Los Angeles Lakers @ San Antonio Spurs 105-108 L (15-20)


Settimo back to back di stagione per i Los Angeles Lakers, che dopo aver perso in casa degli Houston Rockets tornano in campo per affrontare i San Antonio Spurs degli intramontabili Duncan, Parker e Ginobili, nonché di quella vecchia volpe di coach Popovich. Ancora assenti Howard, Gasol, Hill e Blake per i gialloviola, che schierano Sacre e Morris in quintetto insieme a Bryant, Nash e World Peace.

La partita si apre con un Tony Parker subito on fire, e per niente infastidito dalla difesa di Darius Morris: con 6 punti ed un assist, è lui a costruire il primo vantaggio neroargento della partita, sull’8-5. Per i lacustri, è Metta World Peace a prendere l’iniziativa e tener in vita i lacustri con 7 punti in fila. I ritmi sono molto bassi, Sacre è piuttosto attivo in difesa su Duncan (che infatti inizia la sua partita sbagliando diversi piazzati) e per metà quarto la situazione rimane in equilibrio. E rimarrebbe in equilibrio ancora, se non fosse che i lacustri perdono diversi palloni, sbagliano ripetutamente (Robert Sacre in primis) in attacco e di colpo si trovano sul 19-11 Spurs. Kobe è impreciso al tiro, i lacustri riescono a recuperare qualche pallone ma non sfruttano le occasioni, ed il vantaggio di San Antonio si mantiene sulle 6-8 lunghezze fino a fine quarto. Il punteggio è 24-17 per i neroargento, con i lacustri al 39% dal campo e già 5 palle perse. Ah, per la cronaca: 17 punti è il minimo stagionale di punti per i primi quarti dei gialloviola.
Nel secondo quarto San Antonio continua a dominare sotto i canestri, e grazie a qualche seconda chance e al peso maggiore della loro frontcourt si porta fino sul +11. D’Antoni capisce (finalmente, aggiungo io) che i lacustri non hanno chance senza uno tra Nash e Bryant in campo, e dopo un minuto inserisce il playmaker canadese, che prende in mano le redini dell’attacco e riesce a creare qualche buona soluzione che riporta i lacustri a 6 punti di svantaggio. Splitter segna da una parte, l’inatteso Earl Clark dall’altra; il quintetto lacustre in campo tiene alti i ritmi, anche in difesa, e grazie alla saggia guida di Steve Nash riesce a rientrare fino al -3, con Kobe Bryant ancora in panchina. Al rientro del Mamba, è però Ginobili a farsi notare, con 8 punti in fila che ricacciano i Lakers sul -7. Kobe non è in palla, né in attacco (saranno 8 i punti a metà gara) né in difesa (dove Ginobili fa ciò che vuole), ed i lacustri ne risentono. Ad un minuto dalla fine del primo tempo San Antonio è sopra di 5 punti, ma con i punti di Duncan e Ginobili chiude la frazione sul 54-45. Ci son quindi 9 punti di svantaggio per i Lakers, da imputare in primis alle orrende rotazioni difensive viste per 24 minuti.
Per i gialloviola i top scorer del primo tempo sono Metta con 11 punti, Earl Clark con 9 e Nash+Bryant con 8; sponda Spurs, ce ne sono 12 per Splitter e Ginobili, e 10 per Parker.

Dopo l’intervallo lungo, si rientra in campo e sono gli Spurs a prendere in mano il timone del gioco: Parker conduce le sue sfuriate con maestria, grazie anche ad un Morris orribile in difesa, e riporta i neroargento sul +11. Kobe decide di entrare in partita, segnando 2 triple consecutive da casa sua, ma in difesa ci mette del suo (in negativo) e non permette il recupero lacustre: rimangono 10 i punti di scarto, con 5 minuti sul cronometro del terzo. Sono addirittura 20 i punti subiti dai gialloviola in 6 minuti e mezzo di terzo quarto. Gli esterni gialloviola (Kobe in primis) continuano a ruotare orrendamente, e gli Spurs li puniscono immediatamente: arrivano i punti di Parker e Leonard, spesso con tiri wide open, ed i neroargento in un attimo sono a +17. Serve la reazione, e la reazione in casa Lakers ha un solo nome: Ron Artest. O Metta World Peace, chiamatelo come volete. Ron segna da 3, ruba palla a Ginobili e guida i sui compagni nel parziale di 9-0 che aiuta immediatamente i lacustri a dimezzare lo svantaggio. Kobe segna ancora, e saranno 14 i suoi punti nel terzo: a fine quarto, 75-85 in favore degli Spurs.
Nel quarto decisivo, con Kobe Bryant in panca a riposare, è di nuovo Earl Clark a segnare per i gialloviola, ben guidato dai pick’n’roll di Nash. Se l’attacco non sfigura, è però la difesa a far affondare i gialloviola: arrivano a ripetizione le triple Spurs, con metri e metri di spazio. Stephen Jackson ne segna 3 in neanche 3 minuti, Neal aggiunge altri 5 punti, ed i Lakers sono sotto di 16 quando mancano 7 minuti alla fine del match.
Partita in ghiaccio? Neanche per sogno: la difesa Lakers sale di colpi, l’attacco produce punti a ripetizione con Metta, con Jamison e con Bryant, e quando i minuti da giocare sono 3 e mezzo il tabellone dice 105-100: 15-4 di parziale in favore dei gialloviola. E il trend positivo continua: altre 2 difese ottime per i gialloviola, ed i lacustri sono a -3 con due minuti da giocare. I lacustri hanno poi diverse occasioni per pareggiare, ma la palla non vuole più entrare, ed il punteggio rimane invariato per numerosi possessi. Nell’ultimo minuto, Ginobili riporta i suoi sul +6 ma è Clark, liberissimo, a segnare la tripla del -3. con 30 secondi da giocare. Parker, nell’ultimo attacco Spurs, sbaglia tutto passando la palla agli spettatori in prima fila, e lascia ai Lakers la tripla del possibile Overtime: palla a Kobe, il tiro è forzato (ben difeso da Leonard) e finisce sul ferro, il rimbalzo è lunghissimo ed arriva a Clark…
… sarebbe stata la giocata che coronava un’ottima partita dell’ex-Magic, ma purtroppo la sua preghiera finisce sul ferro.
Spurs vincenti, 108-105: la rimonta lacustre finisce ad un passo dalla sua riuscita.
Negli ultimi 7 minuti di gioco, il tabellone dice 20-7 Lakers, grazie soprattutto alla pressione difensiva dei gialloviola.

Ennesima sconfitta di una stagione in cui sembra andare veramente tutto storto.
Non bastano le appena 10 palle perse (rispetto alle 15,5 di media), le 12 palle rubate dalla difesa lacustre (rispetto alle 7,5 di media), la voglia dimostrata negli ultimi minuti di gioco. Paghiamo le troppe triple wide open concesse (12/25 da 3 punti per gli Spurs) da una difesa che è stata efficiente solo in brevi tratti della partita.
Ci sono alla fine 27 punti per Kobe Bryant, 22+13+3 con 9/12 al tiro per un ottimo Earl Clark (career high per lui in punti, rimbalzi e assist), 23+8 e 7 palle rubate per Metta World Peace.
Per i neroargento, il tabellino dice 24 per Parker e 19 per Ginobili.

Lakers che scendono a 15-20, e che non hanno ancora vinto una partita nel 2013.
E la prossima sarà ancora più difficile: si gioca allo Staples contro i Thunder.

Boxscore

Go LAL!!

by Enum


Lakersland.it © 2006-2019