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Porta a Porta: il topic della politica


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io votero' No...senza una riforma costituzionale organica, un taglio dei parlamentari con l'accetta rischia di essere un salto nel buio ( con pure in alto mare la legge elettorale). la riduzione dei costi della politica è irrisoria, funzionale solo alla retorica anti-casta ( prontamente rinforzata in questi giorni dalla vicenda dei ladri di galline  sul bonus, casualmente  fatta uscire dall'inps a guida 5 stelle proprio per tirare la volata al Si).

 oltretutto la qualità dei parlamentari sarà sempre piu' infima e oligarchica, con meno posti disponibili le segreterie blinderanno i posti sicuri per mettere gli utili idioti dei vari cacicchi al loro scranno.

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Lo spunto alla considerazione (piuttosto triste, ne convengo) che segue me l'ha dato uno scambio con mia moglie a cena l'altra sera. Lei mi fa: "che ne pensi della crisi? cosa ti auguri? se si do

https://www.corriere.it/politica/19_gennaio_22/lino-banfi-commissione-unesco-l-italia-l-annuncio-di-maio-6990b640-1e33-11e9-b085-7654f7acb9a3.shtml  L'unico paese nel quale lo studio viene visto 

Da anni penso che nel mondo dell'anarco-capitalismo, l'unica soluzione che tuteli i cittadini è una (ri)nazionalizzazione dei beni primari. Il pubblico deve essere il servizio di base garantito a tutt

io non ho ancora deciso se votare o meno, ma é probabile che voti bianca. Penso comunque sará un plebiscito per il si con una discreta astensione (almeno 50%)

Come ha scritto qualcuno, il saggio indica la luna e il fesso guarda al dito. Il taglio dei parlamentari senza riforma elettorale non servirá assolutamente a nulla e non migliorerá certo la "qualitá" dei parlamentari. Quindi sostanzialmente la domanda é: val la pena tagliare X milioni di costi della politica senza migliorare la qualitá della vita politica stessa?

Pros and cons...qualcuno dirá che magari il bilancio pende per un vantaggio dei benefici dovuti al risparmio di X milioni, ma che non mi si venga a raccontare che si tratta di una riforma rivoluzionaria.

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On 8/12/2020 at 12:27 AM, Magic Luke said:

vorrei capire il polso del forum riguardo al referendum confermativo sul taglio dei parlamentari.

Facendo una rapida ricerca su google, vedo che é quasi impossibile reperire informazioni su cosa si tratti esattamente: si trovano soprattutto giudizi di qualche opinion leader (altri direbbero: utili idioti). Su twitter mi pare domini il no, il che significa che sará un plebiscito per il si :asd

Secondo me in Italia c'é un problema di rappresentanza, che é prevalentemente dovuto alla legge elettorale e alle vecchie tradizioni italiche di clientelismo e voto di scambio. Non si puó parlare di riduzione del numero dei parlamentari senza poter parlare allo stesso momento del rosatellum.

Il problema è assolutamente di rappresentanza... la classe politica non ha cursus honorum; il Parlamento è pieno di cani senza arte né parte.

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Parlare di rappresentanza come equivalenza con l'avere un seggio in parlamento è completamente anacronistico nel 2020 e puzza pesantamente di dissimulazione.

Più da considerare è invece la preoccupazione di jawbone sulla risultante blindatura dei seggi ai maggiorenti di ogni partito con riduzione delle possibilità di rinnovamento.

D'altro canto nei tempi contemporanei è pesantemente controproducente rimanere ancorati ad una visione del parlamento come VERO luogo del dibattito politico che, piaccia o non piaccia, oramai si è spostato altrove. Non superare questa ottica significa distorcere il bel principio del parlamentarismo nella "palude" a cui assistiamo quotidianamente, una guerra di trincea di sabotaggi, franchi tiratori e tattiche dilatorie. Ogni riforma che spinga un po' di più in direzione della funzione di DELIBERA del parlamento mi vede sicuramente favorevole.

Insomma: sono combattuto.

 

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  • 1 year later...

Provo un misto di meraviglia ed inquietudine nell'osservare il totale silenzio o, se preferite, l'assoluto disinteresse da parte di mass media, politici, ma ciò che è ancor peggio anche di associazioni datoriali e rappresentanze sindacali, e di conseguenza dell'opinione pubblica, rispetto al fatto che stiamo per schiantarci contro un muro

E' davvero qualcosa di incredibile il livello di inconsapevolezza che immancabilmente caratterizza il nostro Paese a tutti i livelli quando si tratta di questioni “vitali” :facepalm:

Sembra infatti non preoccupare (o fregare a) nessuno che dal 15 ottobre tutti i lavoratori del settore privato per accedere al luogo nel quale svolgono l'attività lavorativa saranno obbligati ad avere (ed esibire) il green pass (e lo stesso vale per coloro che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro afferenti al settore privato, anche sulla base di contratti esterni, compresi i lavoratori autonomi ed i collaboratori non dipendenti) 

Giusto, giustissimo, fanculo ai no vax!!!!!!!!!!

Peccato che tra 14 giorni la stragrande maggioranza delle imprese industriali della settima potenza manifatturiera al mondo rischia seriamente di non essere in grado di operare (di certo non a pieno regime)

Perchè ho scelto questo topic per il mio post da Cassandra? Beh perchè ancora una volta la "politica" in Italia ha vigliaccamente disatteso il suo ruolo

Lo capisce infatti anche un ragazzino, neppure troppo sveglio, che questa previsione normativa non è altro che un maldestro tentativo di raggiungere quell’obbiettivo (aumento esponenziale della % di popolazione vaccinata, con target specifico quei 3.5 milioni di over 50 che ad oggi persistono nel rifiuto a vaccinarsi) che lo Stato non ha avuto il coraggio di perseguire imponendo alla propria cittadinanza l'obbligo a vaccinarsi.

Molto più “facile” camuffare l'obbligo di cui sopra sotto le mentite spoglie di un Decreto Legge, scaricandone le pesantissime conseguenze (da un punto di vista economico ed organizzativo) sulle imprese (e su noi cittadini)

Non è una novità assoluta, sia ben chiaro, visto che avevano la stessa ratio anche i precedenti analoghi provvedimenti relativi all’acceso a ristoranti, palestre, piscine etc etc

Con tutto il rispetto e l’umana vicinanza/comprensione per ristoratori & Co (a proposito, ma a chi è capitato che gli chiedessero di esibire effettivamente il green pass? A me, mai: che fossi in vacanza in Sud Tirolo, al mare o tornato in città. Maaaaai) qui però il “salto di qualità” è piuttosto significativo: al mondo imprenditoriale italiano (che per quanto possa piacere o meno è quello che tiene in piedi il Paese) sta per essere inferto un colpo potenzialmente mortale o comunque in grado di lederne la competitività rispetto ai concorrenti mondiali

Pensiamo solo all’obbligo di controllo in capo all’azienda/datore di lavoro: al di là del fatto che nella pratica -basta un briciolo di buonsenso per rendersene conto- se non è impossibile poco ci manca, comunque costerà una barca di soldi alle aziende sia nel caso esternalizzino ad una società terza l’attività (scelta obbligata per molti viste le tempistiche) sia dovessero riuscire ad automatizzare il processo (per dire, una delle aziende leader del settore chiede 15.000€ per implementare la funzione di controllo green pass al momento della timbratura)

Ma l’obbligo di controllo non è nemmeno l’aspetto più grave della vicenda se solo si considera che ad oggi è plausibile ipotizzare una percentuale di popolazione lavorativa priva di Green Pass che oscilla tra il 15 ed il 20%.

Ipotizziamo anche che (ottimisticamente) una metà di questi, pur non vaccinata, provveda (a proprie spese, altra “vigliaccata” di uno Stato che ripeto non ha il coraggio di imporre un obbligo ai propri cittadini ma poi li penalizza pesantemente dal punto di vista economico) ogni 48 ore a sottoporsi a tampone (ottenendo così il GP), beh resta comunque circa un 10% di lavoratori, poco più o poco meno, che d’emblèe tra meno di 2 settimane non potrà lavorare (a proposito: assenza ingiustificata, sospensione della retribuzione, no sanzioni disciplinari/sì al mantenimento del posto di lavoro).

Il nostro legislatore, o meglio Governo, ha la seppur minima idea di cosa significhi per un’impresa manifatturiera (ma non solo per lei) far fronte all’assenza improvvisa del 10% della forza lavoro??!!?? Con l’ulteriore complicazione di non poterla facilmente sostituire da un lato perché i candidati -checchè se ne dica e alla faccia dei vari tassi di disoccupazione- scarseggiano tra sussidi vari (in primis il catastrofico reddito di cittadinanza) e appunto l'obbligo di possedere il green pass, dall’altro perché non puoi escludere che il lavoratore sostituito (perché privo di gp) il giorno dopo, o due giorni dopo o la settimana successiva, si presenti bello bello in azienda con green pass post tampone negativo…..

Capite il delirio cui si sta andando incontro? Ne avete letto qualcosa sui giornali (anche un trafiletto in ventisettesima pagina) o sentito cenno all’interno di radio e telegiornali, magari anche dopo l’immancabile notizia di gossip sulla tal attrice o talaltro tronista? Io no.

Insomma, nel disinteresse più totale, il nostro Stato, ergo i nostri politici, invece di sostenere le imprese, le affonda; e le conseguenze le pagheremo tutti eh, mica solo gli imprenditori ricconi.  Complimenti….. :chetristezza

A scanso di equivoci, la mia non vuol essere una difesa d’ufficio dei non vaccinati (figurarsi sono un Pfizer della primissima ora, per di più tra quelli che ha avuto reazioni avverse ma che lo rifarebbe anche subito), semplicemente trovo vergognoso uno Stato che non ha la forza/volontà di imporre l’obbligo a vaccinarsi e poi però persegue –via norma- scorciatoie che non solo non saranno in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato (per lavoro vi assicuro che ho evidenza di un numero assai significativo di soggetti che non intendono vaccinarsi e tantomeno sottoporsi a tampone ogni 48 ore) ma che al contempo rischiano seriamente di danneggiare economicamente il Paese

Non hai le palle (per enne ragioni, in primis la paura di urtare il tuo elettorato)/non puoi imporre l’obbligo di vaccinazione? Ok, ma allora evita almeno una normativa folle come quella che dal 15/10 vieta di lavorare a chi non ha il Green Pass (e, come detto, impone alle Aziende/datori di lavoro privati un’attività di controllo allucinante e soprattutto gli fa venir meno il 10% della forza lavoro) e continua nella tua lenta, paziente e assai democratica attività di persuasione nei confronti di chi si rifiuta di vaccinarsi (soggetti, aperta parentesi, nei confronti dei quali provo un misto di fastidio e disprezzo visto che più che dalla paura credo siano nella stragrande maggioranza dei casi guidati nel loro rifiuto da un egoismo senza confini e da un'inesistente senso di responsabilità verso gli altri)

 

 

 

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penso che il green pass sia sacrosanto, ma per quanto riguarda il posto di lavoro, lo farei obbligatorio solo per gli statali (TUTTI), pubblico impiego regionale/comunale e tutti quei lavoratori che hanno a che fare con la clientela face-to-face. Insomma, gli stipendiati sereni da fine mese :asd

Ma ovviamente gli operai nelle fabbriche no. o tutti quei mestieri che producono in luogo di lavoro che non hanno contatto "col mondo esterno".

L'argomento però vale approfondimenti seri e post chilometrici come quelli del mitico @Dedo  :asd  quindi non vado oltre.

Chiudo solo dicendo che farsi il vaccino rimane una cosa abbastanza semplice, e tutti quelli che - abilitati a farlo - desistono, un po' alla fine se la vanno a cercare.

Poi ci sono altri 1000 argomenti che si potrebbero sviscerare, ma la sostanza è questa: VACCINARSI.  

ah....e NON sono per il tampone gratis!!! (sempre escludendo chi per motivi vari naturalmente non può farsi il vaccino), ma per tutti gli altri che non vogliono vaccinarsi allora si paghino il tampone e si becchino tutte le restrizioni del caso (restrizioni che io amplierei addirittura a ben altri campi) ma non voglio urtare la psiche di nessuno).

raga, il mondo oggi è questo. Adattarsi please.

Una punturina ed è fatta.

Non si può stare dietro a chi non fa il vaccino (es: perchè dentro ci sono i microchip alieni). Vedrete che tenendo duro e toccando le tasche di questi sapientoni, prima o poi si arrenderanno e scenderanno a più miti consigli, andandosi a vaccinare come tutte le persone normali. 

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Io sono curioso di capire chi dice che vorrebbe l'obbligo vaccinale con quale modalità lo metterebbe in pratica... Mettendo in galera chi non si vaccina? Girando casa per casa per vaccinarli tutti? 

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Inoltre come controlleresti che qualcuno sia vaccinato? Forse con un certificato da esibire? :asd 

Mi sembrano i soliti argomenti pretestuosi all'italiana. Tra l'altro vi informo che nella scuola si controllano i green pass fin da settembre per docenti, visitatori, fornitori, genitori... E non ci sono solo le scuoline di paese con 20 prof, ma anche Istituti Comprensivi con anche 200 dipendenti. Se ci riescono le scuole con personale insufficiente, bidelli sessantenni, insegnanti indisciplinati e ipersindacalizzati allora vuol dire che le grandiaziendeitalianespinadorsaledelpaese possono tranquillamente trovare modalità adatte.

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 il vaccino obbligatorio si controlla nello stesso modo in cui si controlla il vaccino nonobblgatoriomainrealtáobbligatoriosenostaiacasasenzastipendio.

Ma qualcuno in Italia ha parlato di obbiettivi e milestones del GP? Fino a quando sará in atto? fino al raggiungimento di una certa % di popolazione completamente vaccinata?

Dove vivo io, il governo federale é un branco di incompetenti che farebbe impallidire il Conte I ma da mesi ci sono chiari obbiettivi e chiare milestones in rapporto alla campagna vaccinale. Ogni milestones comporta certe conseguenze, tutti lo sanno in anticipo e ci si prepara.

A Melbourne, in questo momento in lockdown e lo sará fino a fine Ottobre, il governo statale ha annunciato ieri l'introduzione dell'obbligo vaccinale per tutti i lavoratori "essenziali" (cioé chiunque sia autorizzato a lasciare l'homeworking per recarsi su un posto di lavoro). Sono totalmente d'accordo con questa misura, nonostante qui la vaccine hesitancy sembri veramente minima (probabile si sfondi quota 90% di popolazione vaccinata). Come sará controllato? Nello stesso modo in cui si controlla il GP in Paesi come Italia o Francia :asd

La grande differenza é che qui il concetto di GP non esiste. La sola distinzione é tra chi é vaccinato e chi non lo é. Quindi o sei nella legge o sei fuori, mi sembra una posizione netta e chiara. Considerate anche che qui gli unici test al momento a disposizione sono i PCR, i test rapidi non sono mai stati introdotti perché vorrebbe dire perdere controllo del contact tracing.

Italia e Australia sono ovviamente paesi molto diversi, ma potete confrontare le realtá metropolitane. Comunque qui tutti sanno che ci sará un boom di casi con la riapertura nonostante la fortissima vaccinazione, ma oramai non ci sono alternative a riaprire una volta che i target vaccinali saranno raggiunti. Del resto il lockdown corrente é una presa per i fondelli, nessuno lo rispetta piú da oltre un mese.

Sostanzialmente il lockdown con la variante delta e dopo un anno e mezzo di lockdown, é come prendere un placebo.

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Per gli utenti che evidentemente vivono sulla luna, Marte o altri pianeti del sistema solare:

- il controllo (per me impossibile, insisto) in capo alle Aziende, per quanto gravoso sia dal punto di vista organizzativo che economico, come scritto sopra non è il problema maggiore

- la vera minaccia al funzionamento delle industrie italiane a partire dalla mattinata di venerdi 15/10/2021 è rappresentata dal dover far fronte all'improvvisa assenza di una percentuale della propria forza lavoro (plausibilmente circa li 10%) non prevedibile con esattezza sino a quel mattino (visto che il Garante della Privacy vieta qualsiasi sondaggio preventivo sulla popolazione lavorativa aziendale in tema di possesso o meno del green pass) e, circostanza che aggrava ulteriormente il quadro, che potrà subire variazioni day by day.

Spero non ci voglia una specifica esperienza in "programmazione della produzione" per comprendere quanto sia destabilizzante per un'azienda uno scenario del genere :facepalm:

Per quanto riguarda l'ardito parallelismo (a mio modesto parere, totalmente fuoriluogo)  con l'universo scuola, da genitore di due liceali mi limito a segnalare le difficoltà registrate inizialmente (spero risolte oggi, ma non ne sono sicurissimo) quando entrambi i miei figli non avevano la possibilità di svolgere l'orario scolastico completo per criticità relative al corpo docenti (tardiva sostituzione dei professori privi di GP?)

Ora, non mi ha reso propriamente felicissimo il fatto che a settembre qualche giorno entrassero 1 ora dopo e/o uscissero un'ora prima (anche perchè immagino già la rincorsa nei prossimi mesi per recuperare il ritardo nel programma) ma -diciamo così- trattasi di problema superabile

Davvero serve specificare invece cosa significhi per una linea produttiva o un reparto, diciamo di 15/20 elementi, ciascuno addetto ad una macchina e/o determinata lavorazione, l'assenza di 2 colleghi?!? O in un magazzino che tipo di ritardo nella ricezione/spedizione merci comporti il 10% in meno di operatori? E potrei andare avanti con decine di esempi relativi a qualsiasi reparto o dipartimento di una qualsiasi azienda

E' chiaro il danno economico immediato per un'azienda in caso di fermo macchina, o peggio fermo linea o ritardi nelle spedizioni? 

Mah a leggere certe affermazioni sembra veramente che ci sia una (buona) parte di gente che vive se non su Marte comunque in un universo parallelo dove tutto va avanti per volontà divina e le implicazioni economiche sono per definizione irrilevanti.  Beh non funziona così. Di certo non nel settore privato....

Chiudo tornando sul tema controllo (ed il parallelismo con la Scuola): al di là dell'aspetto dimensionale (sul serio si vuol paragonare il numero di soggetti da controllare in una scuola con quello di una qualsiasi azienda di medie dimensioni?!?) è talmente evidente che si tratta di situazioni totalmente diverse che mi cascano le braccia a doverlo specificare.

Così a titolo esemplificativo (ma non esaustivo) vi butto lì alcune annotazioni: a scuola il tutto (o quasi) avviene in una fascia oraria che orientativamente va dalle 8 alle 13 e si tratta comunque di ingressi scaglionati (non tutti i docenti hanno lezione alla prima ora, per dire), in azienda -per quanto riguarda i white collars sempre, solo se non sono previsti turni per i blue collars- tutta la popolazione entra alla stessa ora.

Nelle aziende (tantissime) che a livello di produzione adottano i turni, gli ingressi sono (perdonate la semplificazione) alle 6.00, alle 14 alle 22 in caso di triplo turno, 6 e 14 in caso di doppio turno, per non parlare di quelle a ciclo continuo (quindi anche sabato e domenica)

Le aziende registrano un traffico in entrata ed uscita (clienti, fornitori, camionisti, corrieri, ospiti etc etc) pressochè continuo nell'arco dell'intera giornata (ed anche nottata spesso e volentieri)

La stragrande maggioranza delle aziende prevede un servizio di pulizia giornaliero appaltato ad una Ditta esterna i cui dipendenti operano negli orari di chiusura (tarda serata, notte fonda, o mattina molto presto)

A proposito di appalto, le aziende dal 15 ottobre saranno responsabili anche del controllo di tutti i dipendenti dell'appaltatore presenti in azienda nonchè di tutti i lavoratori somministrati (ex lav temporanei) in missione quel giorno (a proposito, entrambi bacini di forza lavoro che plausibilmente registreranno una caduta del 10% di lavoratori, con conseguenti casini di cui sopra e complicazioni addirittura maggiori considerato il coinvolgimento di un soggetto tezo, Ditta di appalto o Agenzia per il Lavoro....)

Eh già, se ce l'hanno fatta a scuola (ma ce l'hanno davvero fatta?) tra l'altro con costi (occulti e non) che tanto paga il contribuente, perchè non dovrebbero farcela 'sti miliardari di imprenditori, merde capaci solo di evadere?

Effettivamente messa giù così non fa una grinza........:chetristezza

Disclaimer: io, vaccinato, non sono necessariamente pro o contro obbligo di vaccinazione (e non mi pongo nemmeno la domanda se tale obbligo sia poi effettivamente possibile metterlo in pratica), mi limito a sostenere che se uno Stato non è in grado/intende imporre alla propria cittadinanza un determinato obbligo, poi però non può  perseguire quello stesso obiettivo camuffandolo vigliaccamente sotto le mentite spoglie di una legge, scaricandone per di più i costi su aziende, privati, lavoratori e cittadini

Personalmente lo reputo scandaloso e ancor più scandaloso (ed inquietante) trovo il fatto che al riguardo tutti stiano "dormendo" o, peggio,  girando la faccia dall'altra parte.....

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io cmq personalmente non ho mai parlato di obbligo vaccinale (come voi giustamente lo riterrei impossibile da attuare e soprattutto anche assai antidemocratico). Non lo farei MAI.

Col greenpass però si può aggirare tale imposizione :asd

Per me se sei vaccinato vivi nella società, altrimenti ti prendi le restrizioni del caso. PUNTO 

un po' come diceva @Magic Luke in Australia. Non la farei così lunga.  

Spero poi che attraverso il vaccino (o la pillola di cui si parla da qualche giorno) presto si torni ad una pseudo normalità. Ma sarebbe sempre grazie alla scienza, caso mai. Come avviene da decenni e decenni.

Ribellarsi a questo modus operandi che ha dato benessere e modernità al mondo, è per me difficile da comprendere e se fossi al governo non perderei tempo per trovare compromessi con posizioni che vanno contro simili basilari concetti.

Il genere umano reclama giustamente diritti e libertà, ma la società per funzionare ha bisogno anche di leggi e doveri. Stiamo vivendo un tempo che purtroppo richiede un maggiore interventismo e decisionismo, anche per il bene stesso di chi non vuol capire.    

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@Dedo  il tuo papiro pieno di deduzioni ardite e malcelata sprezzante ironia si può tranquillamente fermare alla seconda riga. Emerge chiaramente come tu faccia il gioco delle tre carte tra il livello normativo, quello morale e quello pratico, facendo su un mischione assurdo di proporzioni cassandriche. Del resto mi sembra di ricordare che anche nei mesi scorsi avessi profetizzato più volte il tracollo dell'intero tessuto imprenditorial-industriale italiano criticando i lockdown o gli "insufficienti" incentivi a fondo perduto. Non si capisce come il paese sia sopravvissuto di fronte a quell'"INEVITABILE" armageddon... ma di certo stavolta sarà SICURAMENTE quella buona :asd 

Cercando il più possibile di NON entrare nel merito della giungla di affermazioni che farebbero invidia a Bonomi nei contenuti, nell'atteggiamento e nello stile, io mi limito a notare, e commentare, questi punti chiave della tua argomentazione:

  1. Le aziende non sono in grado di controllare i green pass ---> quindi in realtà sei contro l'obbligo vaccinale, perché lo stato di vaccinato andrebbe controllato comunque in azienda affinchè sia un obbligo serio. Ma in realtà tu vuoi un obbligo vaccinale solo normativo, "a parole", che funzioni tipo la raccolta differenziata: sulla carta obbligatoria, ma praticamente nessun controllo reale.
  2. Segue elenco apocalittico sui danni economici da mancata forza lavoro ---> quindi l'unico principio discriminante nelle decisioni politiche è il guadagno delle aziende? Okok lascio perdere su questo punto ideologico, apprendo però che pur sapendo del Green Pass al lavoro da ALMENO UN MESE (contando le indiscrezioni alla stampa anche da più tempo) tuuuuuutto il mondo delle aziende italiane arriverà alla scadenza del 15 ottobre completamente impreparato e in balia assoluta del caso. Tutti gli ingegneroni, gli MBA e gli esperti pluriennali in "programmazione della produzione" non hanno ancora pensato o avuto UNA SINGOLA idea per affrontare o almeno mitigare questo problema.
  3. Affermazioni varie che riassumo con "la scuola non è mica una fabbrica" ---> You don't say? :asd l'esempio era relativo semplicemente alla possibilità oggettiva di implementare controlli quotidiani e avere contingency plans per coprire l'eventuale assenza del personale. Nella scuola è stato fatto, con limiti e casi particolari, ma è stato fatto e non c'è stato nessun tracollo del comparto. È chiaro che non hai idea di come funzioni e quanta gente orbiti attorno a una scuola (o a un'università) nel 2021, soprattutto quelle grandi hanno numeri, comparti, spazi (anche macchinari a volte!), collaboratori, fornitori e transiti paragonabili a quelli di almeno una media azienda. OVVIAMENTE manca la produzione, ma non era affatto quello il contenuto del paragone.
  4. "Scaricare i costi sulle aziende" ---> qui mi risulta più difficile non avere un'argomentazione politico-ideologica. Le aziende sono parte del paese e condividono col paese in cui operano i problemi e i costi dei momenti di crisi nella misura in cui decidono i governi. Fare un'azienda non è un obbligo e nemmeno un diritto, mi risulta che ci si dimentichi sempre del "rischio d'impresa" e che ci sia una doppia morale: capitalista sui ricavi e socialista sulle perdite.

Ora, ovviamente non ti avrò nemmeno sfiorato con le mie contro-argomentazioni. Quindi per rendere costruttiva la cosa secondo te cosa si dovrebbe fare REALMENTE per bilanciare:

  1. Diritto alla salute
  2. Necessità di spingere la gente a vaccinarsi
  3. Minimizzare gli eventuali danni nel mondo del lavoro

 

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@keitaro è evidente che abbiamo idee, forse principi, sicuramente coordinate di riferimento diversi

Personalmente non ci vedo nulla di male: non condivido assolutamente il tuo punto di vista/argomentazioni ma le rispetto in quanto tali (al di là della malcelata sprezzante ironia di cui mi "accusi" ma che anch'io leggo tra le righe del tuo papiro)

Nel caso specifico mi sembra di poter dire che ci divida una distanza siderale rispetto all'idea che abbiamo del mondo imprese e del suo ruolo all'interno del Paese.

Io pur non essendo un imprenditore (oserei dire che per dna/caratteristiche personali sono lontanissimo da quel tipo di soggetti, e tale circostanza non è di per sè nè un merito nè un minus, sia ben chiaro) auspico di vivere in uno Stato che favorisca l'imprenditorialità, perchè penso, anzi sono certissimo, che un florido tessuto imprenditoriale faccia del bene all'intera società.

Ebbene l'Italia, e non sono certo io a sostenerlo, è imbarazzante in tutti quegli aspetti (complessità burocratica, chiarezza della normativa, certezza del diritto, fiscalità/costo del lavoro, infrastrutture etc etc ) che possono per l'appunto favorire -o meno- il fare impresa

Ecco, in un quadro già di suo deprimente, ci mancava solo l'introduzione dell'obbligo di controllo green pass in capo alle Aziende.....

Aziende, ricordo, che da marzo 2020 adottano protocolli assai rigidi (non a caso il contenimento della diffusione del covid19 nei luoghi di lavoro sta decisamente funzionando) 

Quale sarebbe quindi il senso di prevedere dal prossimo 15 ottobre questa incombenza?!?

Io, ribadisco, ci vedo solo un tentativo di ottenere ciò che non si è voluto o si è stati in grado di perseguire attraverso l'introduzione dell'obbligo di vaccinarsi per tutta la popolazione

E, insisto, reputo questo modus operandi un vero schifo

Per rispondere invece alla tua domanda in chiusura di  post

1 hour ago, keitaro said:

 

 Quindi per rendere costruttiva la cosa secondo te cosa si dovrebbe fare REALMENTE per bilanciare:

  1. Diritto alla salute
  2. Necessità di spingere la gente a vaccinarsi
  3. Minimizzare gli eventuali danni nel mondo del lavoro

 

Secondo me semplicemente si doveva continuare sulla strada intrapresa da mesi (e che io inizialmente, non ho difficoltà ad ammetterlo, avevo disprezzato) cioè quella del tentativo di persuasione graduale di un numero il più alto possibile di persone; tentativo coadiuvato da una serie di provvedimenti restrittivi nei confronti dei non vaccinati che li "toccassero" nelle sfere del divertimento/hobbies/tempo libero/socialità, ma non certo in quella lavorativa

Accettando in partenza l'idea che così facendo non è possibile raggiungere il 100% della popolazione

Ma forse mi vien da dire -anche osservando altri Paesi- l'obiettivo di cui sopra non è così necessario per tornare (magari un po' più lentamente) alla normalità

In estrema sintesi: secondo me  nel corso degli ultimi mesi si era già trovato un buon compromesso per trovare un giusto bilanciamento tra i tre aspetti da te citati

Che bisogno c'era di scatenare in ambito lavorativo questa guerra santa contri coloro che non hanno il gp?

Nota bene (ma lo so benissimo che non sarebbe necessario specificarlo): impresa nel 95% dei casi (almeno qui a Nord Est) non è uguale a FIAT eh

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La  mia azienda, anzi, l'azienda per cui, orgogliosamente, lavoro - SIEMENS - è stata la prima a rendere obbligatorio il GP, a fine Settembre.

La cosa si articola così:

1. Ogni dipendente ha mandato ad una casella presidiata da un medico il proprio certificato vaccinale

2. Chi non si vaccina non può entrare in azienda

3. Chi non è vaccinato, se può, lavora in smart working

4. Per entrare in azienda devi prenotarti il posto: quindi controllo incrociato e prenotazione valida solo per chi ha il GP

5. Controllo del GP anche per entrare in mensa (ridondante, ma la mensa è gestita da un altro ente)

6. Nessuno può far accedere in azienda fornitori o partner se privi di GP

7. Non esistono eccezioni, neppure autorizzate dal CEO

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21 minutes ago, UGoverALL said:

La  mia azienda, anzi, l'azienda per cui, orgogliosamente, lavoro - SIEMENS - è stata la prima a rendere obbligatorio il GP, a fine Settembre.

La cosa si articola così:

1. Ogni dipendente ha mandato ad una casella presidiata da un medico il proprio certificato vaccinale Il Garante della Privacy al riguardo potrebbe avere qualcosina da ridire

2. Chi non si vaccina non può entrare in azienda Questa è una scelta, non so quanto legittima (a naso direi che non lo è), che va decisamente oltre la previsione normativa che non prevede assolutamente il divieto di ingresso in azienda per chi non è vaccinato, ma introduce solo l'obbligo in capo alle aziende di controllare che chi entra in azienda sia in possesso -e se richiesto, esibisca- il Green Pass  (gp che può essere di 3 "tipi", uno solo dei quali coincide con lo stato di vaccinato visto che gli altri due riguardano invece chi ha contratto il Covid19 o chi si è sottoposto a tampone nelle 48 ore precedenti)  

3. Chi non è vaccinato, se può, lavora in smart working. Su questo aspetto "no green pass = SW" (delicatissimo per le implicazioni che comporta, una tra le tante la discriminazione che verrebbe messa in atto tra white collars e blue collars) si sono già espresse Confindustria  e tante alte associazioni di settore, chiarendo che non esiste -e non deve esistere- alcun automatismo/diritto allo smartworking per il lavoratore privo di green pass

4. Per entrare in azienda devi prenotarti il posto: quindi controllo incrociato e prenotazione valida solo per chi ha il GP

5. Controllo del GP anche per entrare in mensa (ridondante, ma la mensa è gestita da un altro ente)

6. Nessuno può far accedere in azienda fornitori o partner se privi di GP

7. Non esistono eccezioni, neppure autorizzate dal CEO

Buongiorno @UGoverALL

ho inserito delle sintetiche annotazioni sui primi 3 punti del tuo post

Naturalmente non è farina del mio sacco ma frutto delle indicazioni recepite dal nostro CEO + HR dopo aver sottoposto questi -e mille altri aspetti- al team di legali gisulavoristi che seguono la nostra azienda (multinazionale player n.1 al mondo nel suo settore)

Nulla da eccepire sui punti 4, 5 e 6 dove non a caso si fa riferimento, in coerenza con il dettato normativo, esclusivamente al possesso di gp e non allo status di vaccinato

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2 minutes ago, Dedo said:

Buongiorno @UGoverALL

ho inserito delle sintetiche annotazioni sui primi 3 punti del tuo post

Naturalmente non è farina del mio sacco ma frutto delle indicazioni recepite dal nostro CEO + HR dopo aver sottoposto questi -e mille altri aspetti- al team di legali gisulavoristi che seguono la nostra azienda (multinazionale player n.1 al mondo nel suo settore)

Nulla da eccepire sui punti 4, 5 e 6 dove non a caso si fa riferimento, in coerenza con il dettato normativo, esclusivamente al possesso di gp e non allo status di vaccinato

Ciao @Dedo

Hai ragione: Sui punti 2 e 3 non è "Vaccino", ma "Green Pass". Come lo ottieni sono cavoli del lavoratore.

Noi comunque siamo ad oltre 91% di vaccinati in azienda.

Sul punto #1 questo è quanto ci comunicarono:

La campagna vaccinale ci ha visti pronti, come altre aziende di Confindustria, a coadiuvare le istituzioni competenti nella disponibilità alla vaccinazione per i dipendenti e per i loro famigliari.

Desideriamo ora essere proattivi nel rispondere alle richieste delle Istituzioni Sanitarie sulla copertura vaccinale dei collaboratori, ed entrare auspicabilmente in una fase di maggiore apertura dei nostri ambienti ed uffici.

Per questo ritengo sia utile segnalare - in linea con i requisiti di privacy e con quanto già comunicato dalle nostre funzioni competenti - l’avvenuto completamento del proprio iter vaccinale

Che rispetti pienamente la privacy anche io ho qualche dubbio. Però sinceramente, essendo un assoluto sostenitore dei vaccini, non me ne sono preoccupato e fanculo a quel 9% di colleghi.

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Per quel che vale, confermo che anche l AIA a Verona ha già adottato l'obbligo di green pass per tutti i dipendenti. 

 

Edit: il senso è che non vedo come possa essere un problema per aziende di piccole/medie dimensioni, senza un ricambio costante di personale, controllare il GP ai dipendenti. Dato che è in grado di farlo un azienda con migliaia di operai.

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On 10/2/2021 at 11:39 PM, keitaro said:

Inoltre come controlleresti che qualcuno sia vaccinato? Forse con un certificato da esibire? :asd 

bravo

è esattamente quello che penso io quando leggo "no al green pass, sì all'obbligo vaccinale"...cosa cambia, all'atto pratico?

sia chiaro che non sto dicendo nulla sul "green pass" o sull'obbligo vaccinale in sé

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18 hours ago, Dedo said:

Secondo me semplicemente si doveva continuare sulla strada intrapresa da mesi (e che io inizialmente, non ho difficoltà ad ammetterlo, avevo disprezzato) cioè quella del tentativo di persuasione graduale di un numero il più alto possibile di persone; tentativo coadiuvato da una serie di provvedimenti restrittivi nei confronti dei non vaccinati che li "toccassero" nelle sfere del divertimento/hobbies/tempo libero/socialità, ma non certo in quella lavorativa

guarda Dedo, agli italiani irriducibili che ODIANO il vaccino e che scendono in piazza a gridare la protesta senza distanziamenti e mascherine, non basta dirgli che senza GP non possono andare più al cinema.... bisogna toccargli le tasche!! B)

Solo così si può avere un minimo di attenzione da parte loro.

Quindi - nonostante sembri brutto prendere certe decisioni - io rimango d'accordo con l'andare ad incidere sui posti di lavoro per consigliare a vaccinarsi.

Ci sarà sempre lo zoccolo duro, ma gran gran parte dei lavoratori se Dio vuole sarà vaccinato e prima si riparte DAVVERO.

Che poi lo scopo è solo quello lì, mica rincorrere per puro divertimento gli scettici insurrezionalisti anti-dittatura scientifica (che onestamente interessa poco). Solitamente sti tizi verrebbero lasciati in pace a farsi del male da soli, ma a sto giro purtroppo l'interesse è globale e non possiamo mica aspettare che si convincano.

Quindi ben vengano gli ultimatum. Hanno una scelta da fare, poi il mondo andrà avanti.

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3 hours ago, Loz said:

è esattamente quello che penso io quando leggo "no al green pass, sì all'obbligo vaccinale"...cosa cambia, all'atto pratico?

Esatto! Ma infatti chi invoca l'obbligo vaccinale come opposizione al green pass, sta in realtà dicendo che vuole i controlli fatti solo dalle forze dell'ordine. È una tattica retorica, l'obbiettivo di chi sostiene queste tesi è che non ci siano controlli effettivi, ma solo controlli possibili.

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Non sempre "il tempo è galantuomo" (purtroppo) ma quando accade son soddisfazioni:gia:

A dimostrazione del fatto che il controllo relativo al possesso o meno del green pass da parte dei propri lavoratori previsto a partire dal 15/10 in capo alle Aziende era ed è di impossibile attuazione se non bypassando le normative privacy (vedasi ad esempio il caso riportato poco sopra da @UGoverALL, ma vi posso assicurare che sono centinaia i miei clienti che in queste settimane si erano mossi in modo analogo a Siemens) o di fatto rendendo un vero e proprio terno al lotto giornaliero la programmazione della produzione (con evidenti ed inevitabili rallentamenti/fermi della stessa), stanotte è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL n. 139/2021 (Disposizioni urgenti in materia di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 nei settori pubblico e privato) che all'art 3 prevede quanto segue:

"In caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative volte a garantire l'efficace programmazione del lavoro, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni di cui al comma 6 dell'articolo 9-quinquies e al comma 6 dell'articolo 9-septies (cioè comunicare il non possesso del Green Pass ndr) con un preavviso necessario a soddisfare le predette esigenze organizzative."

Ma pensa un po' te......

Che dire? Meglio tardi che mai

Ora da un lato come cittadino italiano che "tifa" per la solidità ed il buon andamento delle imprese italiane e dall'altro come dipendente di una multinazionale che opera anche in Italia (con poco più di 2.600 dipendenti) e quindi è tenuta ad osservare le leggi vigenti nonchè le indicazioni in materia di trattamento dati e privacy) e soprattutto fornisce servizi alle aziende private e pubbliche italiane, sono decisamente più sereno in vista di venerdi prossimo (giornata che in assenza dell'intervento legislativo notturno si sarebbe rivelata -ribadisco- un vero e proprio Aramageddon e/o il solito teatrino all'italiana fatto di finti controlli, mancate ispezioni, il tutto condito da un mancato rispetto dei più basilari principi in materia di trattamento dati sensibili) 

Un  caro saluto ed augurio di buon fine settimana da un vaccinato che mai ha invocato l'obbligo vaccinale e che quindi nell'osservare la deriva presa dagli interventi (alcuni davvero curiosi) che hanno seguito il suo post originario aveva provato una sensazione di disorientamento tale da consigliarlo di lasciar perdere*

*d'altra parte non si sottolinerà mai a sufficienza (o forse addirittura non ci si renderà mai conto sino in fondo di) che razza di disastri ha comportato, comporta e comporterà sempre più la combinazione Internet/socials + sloagan alla M5S "uno vale uno" (il tutto spesso e volentieri "arricchito" dall'immancabile dose di dietrologia/caccia ai fantasmi) secondo la quale chiunque pensa di poter dire la sua su qualunque materia (e vabbè, fin qui pazienza) con l'aggravante della pretesa -appunto- di avere pari credibilità/autorevolezza di un luminare in quella specifica materia (aiutoooooo)

Senza scomodare tematiche chissà quanto delicate/complicate/"alte" e relativi luminari/esperti questa è una (a mio parere tristissima e deprimente)  dinamica che si replica e cui si assiste quotidianamente tra addetti ai lavori e persone qualunque (attenzione, nessun accezione negativa: è una persona qualunque anche il premio nobel per la fisica se si mette a discutere di tecniche di massaggio e prevenzione infortuni muscolari, pretendendo di aver ragione, con il fisoterapista della Juventus...) che non hanno la benchè minima cognizione di ciò di cui stanno parlando (anzi su cui stanno as usual pontificando:facepalm:

Ne abbiamo avuto un esempio giusto qui sopra.....

Mio padre (lui sì un luminare in ambito medico) nei suoi ultimi anni di vita era solito notare amaramente come rispetto alla sua generazione e quelle precedenti si fosse persa la buona abitudine di stare in silenzio (e possibilmente ascoltare chi ne sapesse più di te) quando non si è preparati sull'argomento di cui si sta disquisendo

O tempora, o mores :chetristezza

 

 

 

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