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Guest Nigma

Gioia cara, forse ti è sfuggito, ma è stato l'amichetto tuo a trasformarlo in un referendum sul suo governo, anzi proprio su se stesso. E cmq sono libero di votare per qualunque motivo mi passa per il cervello.

 

Questo governo (senza essere stato votato, con numeri alla camera incostituzionali + Alfaniani e Verdiniani) è veramente arrogante, al limite della sopportazione. Abbiano almeno la decenza di abbassare lo sguardo e stare zitti. Si tengano le poltrone illegittime e cambino pure la costituzione, ma evitino almeno di dirci perchè e come devo votare

 

Le opposizioni poi fanno le opposizioni, come sempre, nelle democrazie funziona così. Ma capisco che forse non è questo il caso...

 

Gioia cara assoreta. :siciao:

 

Lo dico un'ultima volta e non lo dico più: vota come diavolo ti pare e per il motivo che ti pare, non me ne può fregare di meno, la democrazia è questa. Ma non è solo questa. La democrazia è partecipazione non solo nel recarsi al seggio, ma nel condividere un bagaglio di valori e principi comuni, una storia, una cultura, un'identità. La democrazia è libertà non solo nel mettere una crocetta a matita su un foglio di carta, ma nell'esprimere un'opinione la più possibile competente e consapevole. Quando ti leggo, non trovo nulla di tutto ciò: non un bagaglio di valori e principi comuni (ti riempi la bocca di parole di cui dimostri di non conoscere il significato, visto che glissi ogni mia domanda), non un'opinione competente e consapevole (i tuoi post sono un tripudio di luoghi comuni e sparate prese a prestito da un giornale di partito che cambia schieramento ogni giorno). Che la pensiamo diversamente è evidente e non è il punto, che nemmeno io sia un esempio di democrazia lo è altrettanto (e nemmeno lo pretendo, ci mancherebbe), ma è evidente ad esempio la differenza fra te e Valiero, col quale spesso non mi trovo d'accordo ma nei cui principi quasi sempre mi riconosco, del quale ammiro la ricerca e la voglia di documentarsi, del quale apprezzo l'entusiasmo genuino e quell'incanto propulsivo che è motore di ogni reale cambiamento. Ripeto: pur avendo posizioni manifestamente diverse, figlie di un disincanto che lui probabilmente non ha ancora incontrato (per fortuna), in lui riconosco quel bagaglio di valori e principi comuni e quell'opinione la più possibile competente e consapevole che sono il fondamento di ogni concetto e istituzione democratica. Come in No Concept, come in Keitaro, come anche nel Papero, seppure ritenga diversi suoi interventi esclusivamente sofistici. Ma c'è condivisione, c'è rispetto, c'è quindi libertà. Nel tuo caso, dal mio punto di vista, no. 

 

PS. Non ho bisogno di dirti che il referendum di ottobre sarà una riforma cardine del governo, ma rimane una riforma e quella è in discussione. Non ho bisogno di dirti che secondo la Costituzione italiana NON si vota per il Premier bensì per il Parlamento, che può affidare a chiunque il mandato di Premier, e dunque sia Renzi sia il governo attuale sono perfettamente legittimi. Non ho bisogno di dirti che proprio le opposizioni che dicono sempre e comunque no, a prescindere, senza mai entrare nel merito come te, sono una delle cause del declino civile e politico del nostro paese. 

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A me Berlusconi non piace, ma un minimo di persecuzione mi sa che c'è davvero... Se continuano così lo voto. Giuro.   Va bene che è un politico poco risolutivo e che non ha fatto tutto quello che g

Allora mettiamo qualche puntino sulle i perché sinceramente mi sono rotto di assistere a continui ribaltamenti della realtà.   La discussione è partita as usual tra me e Keitaro. Io dicevo di esse

Abbiamo smacchiato il giaguaro :D

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Bel post. So di non essere competente come molti di voi ma ho le mie idee e me le tengo. Intanto la mossa di silvio sempre più verso renzi, o bisogna essere dei maghi per capirlo. Se a voi sta bene ok, a me no e devo prenderne atto...

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Guest Nigma

Bel post. So di non essere competente come molti di voi ma ho le mie idee e me le tengo. Intanto la mossa di silvio sempre più verso renzi, o bisogna essere dei maghi per capirlo. Se a voi sta bene ok, a me no e devo prenderne atto...

 

Premesso che secondo me Silvio arriverà ad appoggiare la Meloni, spiega in che modo la mossa di mollare Bertolaso per Marchini sarebbe pro-Renzi. Io non sono un mago e bisogna essere dei maghi per capirlo: prego. 

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Premesso che secondo me Silvio arriverà ad appoggiare la Meloni, spiega in che modo la mossa di mollare Bertolaso per Marchini sarebbe pro-Renzi. Io non sono un mago e bisogna essere dei maghi per capirlo: prego.

 

Togliere Bertolaso era d'obbligo perché sarebbe arrivato ultimo mentre con Marchini probabilmente supererà anche la Meloni. O comunque arriverà al pari.

 

La mossa di favore a Renzi l'ha fatta in principio quando ha deciso di non voler nemmeno tentare di vincere per liberare il campo a Giachetti.

 

Perché?

 

Perché ora più che mai Silvio ha bisogno del governo per le sue aziende.

Stanno facendo un sacco di operazioni e non ha bisogno di bastoni tra le ruote, anzi avrebbe bisogno di qualche leggina che non penso tarderà ad arrivare.

 

Benga per me ha ragione nel dire che il patto del nazareno non sia mai stato interrotto. È solo cambiata la sfumatura.

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+1

 

mi hai evitato di rispondere e non avrei spiegato meglio  :ok21te:

 

 

 

Cmq, molti mi ritenete "limitato" solo perchè ho un identità di destra, ma vi assicuro che ho molta onestà intellettuale, non appoggio a prescindere. Se una cosa mi fa schifo la noto e cambio strada, ho votato molte volte berlusconi ma dopo i suoi scarsi risultati l'ho mollato, e ora mi fa anche più schifo di renzi perchè lo appoggia subdolamente. Ho persino votato 5stelle nonostante avessi dei dubbi.......e non escludo affatto possa rifarlo, soprattutto in un ipotetico ballottaggio per le politiche contro il PD, sarei in prima fila a votare con la faccia di Beppe Grillo disegnata sulla guancia. 

 

Se mai un giorno però Renzi dovesse migliorare davvero l'Italia sarei il primo ad esserne FELICISSIMO, ma ho i miei dubbi, visto che è il burattino di una politica(poteri forti) che mira solo a conquistare il nostro paese non più con i Tank ma a livello economico/finanziario, come fatto con la Grecia e altri paesi di sud europa. Non abbiamo più sovranità. L'ultimo che si è impuntato è stato fatto fuori....

 

Serve qualcuno votato dal popolo, che risponda al popolo, che abbia a cuore il bene del popolo e che abbia PAURA del popolo. Renzi non è tutto questo.

 

Lo so, sono populista, ma oggi la vedo così. Domani chissà...

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Guest Nigma

Togliere Bertolaso era d'obbligo perché sarebbe arrivato ultimo mentre con Marchini probabilmente supererà anche la Meloni. O comunque arriverà al pari.

 

La mossa di favore a Renzi l'ha fatta in principio quando ha deciso di non voler nemmeno tentare di vincere per liberare il campo a Giachetti.

 

Perché?

 

Perché ora più che mai Silvio ha bisogno del governo per le sue aziende.

Stanno facendo un sacco di operazioni e non ha bisogno di bastoni tra le ruote, anzi avrebbe bisogno di qualche leggina che non penso tarderà ad arrivare.

 

Benga per me ha ragione nel dire che il patto del nazareno non sia mai stato interrotto. È solo cambiata la sfumatura.

 

Come, prego? 

 

La scelta di appoggiare Marchini riflette esclusivamente una lotta di potere intestina al centro destra: Berlusconi non vuole cedere la leadership alla destra di Salvini-Meloni e quindi si accoda ad un candidato che gode già di un consenso personale piuttosto trasversale e potrà consentirgli di mettersi in scia o davanti alla Meloni, ribadendo la sua autorità e bloccando la deriva estremista della coalizione (che lo obbligherebbe anche ad uscire dal PPE). 

 

Renzi, Giachetti e più in generale tutti gli altri schieramenti politici non c'entrano assolutamente niente. E la poltrona di sindaco di Roma è "Raggi's to lose". 

 

 

Intanto i dati relativi alla disoccupazione sono nuovamente positivi, sia in termini assoluti che in termini di giovani (per quanto continui a reputare la categoria 15-24 un obbrobrio senza ragione di essere). 

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Come, prego?

 

La scelta di appoggiare Marchini riflette esclusivamente una lotta di potere intestina al centro destra: Berlusconi non vuole cedere la leadership alla destra di Salvini-Meloni e quindi si accoda ad un candidato che gode già di un consenso personale piuttosto trasversale e potrà consentirgli di mettersi in scia o davanti alla Meloni, ribadendo la sua autorità e bloccando la deriva estremista della coalizione (che lo obbligherebbe anche ad uscire dal PPE).

 

Renzi, Giachetti e più in generale tutti gli altri schieramenti politici non c'entrano assolutamente niente. E la poltrona di sindaco di Roma è "Raggi's to lose".

 

 

Intanto i dati relativi alla disoccupazione sono nuovamente positivi, sia in termini assoluti che in termini di giovani (per quanto continui a reputare la categoria 15-24 un obbrobrio senza ragione di essere).

Berlusconi sa benissimo che con Salvini e Meloni sarebbe il primo partito in italia ma sa anche che ad oggi questo non porterebbe a nessun vantaggio.

 

Governare Roma o Napoli non gli interessa niente. A lui interessa che l'esecutivo nazionale faccia leggi che non lo penalizzino.

 

Quindi, oggi per lui sarebbe inutile allearsi con quei due...anzi gli conviene più tenersi buono Renzi perché Silvio, alla fine, ha sempre fatto così.

 

Infatti da quando è in campo nessuno lo ha mai toccato veramente, anche quando era "all'opposizione".

 

Per quanto riguarda la disoccupazione mi viene da ridere...andiamo avanti a botte di 0,1 seguite da -0,1. Siamo in una fase di stallo enorme e nessuno muove un dito ma anzi ci si adagia sugli allori non appena c'è un segno + (o meno dipende da dove si guarda)

 

Quando in questi mesi è risalita e sono colate a picco le assunzioni a causa della fine del mercato drogato degli incentivi nessuno ha detto pio.

 

Ammettere che il Job act sia stato un fallimento e che l'unico motivo delle assunzioni tra dicembre e gennaio sono stati gli sgravi fiscali non è un reato.

 

As usual nessuna riforma strutturale ma solo palliativi (80 euro, sgravi fiscali a termine e via di scorrendo)

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Guest Nigma

-5.4% su base annua se non ricordo male, giovanile al 37 quando aveva toccato il 44.

 

Jobs Act fallimento sto c**zo.

 

Perdona la sintesi ma in treno in piedi è dura dilungarsi.

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-5.4% su base annua se non ricordo male, giovanile al 37 quando aveva toccato il 44.

 

Jobs Act fallimento sto c**zo.

 

Perdona la sintesi ma in treno in piedi è dura dilungarsi.

Ora non ho tempo neanche io di fare un post esplicativo ma mi segno tutto.

 

Il 3 maggio alla sera ti farò un post in cui ti dico perché il Job act è stato un fallimento e perché ci si trovi di fronte a numeri drogati con delle piccole e semplici mosse che però andando a scavare bene saltano subito agli occhi facendo cambiare totalmente gli indicatori.

 

E non parlo di numeri fasulli, ci mancherebbe.

 

I rilevamenti si fanno sui numeri che si hanno a disposizione e ti faccio vedere come fino all'anno scorso le informazioni a disposizione delle agenzie erano esponenzialmente superiori a quelle che hanno attualmente (ad esempio sulla conta dei disoccupati)

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Governare Roma o Napoli non gli interessa niente. A lui interessa che l'esecutivo nazionale faccia leggi che non lo penalizzino.

 

ma soprattutto gli conviene lo faccia PROPRIO Renzi, e non lui stesso in un ipotetico governo di destra, perchè a lui gli romperebbero le scatole magistrati, giudici, giornalisti, sindacati, black bloc... mentre Renzi potrebbe pure ordinare che vengano rase al suolo Piacenza e Biella e nessuno direbbe nulla.

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56 COSTITUZIONALISTI BOCCIANO LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE BOSCHI-RENZI

La “deforma” della Costituzione proprio non piace, non solo a noi ma anche ad altri 56 costituzionalisti che hanno lanciato pochi giorni fa questo importante appello.

RIFORMA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Appello dei costituzionalisti

Di fronte alla prospettiva che la legge costituzionale di riforma della Costituzione sia sottoposta a referendum nel prossimo autunno, i sottoscritti, docenti, studiosi e studiose di diritto costituzionale, ritengono doveroso esprimere alcune valutazioni critiche.

Non siamo fra coloro che indicano questa riforma come l’anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di una sorta di nuovo autoritarismo.

Siamo però preoccupati che un processo di riforma, pur originato da condivisibili intenti di miglioramento della funzionalità delle nostre istituzioni, si sia tradotto infine, per i contenuti ad esso dati e per le modalità del suo esame e della sua approvazione parlamentare, nonché della sua presentazione al pubblico in vista del voto popolare, in una potenziale fonte di nuove disfunzioni del sistema istituzionale e nell’appannamento di alcuni dei criteri portanti dell’impianto e dello spirito della Costituzione.

1. Siamo anzitutto preoccupati per il fatto che il testo della riforma – ascritto ad una iniziativa del Governo – si presenti ora come risultato raggiunto da una maggioranza (peraltro variabile e ondeggiante) prevalsa nel voto parlamentare («abbiamo i numeri») anziché come frutto di un consenso maturato fra le forze politiche; e che ora addirittura la sua approvazione referendaria sia presentata agli elettori come decisione determinante ai fini della permanenza o meno in carica di un Governo. La Costituzione, e così la sua riforma, sono e debbono essere patrimonio comune il più possibile condiviso, non espressione di un indirizzo di Governo e risultato del prevalere contingente di alcune forze politiche su altre. La Costituzione non è una legge qualsiasi, che persegue obiettivi politici contingenti, legittimamente voluti dalla maggioranza del momento, ma esprime le basi comuni della convivenza civile e politica. È indubbiamente un prodotto “politico”, ma non della politica contingente, basata sullo scontro senza quartiere fra maggioranza e opposizioni del momento. Ecco perché anche il modo in cui si giunge ad una riforma investe la stessa “credibilità” della Carta costituzionale e quindi la sua efficacia. Già nel 2001 la riforma del titolo V, approvata in Parlamento con una ristretta maggioranza, e pur avallata dal successivo referendum, è stato un errore da molte parti riconosciuto, e si è dimostrata più fonte di conflitti che di reale miglioramento delle istituzioni.

 

2. Nel merito, riteniamo che l’obiettivo, pur largamente condiviso e condivisibile, di un superamento del cosiddetto bicameralismo perfetto (al quale peraltro sarebbe improprio addebitare la causa principale delle disfunzioni osservate nel nostro sistema istituzionale), e dell’attribuzione alla sola Camera dei deputati del compito di dare o revocare la fiducia al Governo, sia stato perseguito in modo incoerente e sbagliato. Invece di dare vita ad una seconda Camera che sia reale espressione delle istituzioni regionali, dotata dei poteri necessari per realizzare un vero dialogo e confronto fra rappresentanza nazionale e rappresentanze regionali sui temi che le coinvolgono, si è configurato un Senato estremamente indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un vero regionalismo cooperativo: esso non avrebbe infatti poteri effettivi nell’approvazione di molte delle leggi più rilevanti per l’assetto regionalistico, né funzioni che ne facciano un valido strumento di concertazione fra Stato e Regioni. In esso non si esprimerebbero le Regioni in quanto tali, ma rappresentanze locali inevitabilmente articolate in base ad appartenenze politico-partitiche (alcuni consiglieri regionali eletti – con modalità rinviate peraltro in parte alla legge ordinaria – anche come senatori, che sommerebbero i due ruoli, e in Senato voterebbero ciascuno secondo scelte individuali). Ciò peraltro senza nemmeno riequilibrare dal punto di vista numerico le componenti del Parlamento in seduta comune, che è chiamato ad eleggere organi di garanzia come il Presidente della Repubblica e una parte dell’organo di governo della magistratura: così che queste delicate scelte rischierebbero di ricadere anch’esse nella sfera di influenza dominante del Governo attraverso il controllo della propria maggioranza, specie se il sistema di elezione della Camera fosse improntato (come lo è secondo la legge da poco approvata) a un forte effetto maggioritario.

 

3. Ulteriore effetto secondario negativo di questa riforma del bicameralismo appare la configurazione di una pluralità di procedimenti legislativi differenziati a seconda delle diverse modalità di intervento del nuovo Senato (leggi bicamerali, leggi monocamerali ma con possibilità di emendamenti da parte del Senato, differenziate a seconda che tali emendamenti possano essere respinti dalla Camera a maggioranza semplice o a maggioranza assoluta), con rischi di incertezze e conflitti.

4. L’assetto regionale della Repubblica uscirebbe da questa riforma fortemente indebolito attraverso un riparto di competenze che alle Regioni toglierebbe quasi ogni spazio di competenza legislativa, facendone organismi privi di reale autonomia, e senza garantire adeguatamente i loro poteri e le loro responsabilità anche sul piano finanziario e fiscale (mentre si lascia intatto l’ordinamento delle sole Regioni speciali). Il dichiarato intento di ridurre il contenzioso fra Stato e Regioni viene contraddetto perché non si è preso atto che le radici del contenzioso medesimo non si trovano nei criteri di ripartizione delle competenze per materia – che non possono mai essere separate con un taglio netto – ma piuttosto nella mancanza di una coerente legislazione statale di attuazione: senza dire che il progetto da un lato pretende di eliminare le competenze concorrenti, dall’altro definisce in molte materie una competenza «esclusiva» dello Stato riferita però, ambiguamente, alle sole «disposizioni generali e comuni». Si è rinunciato a costruire strumenti efficienti di cooperazione fra centro e periferia. Invece di limitarsi a correggere alcuni specifici errori della riforma del 2001, promuovendone una migliore attuazione, il nuovo progetto tende sostanzialmente, a soli quindici anni di distanza, a rovesciarne l’impostazione, assumendo obiettivi non solo diversi ma opposti a quelli allora perseguiti di rafforzamento del sistema delle autonomie.

5. Il progetto è mosso anche dal dichiarato intento (espresso addirittura nel titolo della legge) di contenere i costi di funzionamento delle istituzioni. Ma il buon funzionamento delle istituzioni non è prima di tutto un problema di costi legati al numero di persone investite di cariche pubbliche (costi sui quali invece è giusto intervenire, come solo in parte si è fatto finora, attraverso la legislazione ordinaria), bensì di equilibrio fra organi diversi, e di potenziamento, non di indebolimento, delle rappresentanze elettive. Limitare il numero di senatori a meno di un sesto di quello dei deputati; sopprimere tutte le Province, anche nelle Regioni più grandi, e costruire le Città metropolitane come enti eletti in secondo grado, anziché rivedere e razionalizzare le dimensioni territoriali di tutti gli enti in cui si articola la Repubblica; non prevedere i modi in cui garantire sedi di necessario confronto fra istituzioni politiche e rappresentanze sociali dopo la soppressione del Cnel: questi non sono modi adeguati per garantire la ricchezza e la vitalità del tessuto democratico del paese, e sembrano invece un modo per strizzare l’occhio alle posizioni tese a sfiduciare le forme della politica intesa come luogo di partecipazione dei cittadini all’esercizio dei poteri.

6. Sarebbe ingiusto disconoscere che nel progetto vi siano anche previsioni normative che meritano di essere guardate con favore: tali la restrizione del potere del Governo di adottare decreti legge, e la contestuale previsione di tempi certi per il voto della Camera sui progetti del Governo che ne caratterizzano l’indirizzo politico; la previsione (che peraltro in alcuni di noi suscita perplessità) della possibilità di sottoporre in via preventiva alla Corte costituzionale le leggi elettorali, così che non si rischi di andare a votare (come è successo nel 2008 e nel 2013) sulla base di una legge incostituzionale; la promessa di una nuova legge costituzionale (rinviata peraltro ad un indeterminato futuro) che preveda referendum propositivi e di indirizzo e altre forme di consultazione popolare.

7. Tuttavia questi aspetti positivi non sono tali da compensare gli aspetti critici di cui si è detto. Inoltre, se il referendum fosse indetto – come oggi si prevede – su un unico quesito, di approvazione o no dell’intera riforma, l’elettore sarebbe costretto ad un voto unico, su un testo non omogeneo, facendo prevalere, in un senso o nell’altro, ragioni “politiche” estranee al merito della legge. Diversamente avverrebbe se si desse la possibilità di votare separatamente sui singoli grandi temi in esso affrontati (così come se si fosse scomposta la Riforma in più progetti, approvati dal Parlamento separatamente).

 

Per tutti i motivi esposti, pur essendo noi convinti dell’opportunità di interventi riformatori che investano l’attuale bicameralismo e i rapporti fra Stato e Regioni, l’orientamento che esprimiamo è contrario, nel merito, a questo testo di riforma.

Aprile 2016

Francesco Amirante, magistrato;

Vittorio Angiolini, Università di Milano Statale;

Luca Antonini, Università di Padova;

Antonio Baldassarre, Università LUISS di Roma;

Sergio Bartole, Università di Trieste

Ernesto Bettinelli, Università di Pavia

Franco Bile, Magistrato

Paolo Caretti, Università di Firenze

Lorenza Carlassare, Università di Padova

Francesco Paolo Casavola, Università di Napoli Federico II

Enzo Cheli, Università di Firenze

Riccardo Chieppa, Magistrato

Cecilia Corsi, Università di Firenze

Antonio D’Andrea, Università di Brescia

Ugo De Siervo, Università di Firenze

Mario Dogliani, Università di Torino

Gianmaria Flick, Università LUISS di Roma

Franco Gallo, Università LUISS di Roma

Silvio Gambino, Università della Calabria

Mario Gorlani, Università di Brescia

Stefano Grassi, Università di Firenze

Enrico Grosso, Università di Torino

Riccardo Guastini, Università di Genova

Giovanni Guiglia, Università di Verona

Fulco Lanchester, Università di Roma La Sapienza

Sergio Lariccia, Università di Roma La Sapienza

Donatella Loprieno, Università della Calabria

Joerg Luther, Università Piemonte orientale

Paolo Maddalena, Magistrato

Maurizio Malo, Università di Padova

Andrea Manzella, Università LUISS di Roma

Luigi Mazzella, Avvocato dello Stato

Alessandro Mazzitelli, Università della Calabria

Stefano Merlini, Università di Firenze

Costantino Murgia, Università di Cagliari

Guido Neppi Modona, Università di Torino

Walter Nocito, Università della Calabria

Valerio Onida, Università di Milano Statale

Saulle Panizza, Università di Pisa

Maurizio Pedrazza Gorlero, Università di Verona

Barbara Pezzini, Università di Bergamo

Alfonso Quaranta, Magistrato

Saverio Regasto, Università di Brescia

Giancarlo Rolla, Università di Genova

Roberto Romboli, Università di Pisa

Claudio Rossano, Università di Roma La Sapienza

Fernando Santosuosso, Magistrato

Giovanni Tarli Barbieri, Università di Firenze

Roberto Toniatti, Università di Trento

Romano Vaccarella, Università di Roma La Sapienza

Filippo Vari, Università Europea di Roma

Luigi Ventura, Università di Catanzaro

Maria Paola Viviani Schlein, Università dell’Insubria

Roberto Zaccaria, Università di Firenze

Gustavo Zagrebelsky, Università di Torino

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molto rattristato dal fatto che nessuno voglia governare roma. evidentemente siamo talmente affossati tra lobby e mafie che nessuno si vuole prendere questa patata bollente.

 

la città non ha futuro. 

 

il m5s poteva vincere a mani basse ma ha a sua volta, consapevolmente, presentato una ritardata patentata. sul centrodestra non ne parliamo. il pd lo escludo già in quanto giachetti è il candidato di renzi e orfini, quindi di tutto quello che ha provato a combattere marino. 

 

davvero scoraggiato.

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Guest Nigma

molto rattristato dal fatto che nessuno voglia governare roma. evidentemente siamo talmente affossati tra lobby e mafie che nessuno si vuole prendere questa patata bollente.

 

la città non ha futuro. 

 

il m5s poteva vincere a mani basse ma ha a sua volta, consapevolmente, presentato una ritardata patentata. sul centrodestra non ne parliamo. il pd lo escludo già in quanto giachetti è il candidato di renzi e orfini, quindi di tutto quello che ha provato a combattere marino. 

 

davvero scoraggiato.

 

Detto che concordo (amaramente) sulla considerazione relativa al PD, vorrei capire perché è una ritardata patentata. :asd

 

Io ricordo che una mattina l'ho sentita intervistata in radio: oltre a ripetere a pappardella le 2-3 frasi evidentemente preparate su sicurezza, Olimpiadi e nettezza urbana (al punto che gli intervistatori dovevano cambiare proprio argomento perché, anche a domanda diversa, rispondeva con le stesse identiche parole) era in treno e la linea cadeva continuamente. Alla fine dell'intervista gli stessi intervistatori si son sentiti in dovere di scusarsi con gli ascoltatori aggiungendo "Quando uno prende un appuntamento in radio, dovrebbe assicurarsi di essere nelle migliori condizioni possibili per comunicare, altrimenti tanto vale non prenderlo". :asd

 

Naturalmente, da non romano, non posso che stringermi accanto ai cittadini romani onesti augurando loro il meglio, anche se davvero, anche a me, riesce difficile scorgere la luce in fondo al tunnel. 

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molto rattristato dal fatto che nessuno voglia governare roma. evidentemente siamo talmente affossati tra lobby e mafie che nessuno si vuole prendere questa patata bollente.

 

la città non ha futuro.

 

il m5s poteva vincere a mani basse ma ha a sua volta, consapevolmente, presentato una ritardata patentata. sul centrodestra non ne parliamo. il pd lo escludo già in quanto giachetti è il candidato di renzi e orfini, quindi di tutto quello che ha provato a combattere marino.

 

davvero scoraggiato.

A mio avviso, fotografia perfetta della situazione

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molto rattristato dal fatto che nessuno voglia governare roma. evidentemente siamo talmente affossati tra lobby e mafie che nessuno si vuole prendere questa patata bollente.

 

la città non ha futuro.

 

il m5s poteva vincere a mani basse ma ha a sua volta, consapevolmente, presentato una ritardata patentata. sul centrodestra non ne parliamo. il pd lo escludo già in quanto giachetti è il candidato di renzi e orfini, quindi di tutto quello che ha provato a combattere marino.

 

davvero scoraggiato.

Ma se è l'unica che ha detto apertamente di voler rimuovere i vertici di Ama,Atac e Acea perché hanno gestito con i piedi la città lucrando sulle spalle dei cittadini...

 

Tanto che i titoli in borsa sono crollati e Caltagirone ha fatto partite la lapidazione sui suoi giornali.

 

Mi scoraggio io a sentire ste robe...

 

Non so cosa vogliate voi romani ma per una volta che c'è una che non si fa problemi a contrastare lobby e mafie ve ne uscite con sti epiteti fuori dal mondo.

 

Ps: quando disse quelle frasi fece un po' di confusione tra management e cda, quello si, ma se non si stanno a fare le pulci alle dichiarazioni si capisce quale sia l'intenzione della Raggi a Roma

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per me conviene soprattutto ai 5stelle non vincere a roma :asd  perchè tanto le altre fazioni psudo di sinistra e pseudo di destra, pure che continuano a far danni, la percezione non cambierebbe, per i grillini invece partirebbe il tormentone "ecco, chiamati in ballo non sanno governare".

 

i 5stelle hanno solo da straperdere nel prendere roma, e stanno facendo di tutto per fargliela prendere...

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Guest Nigma

Ma se è l'unica che ha detto apertamente di voler rimuovere i vertici di Ama,Atac e Acea perché hanno gestito con i piedi la città lucrando sulle spalle dei cittadini...

 

Tanto che i titoli in borsa sono crollati e Caltagirone ha fatto partite la lapidazione sui suoi giornali.

 

Mi scoraggio io a sentire ste robe...

 

Non so cosa vogliate voi romani ma per una volta che c'è una che non si fa problemi a contrastare lobby e mafie ve ne uscite con sti epiteti fuori dal mondo.

 

Ps: quando disse quelle frasi fece un po' di confusione tra management e cda, quello si, ma se non si stanno a fare le pulci alle dichiarazioni si capisce quale sia l'intenzione della Raggi a Roma

 

A parole so' boni tutti, eh. Ovviamente potrai dirmi che lei è l'unica che l'opportunità concreta non l'ha ancora avuta, vero, ma pure Marino stava contrastando lobby e mafie e ne è rimasto travolto (colpa anche di una pessima gestione del PD romano, poco ma sicuro e personale enorme delusione). 

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Vale,

 

la raggi è riuscita a dire: "l'atac è un fiore all'occhiello di roma". un. fiore. all'occhiello.

 

poi le hanno fatto notare la cosa e due giorni dopo ha detto il contrario.

 

 

e purtroppo ha fatto così sulla metà degli argomenti sui quali ha aperto bocca, pure lo stadio della roma tanto per dirne uno. per cui sì, è una incompetente come tante altre.

 

 

ritardata per la figura che ha fatto ieri con i fake su fb. cristo dai, ma dove vive.

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Vale,

 

la raggi è riuscita a dire: "l'atac è un fiore all'occhiello di roma". un. fiore. all'occhiello.

 

poi le hanno fatto notare la cosa e due giorni dopo ha detto il contrario.

 

 

e purtroppo ha fatto così sulla metà degli argomenti sui quali ha aperto bocca, pure lo stadio della roma tanto per dirne uno. per cui sì, è una incompetente come tante altre.

 

 

ritardata per la figura che ha fatto ieri con i fake su fb. cristo dai, ma dove vive.

Non ho seguito tutta la campagna ovviamente perché non devo votare a Roma quindi, ad esempio, non so cosa sia successo ieri.

 

Però boh, sta cosa che mi dici di Atac mi pare più uno scivolone linguistico che altro. Magari, azzardo, voleva dire che potrebbe esserlo se venisse gestita bene? No perché mi sembra totalmente non in linea con ciò che ha espresso negli ultimi tempi (magari ha pure studiato un po')

 

In tutte le ultime uscite pubbliche in TV ha detto ben altro e ha parlato di Atac, Acer, Acea, Ama e non ha espresso parole tenere nei confronti di chi dirige adesso le municipalizzate.

 

È l'unica che ha fatto girare i coglioni, e non solo visto che in borsa hanno perso 70 milioni di euro con le sue dichiarazioni, a Caltagirone.

 

@Nigma Ok, a parole...c'è qualche altro candidato che l'ha seguita? Il PD, ad esempio si è schierato con Caltagirone. Beh, una differenza c'è.

 

 

Poi, boh, saranno inadeguati o incapaci ma a me paiono, as usual, l'unica formazione politica che cerca di cambiare lo status quo.

Non è questo che volete voi Romani?

 

 

Ps: a me già che rompessero un po' le balle alle municipalizzate e mettessero mano veramente alle sacche degli sprechi, visto il buco enorme che avete, mi farebbe solo piacere.

Poi, la perfezione non esiste..

ma se lei è una ritardata non so come definire gli altri candidati 😅

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Ma Giachetti che ha che non va?

Il partito ha che non va.

 

Se Marino, da indipendente, non è riuscito a gestire le pressioni del partito figuriamoci chi nel partito c'è con tutte le scarpe.

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