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BASKET ITALIANO


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vittoria anche per la virtus anche con un po di sofferzenza ma va bene lo stesso

In fondo è una questione di sfumature, la vita e il basket. Il motivo per cui una tabellata senza senso di Jaaber possa valere il supplementare e una tripla di Di Bella coi piedi per terra non valga la vittoria di Caserta nella continuazione ci sarà pure, ma nessuno lo conosce. Tecnicamente, la Eldo vince la partita e Roma si prende i due punti. Questo dice il Palaeur, che quando ha ospitato l’esordio della Virtus, nelle ultime tre stagioni, ha sempre visto un prologo inaspettato di cinque minuti (successe nel 2005 con Reggio Emilia e lo scorso anno con Varese). Dunque la capitale comincia col piede giusto in una partita sull’altalena, dove aveva comandato di dodici per poi sprofondare a meno sei a un minuto dalla fine. Che fosse una squadra di strappi lo avevano detto le amichevoli e Repesa, che conosce meglio degli altri la temperatura della squadra, aveva infatti buttato l’acqua gelata sugli entusiasmi di inizio stagione. La vittoria serve anche per stare coi piedi per terra e per non rischiare di andare al nord per tornare a novembre su queste tavole senza punti in saccoccia. Ma ovviamente c’è da lavorare, tanto. La carne da mettere sul fuoco è tanta, talmente variegata che spesso diventa più una confusione generale che una precisa conduzione tattica della partita. La difesa, alla prima prova del nove, non funziona affatto bene e il pressing che aveva incantato a settembre rimane in panca a fare compagnia a Tonolli e Giachetti, non utilizzati. L’assetto che aveva portato il vantaggio in doppia cifra viene modificato per esperimenti tattici, ma non ripristinato quando Caserta tendeva a riavvicinarsi. Poi, è chiaro, avere i campioni non serve per andare finalmente un’infinità di volte in lunetta. Ci si vincono le partite, e Becirovic è già un idolo, soprattutto quando devi rispondere alle altre grandi del campionato che iniziano tutti con una nota positiva nella prima giornata. Roma avrà tanti patemi nelle prossime due settimane, e che il lavoro da fare sia pari al suo potenziale è evidente. Intanto rimane una partita adrenalinica giocata in un bell’ambiente, con i casertani presenti per avere acquistato i biglietti in prevendita prima del divieto di presenza, per una storia di inefficienza burocratica tipicamente italiana. E’ invece un tifo caloroso, acceso, ma corretto per la storia di una rivalità che rimane nei binari della civiltà, e questo va sottolineato.

 

I numeri – In poche parole, è la semplicità di Frates che avrebbe il sopravvento sulla complessità di Repesa. Il coach avverso, anche coadiuvato dai quattro falli di un imbarazzante Slay, scopre nel secondo tempo l’assetto ideali: chiavi in mano per Di Bella e Diaz, che fa ammattire un difensore supremo come Jaaber, supportati da Frosini che smazza legnate e da Brkic che si piazza sull’arco a fare il guastatore. Lì Roma aveva comandato quasi a piacimento, grazie invece alla possibilità di utilizzare un necessario De La Fuente come tramite tra gli esterni e i lunghi. A tal proposito, sono poi Gigli e Hutson, insieme allo spagnolo che gioca da quattro, a fare la sostanza, anche qui smentendo la preseason che aveva parlato di uno sbilanciamento verso gli esterni. Dalla cricca si esclude Brezec, che a parte la bagariccitudine nel bisticciare appare dietro un giro ai compagni, ma insomma Roma ne viene fuori pur tirando il 28% dall’arco, contro il 45% degli ospiti. E facendo un modesto 45% dal campo. L’aspetto positivo qui è che la vittoria a rimbalzo è schiacciante, 37 a 28 giocando spesso con quattro piccoli, e quella a rimbalzo offensivo addirittura imponente, 16 a 5. Detto del pressing che è poco utilizzato, e che quindi perse e recuperi si fondono in 16 e 18 per non fare la differenza, è comunque il 22/30 ai liberi, contro il 15/19 degli ospiti, che decide in quantità. Il carattere quindi non manca, le armi pure come dice il 101-78 di valutazione, ma nel finale Repesa è costretto a un’estremità con Jaaber, Jennings e Ray insieme, per non parlare di De La Fuente da quattro accanto a Gigli nel supplementare, dopo avere perso l’ottimo Hutson per cinque falli. Tutti devono capire ancora gli equilibri di questa creatura, compreso il coach, che dimostra anche una dose di leziosità quando invece di chiudere la giornata si guarda allo specchio e si fa recuperare. Tra l’altro, per concludere, vero che in campo vanno dieci uomini per parte, ma comunque la panca di Caserta produce 39 punti contro i 21 di Roma. Senza dimenticare un arbitraggio deludente, a tratti irritante, e insomma il campionato inizia in ritardo anche per i grigi che rischiano di rovinare una sfida molto intensa sul piano fisico. Alti e bassi, quindi, naturali ma abbastanza evidenti da far credere che l’inizio del campionato non sarà solo luci e profumi per l’urbe.

 

I protagonisti – Diaz contro Jaaber è un duello vinto dal primo sul tabellino e di gran lunga. Gli scappa da tutte le parti, segna anche dall’arco e chiude a 26 punti con 7/11 dal campo, 8 rimbalzi e 30 di valutazione. Inizia tormentando Becirovic, ma metterci addosso un mastino come l’americano bulgaro non fa differenza. L’altra parte degli esterni è composta da Di Bella, che qui sfrutta l’attaccare contro un esterno tra Ray e lo sloveno, con 18 punti, 3 recuperi e 21 di valutazione, anche se la tripla che sbaglia sulla sirena è sfortuna nel supplementare ma condanna Caserta. Ci sono anche 11 punti e 2 stoppate di Brkic, un lavoro efficace di Frosini in difesa e per i compagni, mentre Michelori inizia forte ma si ferma al primo periodo e Slay non comincia mai. Per Roma solo tre in doppa cifra, ma andrà citato Gigli che partendo in quintetto fa un lavoro enorme sotto i vetri e in intimidazione difensiva. Sembrava in ritardo appena quattro giorni prima, è una chiave di volta da non sottovalutare in questa vittoria sudata.

 

La cronaca – Repesa sceglie Jaaber e Gigli accanto a Hutson nel primo quintetto di stagione. Per Caserta ci sono Slay e Michelori sotto i vetri, con Foster, Diaz e Butler dietro. I primi canestri della stagione sono due liberi di Becirovic, poi subito Hutson: antisportivo guadagnato su furto a Michelori, stoppata a Diaz. E’ la difesa la chiave di Roma che va avanti 8-2 con Gigli propositivo a rimbalzo e sulle palle vaganti. E’ 12-11 con Diaz e Foster che entrano in ritmo, esordisce Brezec per Hutson e c’è spazio per Ray che mette la tripla del 18-11 e chiude il primo periodo. 28-7 la valutazione per Roma.

 

Dentro Jennings e Datome, Frates resta alto con Frosini e Slay. Jennings si iscrive al campionato con due crossover spacca caviglie, 24-21 con una tripla di Larranaga. Spazio a Gabini per un deludente Brezec, quando può correre Roma è letale mentre non è precisa al tiro contro la difesa schierata. A fine primo tempo è 33-28 e le due squadre tirano il 25% dall’arco e il 39% dal campo.

 

Al solito Repesa spolvera il quintetto del primo periodo, con Ray per Becirovic, e sei consecutivi di De La Fuente danno il 39-28. Qui è la capacità di trovare punti nella vernice che permette alla capitale di stare in doppia cifra di vantaggio, 45-33 dopo cinque minuti grazie anche a Hutson e Gigli. Con Brezec in campo la fluidità offensiva peggiora, gioco da quattro punti di Brkic, tripla di Jennings, ma parziale di 5-13 con Di Bella e Diaz per il 50-46. Più sei per Roma con dieci da giocare.

 

Ray mette una tripla ma Caserta è vicina con Di Bella, che mette in difficoltà Jennings dal palleggio. C’è Gabini, una magia di Ray, ma la gara rimane in equilibrio anche quando torna Hutson. Caserta sorpassa con una tripla di Brkic, Roma difende male il perimetro, Becirovic trova una tripla, Diaz gli risponde. Torna De La Fuente per Ray, ma Di Bella segna ancora dall’arco e in entrata, 62-68. Quarto e quinto fallo di Hutson in attacco, torna Brezec. Due liberi di Diaz danno il 64-70 a un minuto dalla fine, in campo ci sono Jaaber, Jennings e Ray. Pressing tutto campo, 68-72 con Becirovic in percussione, 70-72 con una schiacciata di Gigli. Diaz sbaglia l’ultimo possesso e a 8’’ dalla fine Roma ha l’ultimo possesso: Becirovic la perde, ma finisce in mano a Jaaber che di tabella pareggia a 2’’ dalla fine.

 

Jennings segna di forza il primo canestro del supplementare, Larranaga lo sorpassa dall’arco. Non c’è Becirovic e Repesa gioca con De La Fuente da quattro accanto a Gigli, che gli regala il tap in del 77-75. Gigli non converte un gioco da tre punti ma è comunque 81-79 a un minuto dalla fine. Pareggia Diaz, due liberi di Becirovic e ultimo possesso Caserta: Di Bella ha la tripla coi piedi per terra, entra e esce. Finisce 83-81.

 

PAGELLE

 

Jaaber 6: si prende le copertine e anche qualche top ten di giornata, per quella parabola sparata alla disperata dopo la persa di Becirovic. Segna con l’aiuto del vetro e l’ormai classico supplementare per cominciare la stagione è merito suo. Quindi le cose negative: da play puro è meno efficace dell’uomo di rottura che veniva usato lo scorso anno, in difesa non prende la targa a Diaz eppure rimane in campo 33 minuti, dove segna 5 punti e fa 3 rimbalzi e 2 recuperi. Da verificare nel nuovo ruolo da titolare, che sembra togliergli creatività offensiva per alimentare quella dei compagni.

 

Becirovic 8: la linea dice percorso netto, 14 su 14 tentativi, per segnare 21 punti che fanno il top scorer di Roma e cancellare di colpo la miseria ai liberi della scorsa stagione. Ma in realtà deve giocare 27 minuti nei quali fa il regista e il collante per i lunghi, l’attore per irretire gli arbitri, insomma tutto il repertorio di una mente illuminata al servizio del cuoio, meno la difesa ovviamente ma non è venuto nella capitale per piegare le ginocchia. Chiaramente ci sono anche 3 rimbalzi, ma soprattutto 10 falli subiti senza commetterne e 7 assist nel suo gargantoesco 34 di valutazione. I primi punti della stagione, nonostante un paio di sbavature come l’ultimo possesso che solo per caso finisce in mano a Jaaber, hanno chiaramente la firma slovena.

 

De La Fuente 7.5: probabilmente l’uomo di cui non si potrà fare a meno in autunno. Si vede nel terzo periodo, quando il break del più dodici è tutto firmato dal suo semigancio centrale in avvicinamento, perché la sua capacità di giocare in vernice è il bilanciamento tra esterni che a parte Becirovic ci vanno poco e lunghi cui non sempre i piccoli si ricordano di girare la palla. Perciò ne segna 14 e aggiunge 6 rimbalzi, di cui 4 offensivi, ma aggiunge 2 recuperi e 2 assist nel suo 20 di valutazioni, senza voci negative sul tabellino. E gioca da quattro nel supplementare. Esemplare.

 

Hutson 6.5: il carpentiere con la voce da Barry White è solido, altrochè. Comincia forte e si sgonfia solo quando due identici sfondamenti, di cui il primo non c’era e il secondo non c’erissima, lo tolgono dalla partita nell’ultimo periodo. Prima aveva segnato 13 punti dall’angolo e nel traffico, con 7/8 ai liberi, che guadagna e converte con buona lena. Porta giù anche 4 rimbalzi e 3 sono in attacco, con 4 recuperi, 3 perse e 2 stoppate esemplari. Il suo 15 di valutazione sarà spesso replicato in stagione per un americano che pare già una garanzia.

 

Gigli 7: ci sono i numeri, 9 con 8 rimbalzi e 6 sono offensivi, e c’è la sostanza di un romano che dal quintetto fa il diavolo in ogni zona del campo. Vedete le sue 2 stoppate, i gomiti alti sotto i vetri, la reattività sulle palle vaganti e pure la reazione veemente con Chiari su un fallo fischiato a pressare sulla linea di fondo. L’atteggiamento giusto e la sostanza di uno che sta crescendo e trovando continuità, anche fisica. Potrebbe essere la boa cui aggrapparsi se Brezec, come sembra, passa più tempo a litigare che a fare l’unico centro di ruolo del roster.

 

Jennings 5.5: l’epopea ha inizio a fine primo periodo, quando esordisce sul nostro pianeta. Il suo lo fa vedere due minuti dopo, quando spacca un paio di caviglie con due crossover impressionanti prima di metterla dolcemente da cinque metri. Come dice l’età, alterna meraviglie a scemenze colossali, per 7 punti e la tendenza, forse soggezione per l’esordio, ad accontentarsi dell’arco e cercare lo spettacolo anche nel supplementare quando gioca il ghirigoro invece di sigillare la partita. Fa 3/10 dal campo con 2 rimbalzi, 2 assist e 2 perse. E sabato va a casa dell’aquila, dove imparerà come si sbranano gli esordienti. L’apprendistato è appena cominciato, le potenzialità impossibili da prevedere.

 

Ray 6: ecco, per 26 minuti 5 tiri dal campo, con 2/2 dall’arco e 8 punti, sono pochi per un attaccante di ritmo. Però si impegna, anche se un paio di amnesie non se le fa mancare, tipo quando su una rimessa in cui non trova un ricevitore chiama timeout all’americana, ovviamente cinque secondi fischiati per lui, e alcune lacune difensive. La differenza col bulgaro è che lui viene panchinato immediatamente, probabilmente perché Repesa lo vede ancora in debito per tutti gli eventi dell’ultimo anno. Ma l’atteggiamento è giusto e può essere una variante importante di questo autunno.

 

Gabini 6: si vede poco ma offre un contributo solido, appoggia due punti anche se sbaglia due triple e propone 4 rimbalzi in 9 minuti. Sarà questo il suo ruolo in stagione, anche se Repesa da quattro si fida di più di De La Fuente da quattro nel finale.

 

Datome s.v.: esordisce nel primo tempo e lì finisce, 5 minuti con 2 rimbalzi e 1 di valutazione. Poteva avere altro spazio nel secondo tempo, ma le complicazioni e il supplementare gli impediscono di toccare ancora il legno.

 

Brezec 4.5: alè, comincia che prova a fare a capocciate con Frosini dopo un fallo nemmeno troppo duro nel primo tempo. E’ tosto e incazzoso, ma di pallacanestro vera neppure un minuto dei suoi 18, dove rincorre l’azione offensiva della squadra e in difesa non è un fattore, se non con 2 rimbalzi che gli cascano in mano. Finisce pure con 2 perse e –1 di valutazione e ovviamente non serve dire che paragonarlo con Lorbek è come mettere la maionese sulla liquirizia. Ma deve dare di più, appena 4 punti con 0/4 ai liberi, e deve farlo presto per dare a Roma l’opportunità di vincere in trasferta su due campacci nelle prossime due settimane.

 

Repesa 5.5: non ha ancora capito per primo in che maniera guidare una squadra che può andare da tutte le parti e proprio per questo sbandare quando stava imbroccando la strada giusta e tranquilla dei due punti nei quaranta minuti. Nel primo tempo li ruota tutti e dieci e a volte il criterio sembra più di gusti personali, o simpatie, che di motivazioni tattiche: vedi il Ray punito per negligenze difensive mentre Jaaber rimane in campo a farsi dipingere di blu da Diaz. Poi ricorrerà semplicemente, nella difficoltà, alla salita con blocco cieco dell’esterno per giocare un pick’n’roll centrale, il che crea fischi ma non circolazione di palla e infatti nel finale deve provare l’estremo mandando in campo il bulgaro, il giovane e il raggio. Perde Hutson per falli, non insiste sul pressing perché probabilmente vede gambe poco reattive come dimostra la difesa schierata che fa acqua anche sul primo ribaltamento, nota positiva il quintetto di Gigli che infatti è molto più in palla di Brezec. Predica tempo, pazienza e profilo basso. Contro Caserta si è capito il motivo.

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quest'anno siena ha una rivale con i controcazzi....

 

roma è veramente forte, ha fatto due o tre passi in avanti rispetto all'anno scorso... :inchino

 

ha un roster decisamente completo, può cambiare e tenere alto il rendimento... notevole!!!

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non ho visto ancora Siena però in generale Roma si è rinforzata parecchio e con Becirovic da comprimario di lusso si candidano a rivale n° uno di Siena. Milano si è rinforzata molto e con criterio questa volta. Le Bolognesi sono in una fase di crisi di identità secondo me e quest'anno non faranno granchè.

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Nettamente superiore quest'anno Roma, anche se è presto i risultati si vedono, se si continua così la capitale del Basket di Serie A(come si diceva lo scorso anno) non sarà più Siena.
quest'anno sembrà essere l'anno giusto...siamo di una lunghezza impressionante

 

 

 

signori non facciamo l'errore che si fà a Roma anche per il calcio: 2 vittorie ed è esaltazione totale, 2 sconfitte e sono tutti i giocatori delle seghe...

 

c'è da dire che ieri la Virtus ha giocato una signora partita contro una squadra la Fortitudo che è sicuramente più forte rispetto allo scorso campionato, ma che è ancora un pò indietro. Vittoria importantissima dunque soprattutto perchè poi nel corso della stagione, quando i nuovi della Fortitudo si inseriranno sarà molto difficile per tutti andare a vincere su quel campo lì.

 

Sul discorso lunghezza della panchina, sicuramente a livello di piccoli Roma non teme nessuno e può tranquilllamente essere al livello di quelli lì di quella città della toscana; secondo me qualche differenza resta ancora nel settore dei lunghi dove vedo ancora meglio i biancoverdi. Comunque se poi Brezec è sempre quello di ieri sera: :sbrilluccico:sbrilluccico . Ah e deve ancora inserirsi bene Brandon.... :fiskio:fiskio:fiskio

 

 

in conclusione: Tony Brandon :inchino :inchino :inchino

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Ancor un ottimo primo tempo difensivo da parte dell'Armani; con un Bulleri in grande spolvero... ottime letture offensive: ha preso i tiri che doveva ed ha scaricato quando c'era la possibilità.

Ancora buone indicazioni da Sangare e ancora male Thomas; Hawkins terrestre... discreti Hall, Sow e Mordente.

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Sconfitta meritata per Milano. Pessima gestione della palla nel secondo tempo: Thomas per la seconda volta assolutamente nullo, Hall poco meglio (i tiri a fil di sirena e stop). Bene Rocca, che se avesse un briciolo di esplosività sarebbe un giocatore di grandissimo livello.

Sow continua ad avere problemi di falli e là sotto la coperta è molto corta: abbiamo sofferto nella posizione di centro a Pesaro e Giovannoni ci ha massacrato oggi: Katelinas come terzo lungo è, a mio avviso, un po' troppo poco.

Il livello di Siena e Roma è inarrivabile per questa squadra però il recupero di Vitali darà un po' più di lucidità in cabina di regia (alcune scelte, anche per stanchezza, di Bulleri a cavallo di 3° e 4°quarto sono rivedibli).

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Sconfitta meritata per Milano. Pessima gestione della palla nel secondo tempo: Thomas per la seconda volta assolutamente nullo, Hall poco meglio (i tiri a fil di sirena e stop). Bene Rocca, che se avesse un briciolo di esplosività sarebbe un giocatore di grandissimo livello.

Sow continua ad avere problemi di falli e là sotto la coperta è molto corta: abbiamo sofferto nella posizione di centro a Pesaro e Giovannoni ci ha massacrato oggi: Katelinas come terzo lungo è, a mio avviso, un po' troppo poco.

Il livello di Siena e Roma è inarrivabile per questa squadra però il recupero di Vitali darà un po' più di lucidità in cabina di regia (alcune scelte, anche per stanchezza, di Bulleri a cavallo di 3° e 4°quarto sono rivedibli).

D'accordo su tutto tranne che su Hall.

Oggi ha giocato molto meglio rispetto a Pesaro, al di là dei due tiri a fil di sirena.

Parlo di atteggiamento, di presenza difensiva e al rimbalzo; soprattutto nel primo tempo, è stato tutta un'altra cosa, rispetto al primo match. Alla fine è questo ciò che deve fare; 7-8 punti a partita, rimbalzi e presenza difensiva.

I giocatori che devono farci vincere il match sono altri: David, oggi nullo, Thomas che sta vivendo il classico periodo nero del grande tiratore, Bulleri oggi perfetto per 3 quarti, ma inguardabile nel quarto (ah, Bullo..nella penetrazione sul 68-66, c'era Hawkins SOLO, in angolo, piedi a posto, fronte a canestro, che chiamava palla..), Sow con la presenza difensiva al rimbalzo (ma ancora con i soliti problemi di falli che lo tolgono dal palcoscenico), Mordente che però è stato dimenticato in panca.

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Sconfitta meritata per Milano. Pessima gestione della palla nel secondo tempo: Thomas per la seconda volta assolutamente nullo, Hall poco meglio (i tiri a fil di sirena e stop). Bene Rocca, che se avesse un briciolo di esplosività sarebbe un giocatore di grandissimo livello.

Sow continua ad avere problemi di falli e là sotto la coperta è molto corta: abbiamo sofferto nella posizione di centro a Pesaro e Giovannoni ci ha massacrato oggi: Katelinas come terzo lungo è, a mio avviso, un po' troppo poco.

Il livello di Siena e Roma è inarrivabile per questa squadra però il recupero di Vitali darà un po' più di lucidità in cabina di regia (alcune scelte, anche per stanchezza, di Bulleri a cavallo di 3° e 4°quarto sono rivedibli).

D'accordo su tutto tranne che su Hall.

Oggi ha giocato molto meglio rispetto a Pesaro, al di là dei due tiri a fil di sirena.

Parlo di atteggiamento, di presenza difensiva e al rimbalzo; soprattutto nel primo tempo, è stato tutta un'altra cosa, rispetto al primo match. Alla fine è questo ciò che deve fare; 7-8 punti a partita, rimbalzi e presenza difensiva.

I giocatori che devono farci vincere il match sono altri: David, oggi nullo, Thomas che sta vivendo il classico periodo nero del grande tiratore, Bulleri oggi perfetto per 3 quarti, ma inguardabile nel quarto (ah, Bullo..nella penetrazione sul 68-66, c'era Hawkins SOLO, in angolo, piedi a posto, fronte a canestro, che chiamava palla..), Sow con la presenza difensiva al rimbalzo (ma ancora con i soliti problemi di falli che lo tolgono dal palcoscenico), Mordente che però è stato dimenticato in panca.

 

Sì hai ragione: mi sono spiegato male io. Per Hall avendo scritto discreto nel post di fine primo tempo, non ho sottolineato che parlavo del solo secondo. Bulleri a mio avviso migliorerà col rientro di Vitali perché avrà meno minuti e quando ne aveva è stato lucido. Hawkins non poteva essere quello di Pesaro e non è nemmeno quello di oggi... ma non è che se lui ha incappa in una giornata negativa si debba affondare... a mio avviso i problemi maggiori li abbiamo là sotto: Sow (e anche Rocca) sono facili a caricarsi di falli ed avere Katelinas come terzo non mi lascia per nulla tranquillo: Non è un caso che Akindele alla prima e Giovannoni oggi abbiano devastato la nostra difesa... :piantoacatinelle

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In effetti non buona la gestione di bucchi che non è riuscito a trovare contromisure dal punto di vista tecnico: su hall quoto davi, è un role player.

Per il resto, manca vitali e si sente, ma cmq si è vista che tipo di squadra può essere milano: vero che ancora mordente e thomas sono lontani da quello che devono fare, ma di talento offensivo non ce n'è moltissimo, quindi si scollinerà poco sopra gli 80 per conto mio.

Il marchio di fabbrica di questa squadra deve essere la chimica e la difesa, così è stata costruita e così vince o muore: appena è calta l'intensità, si è spenta la luce.

Ripeto sempre quanto sostenuto: l'obiettivo di questa stagione deve essere quello di cominciare un progetto nuovo e possibilmnete vincente nel futuro.

Bisogna fare una buona stagione e la si può fare per poter creare uno zoccolo duro e riconfermare 6/7 giocatori per poi quest' estate fare uno step con 3/4 giocatori di livello e di talento: è così che si costruiscono le squadre tipo siena, non si improvvisa niente.

Per conto mio, Bucchi è buono per ripartire da 0 come siamo noi quest'anno, poi quando si avrà più talento e ci saranno altre ambizioni, secondo me si cercherà qlc come scariolo.

L'importante è che la piazza sappia quali sono gli obiettivi di Milano e mi pare che in questo senso la società abbia volato giustamente basso.

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è ancora presto.....

sicuramente per carità....

 

siete sempre i favoriti per il tricolore e per riportare l'italia nei quartieri alti dell'eurolega...

 

dico solo che la virtus vi può impensierire di più rispetto agli ultimi due anni...

 

P.S. delusione milano... speriamo di migliorare col tempo...

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ci ha fatto perdere una semifinale scudetto già vinta il signorino regalando punti dalla lunetta sul pari. ancora non ha capito che non ha senso. poi non capisco perchè non gli dicono che se non c'era al corso quando hanno spiegato l'attacco alla zona, può sempre tornarci per una volta invece di fare figure barbine anno dopo anno

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