Preview First Round: L.A. Lakers – Denver Nuggets


E’ dal 2009 che Los Angeles Lakers e Denver Nuggets non si incontrano per una serie Playoffs. Due squadre diverse, che interpretano il basket in una maniera diametralmente opposta e che danno vita a questo primo turno della Post-Season, rispettivamente come terza e sesta squadra della combattutissima griglia ad Ovest.


La serie non riserva una grande tradizione passata, se non appunto per quella stagione dove le due squadre si sono giocate l’accesso alle Finals nel 2009. Allora, nell’edizione dei Playoffs dove i Lakers agguantarono il primo anello dell’era Bryant-Gasol, finì 4-2, al termine di una serie bellissima, molto combattuta e colma di colpi di scena.
Oggi le due squadre si ritrovano ai Playoffs, con obiettivi decisamente ridimensionati e in un contesto totalmente differente che proveremo ad analizzare nelle prossime righe.


Lakers ClubHouse

La prima gestione Mike Brown chiude una Regular Season particolarissima con il record di 41-25 e affronta questi Playoffs con tanti interrogativi e poche certezze.
La stagione non ha avuto un andamento regolare. Tanti sono stati i momenti di difficoltà, innumerevoli quelli di tensione. La cessione di Lamar Odom, prima dell’inizio di stagione e dopo l’affaire Paul, e quella di Derek Fisher hanno stravolto gli equilibri di un gruppo che assieme aveva vinto due anelli e fatto tanto (tre Finals in quattro anni). Il cambiamento pressoché totale di coaching staff, con la cacciata di tutti coloro che anche lontanamente ricordavano la Triple Post Offense è stato un segnale forte che la società ha voluto mandare. La scelta di Mike Brown, del resto, è stata il più grande punto di discussione per tutta la stagione regolare. Di facciata, Bryant e lo zoccolo duro del roster hanno sempre mostrato fiducia e ottimismo nei confronti del nuovo coach. Ma l’ex Cavaliers pare non sia mai realmente piaciuto a Bryant, così come del resto gran parte del resto degli spogliatoi non ha digerito i vari Kuester e Snyder, arrivati ad L.A. per sostituire Brian Shaw e Hamblen.
Del resto, spesso si ha avuto la sensazione che Brown non avesse totalmente in mano questa squadra e la prova di ciò la si ha avuta nella gestione di certe situazioni, per nulla impeccabile. Senza dimenticare il fatto che i Lakers, fino alla penultima partita di Regular Season non hanno avuto una rotazione definitiva o quantomeno uno straccio di essa. Continui esperimenti, cambiamenti di decisioni, uomini buttati nella mischia casualmente (vedi Ebanks), uomini totalmente dimenticati (vedi Goudelock). Nonostante l’arrivo di Ramon Sessions alla deadline, i Lakers non hanno migliorato il proprio gioco offensivo e Mike Brown non è minimamente riuscito a dare un’identità offensiva alla squadra. D’altro canto, difensivamente il lavoro c’è stato e i risultati si sono visti, almeno fino a quando le gambe hanno retto, in una stagione così particolarmente intensa.

Una certezza, ad ogni modo, la si ha avuta. Questa squadra, almeno in un contesto di stagione regolare, ha mostrato di non mollare quasi mai. E a prova di ciò possiamo prendere la rimonta contro i Thunder in una delle ultime partite in calendario. Accadrà anche ai Playoffs (considerando i precedenti delle squadre di Mike Brown)?

Nuggets ClubHouse
38-28 di record, in un Ovest così agguerrito e in una stagione così diversa è un gran bel risultato per i Denver Nuggets, che hanno mostrato molta più solidità di quanto si potesse immaginare.
Danilo Gallinari è stato certamente uno dei leader di questo roster scoppiettante, capace di tutto e di niente, spesso all’altezza di situazioni difficoltose e spesso caduto in momenti di maggiore facilità.
I Denver Nuggets di quest’anno, forse, sono quelli che più propriamente hanno stampato addosso il marchio di George Karl, rispetto a tutti gli altri del recente passato. La squadra del Colorado che nel 2010 aveva dato vero filo da torcere ai Lakers durante le Western Conference Finals, aveva un’identità vera e propria, aveva dei punti di riferimento e uno scheletro di base. Billups gestiva i ritmi, Carmelo Anthony realizzava, Nenè gestiva il pitturato nella propria metà campo e il trio Andersen-Jr Smith-Lawson dava punti ed energia dalla panchina. Oggi, questi Nuggets non hanno minimamente punti di riferimento. Motivo questo, che li ha portati ad essere tanto temibili in stagione regolare e capaci di vincere 38 partite su 66 giocate.
Certamente, ciò che ha cambiato la situazione in casa Nuggets è stata la trade che ha portato Javale McGee in Colorado al posto di Nenè alla deadline. Anche in questo caso, insomma, la società ha portato ad uno stravolgimento dello zoccolo duro del gruppo. Nenè era un elemento fondamentale in casa Denver e rappresentava una straordinaria storia di vita andata a buon fine (il cancro ai testicoli superato pienamente). Javale McGee comunque si è ambientato subito e ha fatto vedere cose importanti, trovandosi a meraviglia con un Ty Lawson cresciuto e maturato. Ma sarà da valutare ovviamente, in ottica Post-Season.
Non si può non concludere con una breve riflessione su Danilo Gallinari. Doveva essere forse la stagione crocevia della sua carriera, come il prolungamento di contratto attuato a febbraio poteva comprovare. Non è stato propriamente così, ma solamente a causa dei fastidi muscolari e degli infortuni che lo hanno accompagnato per tutta la Regular Season. Giocare 66 partite in quattro mesi del resto, può portare anche a questo.

Keys and Tachtics
Punti di riferimento?What?
Ne abbiamo parlato analizzando i Nuggets. Si tratta di una squadra senza punti fermi, senza principi fissi su cui si basa un sistema solido. Denver gioca la partita che trova, sfruttando il contesto che trova.
Come analizzato, oggi i Lakers non hanno mostrato di avere stabilità, identità. E di conseguenza, non avendo un sistema, gli uomini di Mike Brown potrebbero ritrovarsi spiazzati: come fronteggiare e con quali basi una squadra che non ne ha? Sarà questa una domanda a cui sarà fondamentale rispondere per i giallo viola, con i Nuggets che si mostreranno imprevedibili e scoppiettanti sin dal primo match.
Fattore Frontline
Come per quasi tutti i casi, il pacchetto-lunghi diventa motivo fondamentale di analisi. I Nuggets hanno McGee, il pazzo centro atletico preso dai Wizard. Dispongono anche di Andersen, un lungo che dà tanta energia, specie in difesa. Hanno infine Harrington, un giocatore sinceramente difficile da inquadrare. Ma non dispongono certo dei centimetri e dei chili che i Lakers hanno: Bynum e Gasol, se ben coadiuvati, potranno davvero far la differenza.
The Closer
La maggior parte degli addetti ai lavori hanno notato che il punto debole più marcato dei Nuggets è quello di non avere un vero e proprio ‘Closer’, ovvero quel giocatore capace di prendere in mano la squadra nel momento più delicato dei match. Ty Lawson è un trascinatore, Gallinari talvolta ha messo canestri pesanti, Andre Miller non si è mai tirato indietro quando si è trattato di segnare punti decisivi. Ma nessuno di questi ha le caratteristiche del ‘Closer’ vero e proprio. Come lo è, ovviamente, Kobe Bryant, giocatore capace di girare da solo una partita e glaciale nel vincere match punto a punto. Lo ha dimostrato in tutta la sua carriera, dovrà mostrarlo anche in questa edizione Playoffs. Afflalo permettendo, chiaramente.
Metta World Peace
Rimane il giocatore più importante tra gli esterni per i Los Angeles Lakers dal punto di vista difensivo. La sua assenza, in questa serie, sarà molto pesante. Considerando anche che per sconfiggere una squadra come i Nuggets avere un giocatore così solido fisicamente può sempre servire.

Breaking News:
Da un tweet di Danilo Gallinari scopriamo che i Nuggets sono atterrati ad L.A. nella tarda mattinata di giovedì. L’obiettivo è quello di superare i problemi di adattamento dovuti alla diversa latitudine tra le due città.
Matt Barnes sarà regolarmente sul parquet stasera. L’ex Suns e Magic era in dubbio per un problemino fisico, ma ha fatto l’allenamento di sabato mattina (fuso di L.A.) senza alcun tipo di problema.
Per quanto riguarda Al Harrington invece, c’è un dubbio un po’ più forte, ma dovrebbe anch’egli scendere sul parquet, essendo catalogato il suo piccolo infortunio come ‘day to day’.
Momenti anche piacevoli in sala stampa. George Karl ha parlato anche di Jack Nicholson, storico tifoso Lakers: “Lo vedo sempre così sorridente e gentile” ha detto il coach, continuando “Spero di poterlo rendere un po’ infelice domenica pomeriggio”.

Previous:
Quattro sono stati quest’anno i precedenti stagionali tra Los Angeles Lakers e Denver Nuggets.
31/12/11 | Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets 92-89
01/01/12 | Los Angeles Lakers @ Denver Nuggets 90-99
03/02/12 | Los Angeles Lakers @ Denver Nuggets 93-89
12/04/12 | Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets 103-97

Game-Time: Si apre stasera questa serie Playoffs, alle ore 21.30 (12.30pm orario di L.A.) di sera con diretta su Sportitalia.

D.M.


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