It’s over, Mike.


L’incubo è finito.

Dopo aver portato a casa una sola vittoria nelle prime cinque partite, tredici se consideriamo anche la preseason, Mike Brown è stato sollevato dall’incarico di head coach dei Lakers.

Affiancargli uno staff di assistenti di tutto rispetto non è bastato: l’incompetenza dell’ex capo-allenatore di Cleveland è venuta ancor più a galla dopo aver avuto l’intero training camp per dare la sua impronta al team.
A seguito dell’uscita al secondo turno dei playoff 2012 per mano di Oklahoma City, infatti, una delle scusanti a favore del’ex pupillo di Popovich (immaginiamo in questi momenti visibilmente dispiaciuto) era il breve periodo a disposizione nel preparare la stagione passata.
Le basketball reasons di Stern, poi, avevano contribuito a sabotare l’annata consegnando un Pau Gasol psicologicamente sempre più fragile ed un caso Odom mai completamente assimilato, nonostante l’ex Rhode Island abbia fatto di tutto per mostrare quanto i suoi giorni da atleta fossero ormai da archiviare.

Ripercorrere tutti gli errori e le inadeguatezze nel guidare il gruppo sarebbe troppo doloroso, e in questo momento c’è tanta voglia di voltare pagina e rimettere sul binario giusto una regular season che già prometteva di stabilire sempre più record in negativo…vogliamo però lasciarci amichevolmente riconoscendo al pasticcione con gli occhiali una qualità che sicuramente a lui non manca: l’imprevedibilità.
Dal dicembre 2011 ad oggi, infatti, colui che nel prepartita dell’ultimo match a Salt Lake City si è presentato in maniera profetica all’Enery Solutions Arena con un cappellino di ESPN (probabile suo prossimo datore di lavoro), ha deliziato (o meglio: disgustato) il popolo lacustre con delle lineup che nemmeno la 2KSports consentirebbe di presentare ad NBA 2K13.
Se Steve Blake schierato ripetutamente da shooting guard aveva provocato conati di vomito ai temerari che hanno seguito questo triste capitolo della franchigia gialloviola, il simpatico sovrappeso si è presentato ai nastri di partenza della stagione corrente deciso ad attentare seriamente alla salute dei tifosi losangelini: tra gli altri, il quintetto Morris-Artest-Jamison-Hill-Howard rimane qualcosa di inconcepibile e allo stesso tempo sbalorditivo.

Al termine di questa vicenda va dato atto a Jim Buss di saper tornare sui propri passi ed amettere i propri errori..a patto che non ne vengano commessi altri a breve.
Nel momento in cui scriviamo l’articolo, infatti, non è ancora stato deciso chi sarà il nuovo coach, ruolo che per la partita vs Golden State è stato assegnato a Bernie Bickerstaff; quelli di Jerry Sloan e Mike D’Antoni (vade retro) sono i nomi sulla bocca dei media, oltre a quello suggestivo di Phil Jackson.

Nella speranza di poter tornare nell’immediato a riassaporare il dolce sapore della vittoria, l’augurio e il suggerimento a Mike Brown è quello di proseguire la sua esistenza cercando di massimizzare le proprie capacità in altri ambiti: il sorriso costante, le espressioni curiose e la parlata da piacione sono qualità che non tutti posseggono.
Per fare l’head dei Lakers, purtroppo, non sono sufficienti..

 

p.t.
@snakepit


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