L.A. DREAM #9
RE KOBE e I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA
Ed eccoci ancora qua, a fantasticare sui Lakers, sul THREEPEAT e sulla leggenda di Kobe Bryant...
Questa estate però il mercato estivo Nba e dei Lakers ha un sapore diverso e la sorte ci ha messo per l'ennesima volta lo zampino. Non si era mai assistito ad un patto del genere, che ALL STAR del calibro di James, Wade e Bosh stringessero un accordo segreto tra di loro per sconfiggere il numero 24 giallo-viola; è diventata di fatto una dichiarazione di resa nei confronti di Kobe Bryant: il prescelto, il vero RE è lui.
THE DECISION ha però sfaccettature diverse: se per Wade (che ha già un titolo in tasca) la scelta è meno eclatante visto che è rimasto nella SUA squadra e quella di Bosh è la logica conseguenza di un giocatore che capisce si non poter vincere rimanendo da solo, la scelta di LBJ, con tanto di diretta televisiva, si è trasformata in una buffonata e le critiche per la sua decisione sono arrivate da ogni latitudine degli Stati Uniti d'America, tanto da scomodare SUA MAESTA', HIS AIRNESS: Michael Jeffrey Jordan...
Essere il prescelto, il numero 1 ha un significato ben preciso ed è la prima volta che un campione di tale calibro (stiamo parlando del numero 2 del globo) segue altre stelle per provare a battere l'altra stella dichiarata della Lega...
Le dichiarazioni di Jordan sono state alquanto sibilline ma è inutile nasconderlo, sono la cruda verità :"Io non mi sarei mai neanche lontanamente sognato di telefonare a Larry Bird e Magic Johnson e dire loro: hey, che ne dite di metterci insieme e giocare in una sola squadra?" e poi ha continuato calcando la mano dicendo una verità assoluta "Io però in tutta onestà ero troppo impegnato a cercare di battere Larry e Magic per pensare di giocare con loro”. Ed è proprio qui il punto: se sei il numero 1, giochi per battere chi mette in pericolo il tuo trono e non ti sogneresti mai di allearti con uno o due di loro...
La forza e la durezza mentale di Bryant unita al pensiero comune di qualsiasi giocatore Nba sul fatto che il numero 1 incontrastato della Nba sia il 24 giallo-viola ha letteralmente fatto esplodere un caccia al suo trono ed ora la sfida a è stata lanciata.
Mi immagino la faccia di Bryant quando ha appreso la notizia: probabilmente un misto di soddisfazione per la pubblica ammissione di inferiorità dei TRE AMIGOS e al tempo stesso l'inizio per il nostro capitano dell'ennesima sfida, dell'ennesimo traguardo da raggiungere e superare. Ora avrà contro 3 super giocatori, 3 fenomeni ma se lui e la sua cavalleria dovessero riuscire nell'impresa che posto avrebbe Kobe Bryant nell'Olimpo degli Dei? Potrebbe stare al fianco di sua Maestà?
La forza di 3 indiscusse ALL STAR, unita a tanti altri ottimi singoli basterà contro l'organizzazione, il roster, il talento e l'esperienza di un gruppo guidato da Jackson e dal numero 1 al mondo? Non lo sapremo fino a giugno ma è sicuro che i gialloviola si faranno trovare pronti alla battaglia.
E' da qui che Mitch e soci hanno cominciato ha costruire i Lakers 2010-11: con estrema intelligenza e pazienza hanno inserito ogni tassello per essere pronti all'impatto con gli HEAT spendendo quello che potevano visto che il tetto ingaggi era già decisamente alto.
Dal Draft sono arrivati Devin Ebanks da West Virginia (da molti pronosticato una steal del Draft 2010) dipinto da alcuni come il nuovo Ariza e Derrick Caracter una sorta di Boozer 2.0 che se da molti era pronosticato per l'Europa, sicuramente in Summer League ha fatto vedere cose per le quali vale la pena investire per almeno una o due stagioni prima impacchettarlo eventualmente per il vecchio continente.
Dopo questi due colpi minori i Lakers si sono concentrati sui punti deboli che dovevano essere rinforzati: un playmaker che desse un cambio a Fisher e che aggiungesse qualità tecniche superiori al venerabile Derek ma che al tempo stesso fosse adattabile al sistema di coach Zen: chi poteva rispondere a questo identikit? Per il budget dei Lakers c'erano al massimo 2-3 giocatori con quelle caratteristiche ed uno era sicuramente Steve Blake, giocatore fatto e finito per questo sistema.
Dopo aver messo a segno il primo colpo, lasciando tra l'altro andare il pari ruolo Jordan Farmar ai Nets, Mitch doveva aumentare la pericolosità della propria panchina nel reparto shooting guard-small forward e ha aspettato con calma il suo momento, che Barnes fosse un oggetto dei desideri lo si sapeva da tempo, che fosse raggiungibile no. Prima c'è stato un tentativo per l'antico nemico Bell, ritenuto un obiettivo più facile da raggiungere, poi, grazie anche a qualche intoppo in alcune trattative è arrivato il momento dell'ex UCLA: Matt Barnes. I Lakers sono rimasti in attesa come un predatore che aspetta la sua preda, falliti i tentativi di Toronto e di Cleveland di ingaggiare l'ex Magic è arrivato il turno dei giallo-viola e a quel punto chiunque avrebbe fatto fatica a rifiutare i Los Angeles Lakers, indipendentemente da soldi che gli venivano offerti e alla fine anche l'ex nemico di Kobe ha dovuto piegarsi al RE.
In contemporanea inoltre il front office dei Lakers metteva a segno un colpo minore, quello del quarto lungo, Theo Ratliff che alla veneranda età di 37 anni dovrà dare un po' di intimidazione e difesa nel ruolo di 5 lasciando contemporaneamente (e se ve ne fosse necessità) un po' di minuti nello spot di 4 al rookie che tanto ha ben impressionato in summer league, ovvero Derrick Caracter.
Ora, i Lakers, sono pronti a inserire l'ultimo tassello, ben consci che per battere gli Heat e per far entrare KB24 nella leggenda bisogna stare attenti ad ogni dettaglio. L'ultimo posto sguarnito nel roster, ovvero lo spot di riserva di Bryant, lo scorso anno rivestito principalmente da Shannon Brown e saltuariamente da Sasha Vujacic. Non fidandosi di THE MACHINE è ovvio che la riconferma dello SPIRITATO metterebbe al riparo LA da qualsiasi problema sia nello spot di 2 che di 1.
La formazione appare onestamente costruita al meglio, i punti deboli sembrano non esserci, più profondità e qualità nel ruolo di play, guardia e ala piccola danno ai Lakers un roster con pochi eguali. Ora Kobe e i suoi fidi compagni sono pronti all'ennesima sfida, sarà dura, durissima ma non si potrà mai dire che i Lakers non si siano fatti trovare pronti alla sfida.
Mitch ha messo nelle mani di Jackson un squadra di livello decisamente superiore all'ultimo anno e questo è avvenuto perchè per vincere nuovamente questa volta ci vorrà una impresa ancor più GRANDE della magnifica cavalcata del titolo 2010 e soprattutto bisognerà far capire a Lebron James che non basta sommare talenti individuali per farne la squadra migliore. Solo un uomo può accettare e vincere questa sfida: KOBE BRYANT.
Ora non ci resta che aspetta il traning camp e l'inizio della regular season per vedere se questa sfida sarà alla portata dei Los Angeles Lakers.
Di sicuro sappiamo che quel tatuaggio sulla schiena di LBJ dovrà presto essere rimosso...con immenso dolore suo e immensa soddisfazione di Kobe.
By Magic
Match Recaps


