Howard solo in area, in difesa possiamo gamblare e affidarci all’àncora lì sotto oppure sfidare chiunque a batterci dal perimetro con Kobe e Metta a fare la guardia.

Non è una questione di schemi, è una questione di personale. Ed ecco che quando entra Sacre, mi sorge un dubbio che attanagliava il mio subconscio da tempo: Ma che schifo è? Che coraggio ha avuto chi ha dovuto o voluto seguire queste 5 partite? Ditemelo voi…

Mi scuso in anticipo per non raccontare quasi per nulla la partita, ma è giusto che questo recap sia più che altro un Dwight Watch, piuttosto che un mero resoconto di persone e cifre. Il 12, peraltro, si mette in moto grazie a Kobe: pick&roll e lob over-the-shoulder…risultato: 5 punti e STAPLES (con 16 minacciose stelle a metà campo) in visibilio.

All’intervallo, palesemente non forzando, il fatturato recita 11 punti, 6 rimbalzi, 3 stoppate, 2 assist e un’infinità di visuali oscurate o tiri rifiutati dai Kings. Kobe è a quota 13 col 67% dal campo e un buzzer sulla sirena del secondo quarto: +11 Lakers, 57-46.

Per quanto riguarda il Sacre Watch invece, c’è una buona notizia: Jordan Hill è tornato ad allenarsi con i compagni e presumibilmente lo rivedremo in campo per l’opener.

La partita si trascina come le precedenti 5: e cioè non riusciamo a mantenere un vantaggio che sia uno. I Kings tirano più o meno 15 volte più di noi grazie alle nostre 20 palle perse e vanno in vantaggio anche di 5 punti a 7 minuti dalla fine.

A quel punto Dwight è già in doppia-doppia, e gli starters sono tornati in campo: le rotazioni, per quanto ancora confuse, cominciano a delinearsi.

Per curiosità…volete sapere com’è andata a finire? Male. Ma non ha importanza. Non ha importanza se negli ultimi minuti prendiamo un parziale di 10-0 e andiamo sullo 0-6, perchè palesemente non ci interessava. Nè a noi, nè ai Lakers. Ci interessava solo vedere un ragazzo che alla prima allacciata di scarpe firma 19 e 12 rimbalzi, dopo un infortunio alla schiena.

La cosa importante è che il nostro franchise player è arrivato. Superman is in the building (finalmente!!!)

 

l.s.


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