L.A. Lakers @ Dallas Mavs 103-99 (28-29)


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“Ogni tanto mangio un fiore, lo confondo col tuo amore…”. Risuona nelle orecchie incessantemente il motivetto di Fabio Concato, risuona da pochi minuti, da quando i Lakers hanno espugnato Dallas portandosi a una partita dal 50% e tenendosi in vita nella corsa ai playoff.
Ok, per chi scrive la domenica è davvero bestiale con tre vittorie su tre in trasferta tra calcio, basket italico e Nba, ma la realtà è che a rendere questa domenica così piacevole basta solo l’ultima delle vittorie, quella dei gialloviola sul campo dei Cuban boys, facciamo men. 
Bisogna essere onesti, per una sera siamo tornati a emozionarci, a soffrire, e a godere, e per un paio d’ore chissenefrega della classifica. Ai Lakers stasera bisogna fare solo un grande applauso: sono entrati in campo sull’onda delle ultime due partite, ovvero come una squadra con un obiettivo ben preciso da raggiungere, quello dell’ottavo posto nella conference, onorando la memoria del Dottore, sulle spalle di Kobe e della sua promessa. 
Era da tanto tempo che non vedevamo i Lakers così motivati in trasferta dalla palla a due, in formato playoff, determinati e pronti a combattere. Gli uomini di D’Antoni hanno più o meno fatto partita di testa dal primo possesso, anche se i sorpassi sono stati tanti, forti di un Howard decisivo dietro, anche se molto impreciso in attacco, pur limitato molto dai falli nei primi 24 minuti. Artest e Clark non molto bene, soprattutto il secondo su Nowitzki, bilanciati però da un Meeks pronto, un Nash esiziale e punitivo come non lo è stato nella sfida contro i Blazers (4/5 da tre). Per tutto il resto c’è Kobe Bryant. 
Il ragazzo ha gli anni che ha, non c’è dubbio. A volte fa delle partitacce e una volta non gli accadeva. Certi momenti di certe partite ti fa proprio incazzare e dici “si vede che è vecchio”. Però ci sono delle partite, ogni tanto, in cui te lo fa vedere perchè per anni è stato lui il numero 1. Oggi Bryant è stato semplicemente, di nuovo, il numero 1. Ha giocato una partita irreale, ha segnato 14 punti nell’ultimo periodo, ha pagato continuamente la cauzione quando come al solito giochiamo il suo 1vs5 nei momenti importanti. E lo ha fatto in modo spettacoloso, mandando al bar ogni difensore Carlisle ha provato a mandargli contro, trovando anche l’uomo libero, spesso Nash, quando raddoppiato, chiudendo a 38, 12 rimbalzi e 7 assist. Queste sono le partite in cui gli va detto semplicemente grazie. 
Ma grazie a tutti, sia chiaro, perchè queste partite si vincono sui due lati del campo e anche con la testa, e in questo i gialloviola sono stati grandi, Howard in testa, che ha avuto anche il merito di mettere tre liberi consecutivi nel momento dell’ultimo sorpasso Lakers. Non si può ovviamente non parlare della serata dei Mavs, ribatizzata la “notte dei morti viventi”: massimo rispetto per un fuoriclasse come Nowitzki, ma ha trovato comunque stasera il season high di punti e rimbalzi; ma il vero Lazzaro è Vince Carter, che fa 15 con tanto di schiacciata a difesa schiarata; menzione però per Elton Brand, che esce fuori dalla tomba in stile “Thriller” per mettere 14 e 8 approfittando dei problemi di falli di Howard. Ora potete tornare sottoterra. 

È vero, adesso guardiamo la classifica e ci sentiamo un po’ stupidi, consapevoli anche della sconfitta di domani notte a Denver. Però, questa vittoria ce la teniamo e ce la godiamo. 
“Come è bella la natura, e come è bello il tuo cuore”… 


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