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Com'è la vita del Lakerslander all'università?


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Hai mai avuto esperienze bucoliche (  :siciao:  )

 

Diciamo di si B)

Poi vabbe, la passione per il vino è stata decisiva per la scelta della facoltà :asd

 

Se devo essere sincero, non vedo proprio l'ora di cominciare, ed è strano :asd

la rottura di coglioni sarà il non avere uno straccio di connessione per i primi tempi :Cry:

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Anche a Bologna con medie alte puoi andare a studiare un anno all'estero a spese dell'Alma Mater.  Bisogna anche dire che vengono molto consigliate viaggi nel nord europa (Svezia e Norvegia su tutte)

Smettila di piangere, scopati una grassona per farti passare il blocco e torna a finire questa tesi che di ingegneri come te ne abbiamo dannatamente bisogno! 😄

Credo sia la cosa più normale che ci sia. Io l'ho vissuta con l'ultimo esame della triennale ma l'ho visto con mio fratello e la sua tesi dopo i 6 anni di Medicina. Credo sia proprio un processo p

Diciamo di si B)

Poi vabbe, la passione per il vino è stata decisiva per la scelta della facoltà :asd

 

Se devo essere sincero, non vedo proprio l'ora di cominciare, ed è strano :asd

la rottura di coglioni sarà il non avere uno straccio di connessione per i primi tempi :Cry:

ahahahahahahaha mito.

Dai il mio più sincero in bocca al lupo  :drinks:

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Tecnologie alimentari ed enologiche all'Università degli studi della Tuscia, Viterbo.

La mia è una situazione un pò particolare, ecco :asd ho conseguito il diploma 3 anni fa, nello stesso anno cominciai a studiare Giurisprudenza, poi complici alcuni problemi e la facoltà che non mi risultava poi così facile dovetti rinunciare agli studi circa 6 mesi dopo..

 

Preferisco anche emigrare da qui, avendo vissuto l'esperienza universitaria solamente qui non so come sia da altre parti ma spero di trovare un ambiente migliore, a Messina, soprattutto in quella facoltà, la meritocrazia latita :asd

 

E' una facoltà interessante, anche un mio amico si è interessato perchè il padre produce vino e lui vorrebbe buttarsi nel mondo di questo business ma con un titolo di studio appropriato. Io sinceramente non so che porte apra dopo la laurea, ma più vado avanti con ingegneria e più capisco che innanzitutto nella vita bisogna fare ciò che si vuole fare, poi viene tutto il resto.

 

Non a caso vado avanti per inerzia; e vi assicuro che studiare una facoltà per inerzia (soprattutto come ingegneria) risulta difficile almeno il doppio.

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Non a caso vado avanti per inerzia; e vi assicuro che studiare una facoltà per inerzia (soprattutto come ingegneria) risulta difficile almeno il doppio.

 

Prima di capire cosa fare bisogna sapere cosa NON si vuole fare, stesse sensazioni pure io, ma mi mancano soltanto 3 esami per finire la magistrale, poi sarà tutto finito  :ponpon

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Secondo me, bisogna innanzitutto capire cosa si può ottenere da se stessi.

E cosa si può ottenere è anche e soprattutto condizionato dal posto in cui vivi e dalle opportunità economiche di base che hai.

 

Io ho capito che non voglio fare l'università, preferirei avere una vita diversa, meno accademica; ma non posso farlo e quindi accetto di fare l'università.

E poi qui entra il discorso su cosa si vuole fare e cosa non si vuole fare in ambito scolastico - lavorativo.

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Di tutti quelli nati tra l'85 e il 95 è stato MOLTO più favorito chi con un bel diploma un minimo professionalizzante (ragioneria, perito informatico, liceo linguistico...) ha cercato subito lavoro cominciando a fare qualcosa prima degli anni peggiori della crisi.

 

Poi la raccomandazione impera in ogni caso, ma questo è un altro discorso.

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Ah magari si.

Io ti posso solamente dire che qui la maggior parte dei giovani ( classe '89 in poi ) anche con un diploma un minimo professionalizzante è disoccupata e al giorno d'oggi non vede la luce in fondo al tunnel.

 

Raccomandazione rulez, puoi anche avere la terza media.

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Io sono un '94, quindi dei paesi limitrofi conosco un bel po' di persone della mia generazione.

L'unico che secondo me ha davvero fatto le sue fortune è un ragazzo che dopo un diploma all'alberghiero è volato al Palma de Mallorca per lavorare in un hotel li. Sta facendo una bella scalata gerarchica nell'hotel e nel periodo estivo si è anche inserito nel mondo delle discoteche, lavorando come PR ad ottimi livelli.

 

Sta tirando su un bel gruzzoletto che per l'età che ha potrà aprirgli un bel po' di porte da qui a 10 anni d'attività.

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non mi stancherò mai di ripetere che la rovina dell'istruzione italiana è il liceo, ho avuto discussioni memorabili con un sacco di amici proprio per questo motivo.

Mi riferisco in particolare allo scientifico, che non fa altro che sfornare orde di asini che, con in tasca un bel 60 e calcio in culo, credono di essere padroni del mondo e d aver diritto a chissà cosa.

Ho 24 anni, e i miei ex compagni di liceo sono al 70% dei 24enni falliti, senza nessuna possibilità di trovar lavoro, alcuni ancora parcheggiati da mamma e papà all'università -perchè mio figlio va all'uni e ha fatto il liceo, cazzo!-

L'altro 30% come me ancora studia, che poi è l'unico modo per far fruttare quel tipo di diploma anche se ho paura che tanti rimarranno disoccupati, specie chi avrà in mano una laurea umanistica che non da più sbocco al mondo della scuola -rifugio sicuro e bel piazzamento per orde di laureati di un tempo-

La cosa più degradante è che in molti son costretti a ricorrere al VFP1 o VFP4, senza nessuna ambizione ma giusto per essere stipendiati -l'alternativa spesso è fare il cameriere o il bracciante, ma per chi con quel diplomino attende il posto in banca capirete benissimo che non può mai accettare una posizione del genere-, pesando quindi due volte sullo Stato perchè in fondo sono soldi nostri.

 

Poi, se vogliamo entrare ancor più nel dettaglio, la rovina dei licei è particolarmente dovuta alle donne che tendono a trasmettere nel rapporto prof-studente quello mamma-figlio, ma questo è un altro discorso.

 

Il numero chiuso dovrebbe essere imposto ai licei, non alla facoltà di medicina, e bisognerebbe assolutamente rilanciare le scuole professionalizzanti e gli istituti legati al turismo che dovrà necessariamente diventare uno dei punti di forza del nostro paese

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non mi stancherò mai di ripetere che la rovina dell'istruzione italiana è il liceo, ho avuto discussioni memorabili con un sacco di amici proprio per questo motivo.

Mi riferisco in particolare allo scientifico, che non fa altro che sfornare orde di asini che, con in tasca un bel 60 e calcio in culo, credono di essere padroni del mondo e d aver diritto a chissà cosa.

Ho 24 anni, e i miei ex compagni di liceo sono al 70% dei 24enni falliti, senza nessuna possibilità di trovar lavoro, alcuni ancora parcheggiati da mamma e papà all'università -perchè mio figlio va all'uni e ha fatto il liceo, cazzo!-

L'altro 30% come me ancora studia, che poi è l'unico modo per far fruttare quel tipo di diploma anche se ho paura che tanti rimarranno disoccupati, specie chi avrà in mano una laurea umanistica che non da più sbocco al mondo della scuola -rifugio sicuro e bel piazzamento per orde di laureati di un tempo-

La cosa più degradante è che in molti son costretti a ricorrere al VFP1 o VFP4, senza nessuna ambizione ma giusto per essere stipendiati -l'alternativa spesso è fare il cameriere o il bracciante, ma per chi con quel diplomino attende il posto in banca capirete benissimo che non può mai accettare una posizione del genere-, pesando quindi due volte sullo Stato perchè in fondo sono soldi nostri.

 

Poi, se vogliamo entrare ancor più nel dettaglio, la rovina dei licei è particolarmente dovuta alle donne che tendono a trasmettere nel rapporto prof-studente quello mamma-figlio, ma questo è un altro discorso.

 

Il numero chiuso dovrebbe essere imposto ai licei, non alla facoltà di medicina, e bisognerebbe assolutamente rilanciare le scuole professionalizzanti e gli istituti legati al turismo che dovrà necessariamente diventare uno dei punti di forza del nostro paese

Tutto verissimo. Io sono dell' 88 e ho fatto lo scientifico. Me ne sono pentito amaramente, avrei potuto fare un istituto tecnico.

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Nel mio caso il problema parte dalle medie, dove se si ha un buon rendimento (abbastanza semplice come cosa) i professori consigliano sempre i licei, e mai gli istituti tecnici, i professionali sono considerati quasi degradanti, con molti alunni (13 anni) che non si rendono conto che scegliendo il liceo (la mentalità è: io sono bravo e vado al liceo, tu sei stupido e vai agli itis o ai professionali) si tratta di restare nel mondo dello studio per almeno altri 8 anni, tutti e 8 incentrati nello studio vero e proprio, e nella maggior parte dei casi sono proprio quelli che non hanno una minima idea di cosa vorrebbero fare "da grandi", poi arrivano in 4/5 stufi di studiare, magari bocciati 1/2 volte, e i risultati si vedono, avendo scelto un itis (che non mi chiude assolutamente le porte all'uni, anzi, volendo fare ingegneria meccanica siamo avvantaggiati noi rispetto a quelli dello scientifico) so che dall'anno prossimo sono libero di entrare nel mondo del lavoro (e se esci dalla mia scuola con un discreto voto, al 99% di prendono), oppure so che potrei andare all'uni... la considero una scelta nettamente migliore rispetto al liceo, che è vero che non chiude praticamente nessuna porta, ma è altrettanto vero che ne apre davvero poche.

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mah che tu sia avvantaggiato rispetto a chi esce dallo scientifico, per quanto riguarda ingegneria meccanica, non è detto sia vero: ci sono esami dove senza dubbio ti troveresti un pelo più avanti ma in generale, ad esempio, in analisi e geometria chi viene da un liceo (fatto bene) ha una marcia in più.

 

Il liceo comunque dovrebbe fornire, come prima cosa, un ottimo metodo di studio da applicare poi nello step successivo.

 

sul discorso scuole medie concordo ma solo in parte: li la colpa è anche dei genitori che esigono troppo dai propri figli, se un ragazzino è portato o meno per studiare dovresti riuscire a vederlo anche a 13/14 anni

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si ma un ragazzino a 13 anni è diverso da quando di anni ne avrà 17-18, io a 13 studiavo, oggi (in proporzione) molto meno, è calato l'impegno, la voglia di studiare alcune materie è prossima allo 0 assoluto (materie umanistiche in primis), ci sono altri interessi e passioni che portano via tempo...

 

sui genitori concordo, ma è anche vero che a 13 anni scegliere cosa fare non è proprio la cosa + semplice del mondo, infatti molti sbagliano e cambiano al primo/secondo/terzo anno di superiori.

 

riguardo al metodo di studio... beh io penso che se una materia ti piace potrai non avere il miglior metodo di studio e capacità di concentrazione del mondo ma è difficile andare male, sicuramente il liceo se affrontato bene (quindi facendoti il culo, chiudendoti in camera 3-4 ore a studiare quasi ogni giorno) ti da delle possibilità non indifferenti, e ti prepara per il mondo universitario, ma quanti sono che vanno realmente bene al liceo?

quanti sono che si fanno il culo al liceo e sono disposti a farselo per altri 3 anni all'uni? 

ne conosco si e no una decina della mia età, il resto come dici tu sta sul 6, poi quando escono che non hanno + voglia di stare sui libri ma sono costretti a fare 3 anni all'uni, che diventano 4-5 al ritmo di 5 esami all'anno, e finiscono nella situazione da te descritta.

 

io se esco con 60 ho comunque una mezza specializzazione, un foglio di carta magari che con un po' di fortuna (aka raccomandazione) mi può portare ad avere un posto di lavoro almeno nel campo di quello che ho studiato. 

 

non sto dicendo che è meglio fare l'itis o il professionale (che comunque sono 2 cose estremamente diverse) rispetto al liceo, dico solo che è davvero difficile fare liceo+uni su livelli tali che ti possano portare ad avere successo nel mondo del lavoro, come dici te servirebbe un numero chiuso, ma le medie finiscono a 13 anni, in base a cosa discrimini chi può entrare e chi no?

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Io come dico sempre ai miei amici, ho fatto lo "scientifico", lo metto tra virgolette perché facevo qualcosa come 4h di Matematica e 5h di Latino. Mi sono trovato bene ad Analisi o Geometria....La cosa più divertente è che il 70% dei miei compagni si sono diplomati senza sapere come hanno fatto e si sono iscritti a Economia senza avere la minima idea.

Comunque personalmente credo che la preparazione del liceo sia importante per il primo anno (parlo di ing.), perché ti aiuta a non arenarti nei primi esami, negli altri anni invece, la tua preparazione al liceo conta meno di zero imo.

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Io benedico ogni volta che faccio un esame l'aver fatto il Liceo Scientifico.

Se riesco a stare chiuso in biblioteca 8 ore filate a studiare come un topo da biblioteca è proprio perché ho intrapreso quel percorso.

 

 

L'ho fatto controvoglia, perché avrei preferito fare ben altro, però a 13 anni sapevo già quale strada avrei voluto seguire: volevo fare il medico e a detta di molti quel tipo di istruzione superiore mi avrebbe avvantaggiato nei test di ammissione.

Giusta o sbagliata che fosse ho dovuto studiare una marea di Latino (cosa che adesso "non mi serve") e altre materie che adesso non sento nemmeno nominare (storia dell'arte, geometria, matematica) però con il senno di poi non mi sento di aver fatto la scelta sbagliata.

Poi il destino (chiamiamolo destino..due cazzo di posti) ha voluto farmi fare qualcos'altro (CTF) ma in ogni caso, il metodo e l'impegno che ho adesso non me lo sono inventato all'università ma l'ho imparato a mie spese al Liceo, prendendo dei gran brutti voti all'inizio e dovendo cambiare totalmente mentalità/impostazione.

 

 

Nota a margine: 

Immagino che le 3-4 al giorno di cui parla Enea fossero un esempio, però mi colpisce che vengano viste come una cosa fuori dal comune. Ricordo che spesso e (non) volentieri stavo anche la sera a studiare e spesso arrivavo a scuola il giorno dopo pregando che non mi interrogassero.

 

Nota a margine 2:

E' vero che se una materia ti piace rendi meglio e in meno tempo ma ti assicuro che anche all'università ti capiteranno parecchie materie che detesterai.

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Io come dico sempre ai miei amici, ho fatto lo "scientifico", lo metto tra virgolette perché facevo qualcosa come 4h di Matematica e 5h di Latino. Mi sono trovato bene ad Analisi o Geometria....La cosa più divertente è che il 70% dei miei compagni si sono diplomati senza sapere come hanno fatto e si sono iscritti a Economia senza avere la minima idea.

Comunque personalmente credo che la preparazione del liceo sia importante per il primo anno (parlo di ing.), perché ti aiuta a non arenarti nei primi esami, negli altri anni invece, la tua preparazione al liceo conta meno di zero imo.

Concordo.

Io ho perso 1 anno all'unina, finendo il primo anno di ingegneria in 2 anni perche non ho mai studiato al liceo.

 

Ti da un metodo di studio lo scientifico, ma solo quello.

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3 argomenti sviscerati, provo a dire la mia.

 

1) Keitaro ha detto una verità sacrosanta, ma la porto addirittura più avanti: chi è uscito con un diploma tecnico, fino al 2011 ha trovato lavoro agilmente, qua da me. Idem chi si è laureato entro il 2011 in discipline scientifiche. Dal 2011 in poi, un dramma, ma i displomati tecnici ancora riescono ad inserirsi: per i laureati, è durissima.

 

=> a meno che non si abbiano segnalazioni da parte di docenti/amici/parenti. Non parlo di raccomandazioni perchè sono una cosa diversa. Molto semplicemente, oggi è difficilissimo farsi conoscere dal proprio tessuto produttivo. Dove vivo io, noi laureati non conosciamo fisicamente le aziende cui potremmo interessare, nè loro conoscono se e quanti e chi si sono laureati in discipline per loro produttive. Conta tutto il docente che fa la telefonata giusta, o il vicino di casa che conosce un amico che lavora in una tale azienda, per fare proprio 2 esempi. La raccomandazione è il passo successivo, a meno che la propria famiglia non gestisca un'attività economica fino al terzo grado di parentela: in quel caso il ripiego è bell'e pronto. Ma ripeto: l'aspetto cruciale è il vuoto assoluto che i neolaureati incontrano una volta indossata la corona d'alloro, non c'è il benchè minimo collegamento fra università e mondo del lavoro. 

 

2) Sono laureato in ingegneria e ho fatto il liceo classico: detto tutto, no? :asd Eppure sono d'accordissimo con Magic Luke (incredibile :asd): in Italia gli istituti tecnici vengono perennemente insultati come se chi fosse intelligente dovesse necessariamente fare un liceo, come se scegliere un istituto tecnico fosse in qualche misura degradante. Lo trovo francamente inaccettabile. Sul turismo, non posso che sposare in pieno le parole di Magic Luke, ovvero andrebbe potenziata anche l'istruzione finalizzata all'inserimento in quel preciso mondo del lavoro: come sistema-paese, ne abbiamo bisogno come il pane.

 

3) Relativamente alla laurea, ancora oggi trovo che sia fondamentale scegliere e scegliere bene, però non si può pensare di prepararsi per una professione che poi non piacerà: non si dico che si debba necessariamente inseguire il proprio sogno quando le possibilità sono minime, ma non si può nemmeno pensare di alzarsi ogni mattina per recarsi in contabilità se la matematica non piace. Non c'è nulla di peggio, a mio parere, di costringersi ad un lavoro che non si sopporta o che fa addirittura star male. Personalmente sono sempre per il compromesso: nè scegliere un corso di laurea che presenta difficoltà di carriera insormontabili, seppure riguardante la propria aspirazione (io ad esempio sono un appassionato di Storia e Filosofia, ma che lavoro avrei mai potuto fare? :asd ), nè forzarsi ad un corso di laurea di sicuro affidamento (ce ne sono ancora? forse Medicina...) che però è distante anni luce dalle proprie caratteristiche umane e cerebrali.

 

Dopodichè, fan molta differenza, oltre alla rete di contatti personali, le possibilità economiche e gli scenari geografici che uno ha: io ad esempio ho sempre detto di voler lavorare in Italia, e sto faticando in maniera esangue; un amico sta faticando quanto me, lui vorrebbe andare all'estero ma economicamente non gli è possibile; un altro invece è andato (prima Spagna poi Inghilterra) eppure anche lui è in forte sofferenza. Tutti e 3 ingegneri laureatisi col massimo dei voti o poco meno.

 

Un mio ex collega, invece, laureato triennale (2011) e diplomato tecnico (2006) con punteggi non di eccellenza, lavora da più di 3 anni ed è stato assunto neanche 3 mesi dopo il conseguimento del titolo... 

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Concordo.

Io ho perso 1 anno all'unina, finendo il primo anno di ingegneria in 2 anni perche non ho mai studiato al liceo.

 

Ti da un metodo di studio lo scientifico, ma solo quello.

 

Per affrontare l'università, è fondamentale. Anzi, è quasi l'unica cosa che conta. E a me, il metodo di studio, l'ha fornito il Liceo Classico...

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@Lord non ho alcuna intenzione di andare all uni... se trovo un lavoro legato al mio campo di studio entro il primo anno non ci penso all università.... e studiare 3-4 ore al giorno è appunto da liceo... all itis non ci danno 50 pagine a verifica da studiare, se stai attento a scuola e non sei particolarmente stupido (chiamalo come vuoi, uno che non ci arriva) in meno di 2 ore giornaliere te la cavi... anche perché con le 6 ore torno a casa alle 15, mangio e se fai 4 ore di studio ogni giorno capisci bene che diventa dura :)

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Il liceo in generale dà il metodo di studio e una cultura decente, non mi pare sia una scoperta dell'ultimo momento. Se c'è gente che pensa/spera di poter trovare lavoro solo con il diploma del liceo, mi dispiace, ma è fuori dal mondo.

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