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	<title>Lakersland</title>
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		<title>L.A. Lakers vs Portland Trail Blazers W 103-92 (19-13)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 06:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lakeshow</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima partita di un 3-game stint infernale (e la 32esima fatica di questa unica stagione) arriva in un clima non certo idilliaco per i nostri colori: abbiamo arrestato la nostra striscia di vittorie a Phoenix senza nemmeno presentarci sul campo, ed a seguito dei vari trade rumors su Pau Gasol è arrivata puntuale la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1787" href="http://www.lakersland.it/recaps/l-a-lakers-vs-portland-trail-blazers-w-103-92-19-12/attachment/portland-trail-blazers-v-los-angeles-lakers"><img class="alignnone size-full wp-image-1787" title="Portland Trail Blazers v Los Angeles Lakers" src="http://www.lakersland.it/wp-content/uploads/2012/02/vs-blazers.jpg" alt="" width="660" height="547" /></a></p>
<p>La prima partita di un 3-game stint infernale (e la 32esima fatica di questa unica stagione) arriva in un clima non certo idilliaco per i nostri colori: abbiamo arrestato la nostra striscia di vittorie a Phoenix senza nemmeno presentarci sul campo, ed a seguito dei vari trade rumors su Pau Gasol è arrivata puntuale la sfuriata del black Mamba, il quale ha esortato la società &#8211; o i resti di essa &#8211; a far tacere per sempre ogni dubbio prendendo una decisione precisa sul fatto.</p>
<p>Avversari della serata i Blazers, che nonostante la loro proverbiale infermeria affollata &#8211; con il tristemente famoso ritiro forzato di Roy e l&#8217;immancabile infortunio a Oden &#8211; recuperano in extremis Aldridge dopo un&#8217;assenza di appena due partite.</p>
<p>Nonostante ciò, però, anche questa stagione hanno dimostrato di potersi candidare per l&#8217;infausto titolo di <em>eterna incompiuta </em>2012, un titolo appartenuto anche a loro illustri predecessori (90-92 e 2000) soprattutto per la loro schizofrenia in trasferta, dove sono completamente un&#8217;altra squadra (5-10).</p>
<p>Il loro mal di trasferta si palesa subito: dopo un nostro inizio con le polveri bagnate, iniziamo a martellare per bene da sotto con Gasol e Bynum &#8211; cosa che inspiegabilmente non riusciamo a fare mai con continuità &#8211; sfruttando gli enormi mismatch di altezza e tonnellaggio che ci offrono i nostri avversari. La strategia paga eccome, e difendendo con ordine mentre in attacco si aprono le possibilità per l&#8217;<em>outside game </em>e per i rimbalzi offensivi (che a fine primo tempo saranno 11), concepiamo due squassanti parziali da 10-0 e da 13-0 che aprono in due la partita.</p>
<p>A fine primo quarto inizia ad operare come un chirurgo anche Kobe Bryant, che contrariamente a quanto si è visto ieri si prende i tiri che gli concede la difesa, non forza più del dovuto e ha un mindset decisamente altruista, nonostante i soli 2 assist.</p>
<p>Il secondo quarto ha un solo protagonista, e non è quello che ci si aspetta: Steve Blake, l&#8217;uomo che con Fisher forma il duo di PG forse peggiore dell&#8217;NBA, approfitta della difesa dei Blazers che è flottata sui lunghi e grazie a un buon <em>ball movement</em> di squadra scrive 14 nel solo secondo quarto con 4-4 da tre. Solo la parziale reazione dei fin lì irriconoscibili Blazers gli impedisce il tracollo totale: all&#8217;intervallo lo Jumbotron dello Staples segna un nettissimo 52-30, con un +14 nei rimbalzi (33-19) e un +5 negli assist (14-9).</p>
<p>Al ritorno in sala operatoria il chirurgo vuole terminare l&#8217;operazione in fretta, e in 2:40 raggiunge il ventello di routine, facendo sprofondare il paziente in coma farmacologico sul +26. Ed è lì che si rivedono i Lakers che non vorremmo mai vedere: porosi in difesa, casuali in attacco, con tante palle perse e soprattutto carenti sul perimetro, dove concedono 6 triple su 8 tentativi nel solo terzo quarto, oltre a 36 sanguinosi punti (segnandone 28). La partita è ancora, incredibilmente, aperta.</p>
<p>Il 4° quarto si trascina quasi stancamente per almeno 8 minuti, dove gli uomini dell&#8217;Oregon arriveranno fino al -10, ma non si spingeranno oltre, respinti da Bynum (19 rimbalzi) e Kobe, che chiuderà con 28 punti e il 50% al tiro in una vittoria tutto sommato non difficile. Trail Blazers, per l&#8217;ennesima volta, <em>all sizzle and no steak, </em>tutto fumo e niente arrosto.</p>
<p>Abbiamo trovato la risposta ad alcuni dei nostri interrogativi, ma restano alcune ombre, le quali difficilmente se ne andranno nelle due trasferte micidiali che ci aspettano (@ Oklahoma City, @ Dallas). La sensazione è che se si potrà migliorare in sede di mercato lo si farà, perchè è palese che ci manca qualcosa, ma non manca poi così tanto per arrivare alla vetta&#8230;.il dilemma è provarci con o senza Pau Gasol. Ai posteri l&#8217;ardua sentenza.</p>
<p><span style="color: #3366ff;">l.s.</span></p>
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		<title>Los Angeles Lakers Vs Phoenix Suns 111-99 W(18-12)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 06:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kobe N1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[Los Angeles Lakers e Phoenix Suns si ritrovano contro per la seconda volta stagionale per una delle classiche della Pacific Division. L&#8217;inizio della partita è molto equilibrato,le difese sono allegrotte e il punteggio resta ancorato sulla parità.Il primo parziale importante lo piazzano gli ospiti che con Nash e un grande Gortat riescon ad andare sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://l.yimg.com/j/assets/p/sp/ap/8d/fullj.0d0f559e5326bb7846812d8924b99eb7/ap-201202172253823825150.jpg" alt="" width="440" height="327" /></p>
<p>Los Angeles Lakers e Phoenix Suns si ritrovano contro per la seconda volta stagionale per una delle classiche della Pacific Division.<br />
L&#8217;inizio della partita è molto equilibrato,le difese sono allegrotte e il punteggio resta ancorato sulla parità.Il primo parziale importante lo piazzano gli ospiti che con Nash e un grande Gortat riescon ad andare sul +7,i Lakers però tengono botta e grazie a 7 punti di Kobe e 6 di Bynum riescono ad andare sul primo riposo sotto di 4 sul 25-21.<br />
Il secondo quarto vede i gialloviola che tornano subito al pareggio grazie a Bynum e un ottimo Barnes;la partita torna sui binari dell&#8217;equilibrio ma i padroni di casa giocano bene e quando i tiri entrano arriva anche il parziale:2 triple consecutive firmate Murphy e Blake valgono un 11-0 che porta addirittura i lacustri in vantaggio di 10 punti.I Suns però non mollano e rispondono con Gortat e una tripla di Hill li riporta in parità con 2 minuti da giocare prima che la premiata ditta Kobe-Fish chiuda il tempo sul 57-48 per LA.<br />
Inizia la ripresa e i padroni di casa creano il solco grazie ad uno splendido Kobe Bryant:il 24 ne mette 13 in fila(saranno 18 solo nel terzo)e ben aiutato da un molto positivo Barnes porta la squadra angelina sul +20 con 3 minuti da giocare.I Suns fanno quello che possono per arginare il dominio del Mamba e solo l&#8217;ex Shannon Brown prova a fermare l&#8217;emorragia mettendo anche una tripla sulla sirena che chiude il quarto sull&#8217;87-73.<br />
Nell&#8217;ultimo periodo i Lakers controllano inizialmente bene il vantaggio ma Shannon non ci sta e una sua schiacciatona fa saltare tutti gli allarmi dello Staples e vale il -5 quando sul cronometro ci sono ancora 4 minuti da giocare.Coach Brown allora decide che è venuto il momento di rispolverare Kobe e ovviamente il 24 non tradisce e immediatamente con l&#8217;aiuto di un jumper di Fisher piazza un 6-0 che chiude definitivamente la partita.L&#8217;ultimo minuto è di sofferenza per il pubblico dello Staples soltanto per i tacos ma i gialloviola difendicchiano bene e rendono contenti i 20.000 giunti al palazzo.</p>
<p>Kobe chiude a quota 36,molto bene Barnes a quota 17,doppie doppie per le nostre due torri da 17+14 per Bynum e 10+13 per Gasol.Per i Suns 21+16 per Gortat,11 ma con 17 assist per Nash e 15 per l&#8217;ex Brown.</p>
<p>Per i gialloviola è la terza vittoria consecutiva,l&#8217;idea è che se riusciamo ad avere giorni di riposo tra le partite siamo molto piu&#8217; competitivi e poi con un 24 del genere&#8230;Impossible is Nothing&#8230;</p>
<p>Prossimo appuntamento nella notte tra domenica e lunedi&#8217; ancora contro i Suns ma questa volta sul parquet di Phoenix e non sarà una passeggiata.</p>
<p>LET&#8217;S GO LAKERS!!!!!!!!!!</p>
<p>By <em>Diego KobeN1</em></p>
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		<title>Los Angeles Lakers vs Atlanta Hawks  W 86-78  (17-12)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 06:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[I Lakers tornano a casa dopo il tour che li ha visti impegnati in sei partite in nove giorni e lo fanno per incontrare gli Atlanta Hawks. Allo Staples Center, terra di Music Awards fino ad appena 48 ore fa, i gialloviola entrano in campo sfruttando un game-plane che prevede palla in post, ritmi bassi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><br />
<img class="alignnone" src="http://www4.pictures.zimbio.com/gi/Pau+Gasol+Atlanta+Hawks+v+Los+Angeles+Lakers+uBfBC3M6O1Rl.jpg" alt="" width="123" height="647" /></p>
<p><strong>I Lakers tornano a casa dopo il tour che li ha visti  impegnati  in sei partite in nove giorni e lo fanno per incontrare gli  Atlanta  Hawks.</strong></p>
<p><strong><span id="more-1767"></span><br />
</strong></p>
<p>Allo Staples Center, terra di <em>Music Awards</em> fino ad  appena 48 ore fa, i gialloviola entrano in campo sfruttando un  game-plane che prevede palla in post, ritmi bassi e difesa intensa.  Gasol e Bynum dominano il pitturato e sono autori di 16 punti in due,  mentre Atlanta si affida al buon approccio di Josh Smith, che chiude la  prima frazione a quota 10. Ad ogni modo, il primo periodo è piuttosto  equilibrato, oltre che reso qualitativamente migliore dalle due triple  dell’ex Cadetto Spaziale, Radmanovic: i Lakers guidano 27-24.<br />
Nella prima metà della seconda frazione, i padroni di casa progettano i  primi tentativi di fuga; Bynum continua a mostrarsi infermabile per i  lunghi avversari (ennesima doppia-doppia da 15 punti e 15 rimbalzi alla  fine per lui), così gli spazi si allargano e Murphy può mettere il  wide-open che vale il +8 (38-30). Gli Hawks chiamano time-out e fermare  il gioco funziona; i gialloviola vivono un black-out lungo 6 minuti, che  li porterà ad un digiuno di punti e canestri infinito.<br />
Gli ospiti, guidati dalla transizione e dal solito Smith, impacchettano  l’11-0 di parziale che vale il sorpasso. Ma Metta World Peace, servito  da Kobe a 2 secondi dalla fine del quarto, non sbaglia dall’arco  nonostante le mille esitazioni: 42-41 Lakers dopo il primo tempo.</p>
<p>Il secondo tempo inizia targato Atlanta Hawks. Gli ospiti partono bene,  giocando un attacco pulito e con spaziature adeguate e Joe Johnson firma  con 4 punti in fila il +5 (44-49), prima del timeout di Mike Brown.  Kobe, sin qui autore di una pessima partita (1/11 dal campo e 4 TOs), si  sveglia e decide che è il momento di girare il match: i Lakers piazzano  un parziale di 15-2 che cambia il volto alla partita, nel quale Bryant è  decisivo con 8 punti e dove Goudelock prende il proscenio con una bella  tripla. I gialloviola sfruttano la propria egregia difesa, tengono ad  un mediocre 4/26 dal campo gli Hawks dopo l’intervallo e terminano sopra  59-51 la terza frazione.<br />
Il quarto ed ultimo periodo, si apre ancora nel nome di Goudelock: è il  rookie rivelazione dell’anno a portare da solo i suoi sul +13 (66-53)  per gli uomini di Brown, con 10 minuti da giocare al termine del match.  Da qui in poi, i Lakers riescono a gestire bene il vantaggio, sfruttando  una 2nd unit in serata di grazia (Blake con 5 assist, 5 punti e un solo  TO, Barnes con un gran lavoro in difesa e in transizione) e al rientro  dei titolari è puro garbage-time. Una tripla di Pau Gasol a quattro  minuti dal termine chiude definitivamente l’incontro.</p>
<p>I Lakers tornano allo Staples Center e lo fanno da vincenti, 86-78.<br />
<em>Next stop</em>: Phoenix Suns, la notte tra venerdì e sabato.</p>
<p><em>D.M.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Los Angeles Lakers @ Toronto Raptors   94-92  (16-12)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 21:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tony Brando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo pensato per un attimo di scrivere, per quella che è stata una partita surreale, un recap surreale, nel senso proprio del manifesto del Surrealismo, lasciando quindi andare parole in libertà direttamente dall’inconscio, senza filtrarle dalla ragione. Ma mi sono accorto che probabilmente avrebbero bannato Lakersland a vita da ogni angolo della rete. Se questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1763" href="http://www.lakersland.it/recaps/los-angeles-lakers-toronto-raptors-94-92-16-12/attachment/kobetor1"><img class="alignnone size-full wp-image-1763" title="kobetor1" src="http://www.lakersland.it/wp-content/uploads/2012/02/kobetor1.png" alt="" width="600" height="488" /></a></p>
<p>Avevo pensato per un attimo di scrivere, per quella che è stata una partita surreale, un recap surreale, nel senso proprio del manifesto del Surrealismo, lasciando quindi andare parole in libertà direttamente dall’inconscio, senza filtrarle dalla ragione. Ma mi sono accorto che probabilmente avrebbero bannato Lakersland a vita da ogni angolo della rete.</p>
<p><span id="more-1757"></span></p>
<p>Se questa partita fosse arrivata un anno fa, avrei trovato qualcosa di positivo a prescindere da quello che si sarebbe visto in campo: “eh, tesoro sai…ci sono i Lakers, devo fare il recap, questa domenica sera resto a casa”; ma ora che il problema non c’è più (del resto se sei ridotto a trovarti le scuse per non uscire…) mi chiedo, ci chiediamo, vi chiediamo cosa c’è di buono stasera? Nulla, è del tutto evidente, anche se un amante della pallacanestro non può comunque non restare meravigliato di fronte agli ultimi due minuti di Kobe Bryant. Con i Lakers sotto 84-88, il Mamba è uscito dalla teca per mordere a ripetizione: tripla, rubata, assist e, dopo l’ennesimo canestro di Calderon, tiro della vittoria a 4 secondi dalla fine, il tutto mentre sul forum imperversavano i video del prode Germano Mosconi. La partita si è chiusa lì, perché è giusto ricordare che rischiavamo di perdere, anzi avevamo perso, contro una squadra che non è neanche a conoscenza della possibilità di chiamare time out quando non si riesce a rimettere il pallone, riconsegnando così il possesso e la vittoria ai ragazzi dell’intrepido Brown.</p>
<p>Già, Mike Brown. Che bella gestione di gara per questo coach così preparato, che ha più assistenti che giocatori perché non sa minimamente cosa mandare in campo, un uomo che ai tifosi interisti dei Lakers fa sembrare bello avere Claudio Ranieri sulla panchina della loro squadra del cuore nerazzurra. Non facciamogliene una colpa, è limitato si sa. Però a vedere la partita siamo capaci tutti, si presume anche lui, quindi. Allora per quale motivo una volta che sceglie di tenere Fisher fuori il più tempo possibile nel secondo tempo, ridicolizzato da Calderon, insiste con Blake che invece dallo spagnolo si è fatto umiliare come un toro drogato da un torero? Forse per quello che il ragazzotto da Maryland dà in attacco. O forse no, visto che spadella, gioca con una paura fottuta che da un momento all’altro Bryant possa rivolgergli la parola, perde palloni imbarazzanti e mette fuori ritmo anche gli arbitri. Brutto andare con Goudelock che è l’unico che dimostra quantomeno di non farsela sotto?</p>
<p>Fermiamoci a riflettere, deve essere un recap, non lo sfogo di un tifoso. Il signor Brown non c’ha capito un’emerita mazza neanche con i lunghi, ma oggi certo non è tanto colpa sua. Ne ha due forti, un fantasma e uno scarso che almeno salta, corre e picchia. Ora, dal momento che i due forti giocano come il fantasma, riuscendo a resuscitare (a proposito di morti) Aaron Gray e, udite udite, Jamaal Magloire che pensavamo si fosse ritirato nel 2008, dai quali si fanno mangiare in testa, non è il caso di provare a dare almeno qualche minuto a McRoberts? Si, siamo ridotti a questo, perché di Murphy cosa dovremmo dire? La parabola del tiro di quest’uomo si fa via via più piatta man mano che lo scarto tra le due squadre è sotto la doppia cifra. Si spiega così perché ad Indiana tirava bene da fuori, erano tutti garbage time.</p>
<p>Basta fare i tifosi, analizziamo quanto successo in campo. C’è poco da analizzare: abbiamo giocato un primo quarto quantomeno da concentrati e abbiamo subito pensato di essere tornati quelli del back to back, smettendo di giocare. Toronto è tornata in partita in un nanosecondo, neanche a dirlo, grazie alle scintillanti prove già sopra elencate. Gli unici ad avere una faccia da giocatori di basket, con voglia di competere e non da bimbi smarriti, sono Kobe e Goude; pure Messina con quella faccina da professore sembra quel cinese venuto in erasmus qualche anno fa che se ne tornò a casa con un anello.</p>
<p>Qualcosa va fatta, subito. Qualcosa va detta, adesso. Ma la realtà è che qui c’è poco da fare: se aspettiamo altre due settimane per Gasol e Bynum alla pari non ci danno nemmeno Crosariol e Giachetti, altro che Deron ed Howard. Non ho voglia nemmeno di vedere contro chi è la prossima, cercatevela da voi. La partita mi ha provocato un tale disgusto che mi è venuta voglia di vedermi la Virtus a Varese, appena registrata, a proposito di Crosariol.</p>
<p>Ah, è finita 94-92.</p>
<p>Il vincitore del: metti anche tu un career high contro i Lakers, meglio se contro Fisher, è ovviamente Jose Calderon, autore di 30 freschi punti con 13/18 dal campo. Tutti dedicati al Papero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sentiamo presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Los Angeles Lakers @ New York Knicks 85-92 L(15-12)</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 04:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kobe N1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Madison Square Garden di New York va di scena il secondo e ultimo Knicks-Lakers stagionale. Entrambe le squadre arrivano alla partita in buone condizioni;i gialloviola reduci dalla vittoria in overtime a Boston mentre New York,pur priva di Carmelo Anthony e Amare Stoudamire,in striscia da 3 vittorie consecutive. L&#8217;inizio è con le mani fredde da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://l.yimg.com/j/assets/p/sp/getty/08/fullj.cdc977d2f47e28a546f080a5cf512deb/cdc977d2f47e28a546f080a5cf512deb-getty-138700698.jpg" alt="" width="581" height="800" /></p>
<p>Al Madison Square Garden di New York va di scena il secondo e ultimo Knicks-Lakers stagionale.</p>
<p><span id="more-1752"></span><br />
Entrambe le squadre arrivano alla partita in buone condizioni;i gialloviola reduci dalla vittoria in overtime a Boston mentre New York,pur priva di Carmelo Anthony e Amare Stoudamire,in striscia da 3 vittorie consecutive.<br />
L&#8217;inizio è con le mani fredde da entrambe le parti e dopo 2 minuti si è ancora sullo 0-0 ma appena le acque si iniziano a muovere NY piazza subito un 13-4 firmato dalla coppia Lin-Chandler che obbliga coach Brown al time-out.Al rientro i Lakers non si sbloccano e i Knicks volano sul +11 prima che un paio di fiammate di Barnes chiudano il quarto sul 22-15 per i padroni di casa.<br />
Il secondo quarto parte sulla stessa riga del primo e NY dopo 3 minuto scappa via sul +14.Una tripla di Goudelock riporta i gialloviola sotto la doppia cifra di svantaggio ma Lin è infermabile da tutti quelli che provano a marcarlo(povero Fish&#8230;)e rilancia in orbita i padroni di casa.Gasol e un paio di giocate di Barnes portano i Lakers sul -8 all&#8217;intervallo ma la sensazione è che NY meriti qualche punto in piu&#8217; di vantaggio.<br />
L&#8217;inizio terzo quarto è bruttissimo e nervoso,NY tiene e va sul +12 prima che si accenda il signor Kobe Bryant(1/11 fino a questo momento);Kobe piazza due canestri di fila e un bomba di Blake vale addirittura il -4 con 4 minuti da giocare.Lin però non si riesce a tenere e solo con 8 punti consecutivi finali del mamba,i gialloviola si tengono in partita chiudono sotto di 6 punti il terzo periodo sul 66-60.<br />
L&#8217;inizio del quarto quarto ospite è di marca Lakers:4 punti di Kobe e la tripla di Kapono valgono il -3 e costringono D&#8217;Antoni al time-out dopo 3 minuti di gioco.Al rientro NY piazza un 6-0 spacca gambe in un minuto firmato Lin-Shumpert che rimette nelle mani dei Knicks l&#8217;inerzia del match.Kobe ci prova in tutti i modi ma un AND1 di Shumpert e una bomba del solito caldissimo Lin fanno toccare a quelli della grande mela il +13 con 5 minuti sul cronometro.La partita virtualmente finisce qui,l&#8217;orgoglio da campione di Kobe riporta i Lakers sul -6 con 2 da giocare ma il 24 non è molto aiutato dai compagni(Bynum in primis)e deve alzare bandiera bianca alla vittoria meritata dei padroni di casa.</p>
<p>Kobe chiude a quota 34 mentre dall&#8217;altra parte Jeremy Lin ne mette 38 in un Madison tutto ai suoi piedi.</p>
<p>I Lakers,chiamati ad un pò di continuità dopo la sofferta vittoria di Boston,deludono ancora;probabilmente scarichi sia fisicamente che psicologicamente.<br />
Resta indubbio comunque che qualcosa c&#8217;è da cambiare per tornare ad essere competitivi ai massimi livelli.<br />
Aspettiamo e speriamo,ormai alla data di fine mercato manca solo un mese e quindi la resa dei conti si avvicina.</p>
<p>LET&#8217;S GO LAKERS!!!!!!!!!!!!</p>
<p>By <em>Diego KobeN1</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Los Angeles Lakers @ Boston Celtics W 88-87 (OT) (15-11)</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 04:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gandalf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[I Lakers tornano a vincere in trasferta battendo al termine di una gara sofferta (e non particolarmente bella) gli odiati rivali dei Celtics.  Decisiva la stoppata di Gasol su Allen all&#8217;ultimo secondo dell&#8217;overtime. &#160; I Lakers iniziano piuttosto bene in attacco, Kobe dialoga con i due lunghi dando vita ad una notevole fluidità offensiva, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://l.yimg.com/j/assets/p/sp/ap/b9/fullj.37a497fefc5a7b18267cab4daa981b23/ap-201202092022733544794.jpg" alt="" width="440" height="414" /></p>
<p><strong> I Lakers tornano a vincere in trasferta battendo al termine di una gara sofferta (e non particolarmente bella) gli odiati rivali dei Celtics.  Decisiva la stoppata di Gasol su Allen all&#8217;ultimo secondo dell&#8217;overtime. </strong></p>
<p><span id="more-1739"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Lakers iniziano piuttosto bene in attacco, Kobe dialoga con i due lunghi dando vita ad una notevole fluidità offensiva, ma decide di affrontare il primo quarto in maniera ecumenica, rinunciando al tiro per 9 minuti. Mentre Boston inanella una serie di canestri consecutivi e fa registrare il primo piccolo parziale della serata, nelle linee gialloviola c&#8217;è l&#8217;occasione per dare il bentornato a Steve Blake, che ri-esordisce per qualche possesso in un inedito quintetto con lui, Fisher e Bryant insieme in campo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Boston ha evidentemente deciso di spendere il gettone in difesa, la qualità dei closeout e delle rotazioni è superiore rispetto alla classica partita di RS (sopratutto ad una di questa RS) ed è dunque ora per Bryant di rinunciare al suo ecumenismo e iniziare a menare le danze nel sempre interessante matchup con Pietrus che, pungolato sul vivo, risponde con due triple da par suo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando il 24 va a sedersi in panchina per il consueto riposo di inizio secondo quarto la sensazione è che il nostro attacco inizi a boccheggiare (Bynum in particolare, seppur positivo in difesa, appare in difficoltà con la palla in mano), la % di buoni tiri cala rapidamente e si teme un parziale biancoverde. Volendo però utilizzare una terminologia matematica, l&#8217;assenza di Kobe sta ai Lakers come l&#8217;assenza di Rondo sta ai Celtics. I padroni di casa vanno a loro volta in crisi offensiva, con il risultato che i primi minuti della seconda frazione di gioco risultano essere uno spettacolo poco edificante per le migliaia di spettatori che gremiscono le tribune del TD Garden. Due schiacciate consecutive di Garnett da una parte e Gasol dall&#8217;altra suonano come una sorta di gong che risveglia le due squadre e riporta i ritmi su quelli dei primi 12 minuti, grazie anche al ritorno sul parquet dei titolari. Un paio di giocate di Rondo potrebbero dare il la per un parziale Celtics a chiudere il primo tempo, ma prima Gasol poi Bynum (con un rocambolesco and 1 sulla sirena) riescono in situazioni difficili a segnare 5 punti che riavvicinano le due squadre sul 45-47.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il terzo quarto riprende da dove era finito il secondo: le difese dominano sugli attacchi, con la differenza che mentre i Celtics prendono buoni tiri e li sbagliano, i Lakers fanno una grande fatica a ottenere tiri ad alta percentuale e danno l&#8217;impressione di restare in partita più per giocate occasionali e mancanza di cinismo degli avversari che per meriti propri. Se da un lato questa constatazione può risultare deprimente, dall&#8217;altro bisogna riconoscere che giocando così restare in partita sul campo di Boston è un affarone. E così, quando Kobe e Pau accendono e iniziano a tirar fuori una perla dopo l&#8217;altra, i Celtics sono frastornati e accusano il colpo. Parziale 14-4 propiziato quasi esclusivamente da iniziative personali delle due punte di diamante gialloviola e risultato finale del terzo quarto che recita 67-64 L.A..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il timore che l&#8217;ingresso della second unit possa rovinare il momentum è palpabile, anche visto e considerato che Bynum,unico titolare in campo, non è in serata e che Goudelock soffre il suo ritorno a nono/decimo uomo di rotazione. Il timore però risulta infondato e la partita viene riconsegnata ai titolari in assoluta parità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un assiduo tifoso Lakers a questo punto sa già cosa aspettarsi. L&#8217;attacco diventa una semplice serie di passaggi finchè la palla arriva a Kobe e da lì si spera possano arrivare punti e assist. Poco importa che Gasol abbia giocato un clamoroso terzo quarto in attacco, perchè in un modo o nell&#8217;altro ogni tifoso sa che palla in post non ne vedrà mezza e potrà produrre solo tirando sugli scarichi. Ciò che magari il tifoso assiduo si aspetta un po&#8217; meno è vedere Blake in campo al posto di Fisher negli ultimi minuti: doveroso da parte di Brown panchinare il Venerabile Maestro in una delle sue peggiori perfomances stagionali.</p>
<p>Cronaca dell&#8217;ultimo minuto: Ray Allen in uscita dal timeout segna una tripla sinfonica, World Peace risponde dall&#8217;altra parte ammazzando la proverbiale zanzara sul tabellone, ma Pierce sbaglia il tiro del +4 e lascia a Pau Gasol la possibilità di pareggiare la partita con un tap-in a conclusione dell&#8217;ennesimo terribile attacco. La preghiera di Pietrus allo scadere non viene accolta, è overtime.</p>
<p>Lo spettacolo, nonostante l&#8217;equilibrio nel punteggio, non riesce proprio a decollare. Boston spadella tutto lo spadellabile, LA inanella un attacco farraginoso dopo l&#8217;altro; come dicevamo in precedenza, le difese dominano sugli attacchi. I lakers vanno a +4, Pierce li raggiunge con 5 punti di fila, Bynum spezza il parziale correggendo a rimbalzo l&#8217;errore del compagno (guadagnando il bacio sulla fronte da coach Brown durante il timeout!).  A degno corollario della partita, nell&#8217;ultimo minuto fioccano gli errori al tiro: due di Kobe da una parte, uno di Garnett (da 3) dall&#8217;altra. E così si arriva all&#8217;ultimo possesso per i Celtics: palla a Pierce che tira forzando contro l&#8217;egregia difesa di World Peace, sbaglia, ma Allen è incredibilmente solo a rimbalzo. Un monumentale Gasol però gli chiude la strada, lo stoppa al volo e mette i titoli di coda. 88-87 Lakers.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>g.m.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Los Angeles Lakers @ Philadelphia 76ers 90-95 L (14-11)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enum</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[Terzo match del Grammy Road Trip per i Los Angeles Lakers, che stanotte si trovano di fronte ai Philadelphia 76ers, squadra giovane e baldanzosa che sta mettendo a ferro e fuoco la Eastern Conference. I precedenti degli scorsi anni sono favorevoli ai colori gialloviola: 4 vittorie per i Lakers negli ultimi 4 match giocati contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src=" http://dl.dropbox.com/u/2021960/Bryant%20Fisher.JPG" alt="" width="670" height="377" /></p>
<p><strong>Terzo match del Grammy Road Trip per i Los Angeles Lakers, che stanotte si trovano di fronte ai Philadelphia 76ers, squadra giovane e baldanzosa che sta mettendo a ferro e fuoco la Eastern Conference.<br />
I precedenti degli scorsi anni sono favorevoli ai colori gialloviola: 4 vittorie per i Lakers negli ultimi 4 match giocati contro i Sixers, nonché 4 vittorie per i Lakers nelle ultime 4 partite giocate a Philadelphia.</strong></p>
<p><span id="more-1734"></span></p>
<p>I Lakers iniziano subito forte: parziale di 9-0 nei primi 4 minuti, firmato Kobe &#038; Gasol, col quale cercano subito di scappare; i 76ers però non si fanno sorprendere, e dopo il timeout infilano 6 punti consecutivi che li aiutano a rimanere a contatto. I Lakers sono fin dall’inizio molto attivi a rimbalzo, e anche grazie ai 7 rimbalzi offensivi riescono a terminare il quarto avanti di 3 lunghezze, 24 a 21. Mattatore del quarto? Ovviamente Kobe Bryant: 14 punti portano la sua firma. </p>
<p>Il secondo quarto vede la panchina losangelina in campo insieme ad Andrew Bynum: la circolazione di palla è buona ma i tiri non lo sono altrettanto, e i 76ers ne approfittano per prendere il comando delle operazioni, con un parziale di 10-4 che li porta sul 31-28.<br />
Rientra Kobe in campo, ed è proprio il Mamba, con 8 punti consecutivi, a riportare i Lakers avanti.<br />
Con 5 minuti da giocare nel secondo quarto, Kobe segna il jumper per i suoi punti numero 23 e 24, con i quali supera Shaquille O’Neal nella All Time Scoring List della lega, conquistando così il quinto posto.<br />
Le difese sono poco attente sul perimetro, ed infatti fioccano le triple (5 per squadra a fine primo tempo, tirando col 50% e 46% ); a rimbalzo continua il dominio Lakers, con un Bynum già in doppia cifra nel secondo quarto. A fine quarto, saranno 30 per i losangelini, contro i soli 14 raccolti dai giocatori di Philadelphia.<br />
Il punteggio a fine primo tempo dice 50-46 Lakers; per i lacustri ci sono i 24 di Kobe, 9 di Gasol e 7 di Bynum; per i 76ers, punteggi come al solito ben distribuiti tra starters e panchina: guida Williams con 8 punti ma ci sono altri 5 giocatori con almeno 6 punti.</p>
<p>Terzo quarto che si apre in equilibrio, come era finito il secondo; arrivano i punti di Hawes e Iguodala da una parte, quelli di Bynum e Gasol dall’altra. I Lakers continuano il proprio dominio totale a rimbalzo ma perdono molti palloni, e i 76ers ne approfittano: parziale di 11-2 nei minuti centrali del terzo quarto, e i Lakers si trovano di colpo sotto di 4 punti. Kobe Bryant è fuori partita, prende solo 2 tiri nel terzo quarto (segnandone uno, con un jordanesco reverse layup) e le triple di Goudelock e Murphy servono solo per non far scappare i ragazzi di Philadelphia. A fine terzo quarto, il punteggio dice 70-69 per i 76ers.</p>
<p>Nel quarto quarto Kobe e Drew sono in campo fin da subito, ed il risultato si vede, soprattutto in difesa: Phila non segna dal campo per 5 minuti, e arriva il parziale di 10-2 Lakers. I 76ers si trovano in breve tempo sotto di 5 punti. I lacustri toccano il massimo vantaggio del quarto sull’86-79, con 4 minuti e mezzo da giocare. Da quel momento, nell’attacco dei Lakers tutto si inceppa: Kobe forza diversi tiri, i gialloviola non segnano (se non due liberi di Bynum) per più di 3 minuti, e i Sixers piazzano un parziale di 14-2 firmato Williams, che di fatto chiude la partita.<br />
A Kobe Bryant entra ancora il tiro del -3, con un minuto da giocare, ma i successivi tentativi non trovano la retina. Williams mette ancora due liberi, e saranno questi gli ultimi punti della partita.</p>
<p>Finisce 95-90 per Philadelphia, e i Lakers non riescono a invertire la tendenza che li vede perdenti finora in tutte le partite giocate ad Est.</p>
<p>Kobe Bryant chiude con 28 punti ed una partita alla Dott. Jekill &#038; Mr. Hide; prima metà del match giocata con onnipotenza cestistica, in cui segna 24 punti tirando 8-14 dal campo e 4-6 da 3 punti, seconda metà giocata malamente (4 punti tirando 2-12), non riuscendo mai ad entrare in ritmo.<br />
Bynum, dominatore in entrambe le aree, chiude il match con un ottimo 20+20, e con una gestione dei raddoppi in netto miglioramento (nonostante le 5 perse totali).<br />
Gasol finisce invece con 16 punti e 11 rimbalzi.<br />
Sponda Sixers, Williams guida il gruppo con 24 punti; 13 sono quelli di Holiday, e 12 quelli di Iguodala.</p>
<p>Prossimo match lacustre? Tra 3 giorni, in quel di Boston.<br />
Sperando di vedere un finale diverso da quello di stanotte.</p>
<p>Go LAL!!</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=K-2diCVPFT8">Kobe passes Shaq on All Time Scoring List</a></p>
<p><a href="http://www.nba.com/games/20120206/LALPHI/gameinfo.html?ls=gt2hp0021100357#nbaGIboxscore">Boxscore</a></p>
<p> Enum</p>
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		<item>
		<title>Los Angeles Lakers (14-10) @ Utah Jazz (12-10)  L 87-96</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 04:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la brillante vittoria a Denver la scorsa notte, i Los Angeles Lakers tornano sul parquet per completare il primo back2back di questo febbraio e lo fanno incontrando a Salt Lake City gli Utah Jazz. Il match è interessante e anche i match-up sono degni di considerazione: oltre alla sfida infinita Bryant-Bell, i due reparti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" src="http://blacksportsonline.com/home/wp-content/uploads/2012/01/Kobe-Raja-Bell.jpg" alt="" width="612" height="344" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dopo la brillante vittoria a Denver la scorsa notte,  i Los Angeles Lakers tornano sul parquet per completare il primo  back2back di questo febbraio e lo fanno incontrando a Salt Lake City gli  Utah Jazz.</strong></p>
<p><span id="more-1723"></span></p>
<p>Il match è interessante e anche i match-up sono degni di considerazione:  oltre alla sfida infinita Bryant-Bell, i due reparti lunghi offrono  materiale per un bel confronto.<br />
La partita è gradevole sin da subito. Ritmi sostenuti ma non eccessivi,  attacchi scorrevoli, difese ballerine al punto giusto. Lakers e Jazz si  trovano in sostanziale equilibrio per tutto il primo tempo. I  gialloviola sfruttano le proprie due torri, in particolare Gasol nel  primo quarto e Bynum nel secondo; i padroni di casa si affidano, oltre  che ad un Al Jefferson in palla, anche alla 2nd unit che dà un buon  contributo.<br />
Gli uomini di Mike Brown chiudono sopra di 3 (25-22) il primo periodo,  per poi andare negli spogliatoi con 2 punti di margine (49-47  all&#8217;intervallo).</p>
<p>Il terzo quarto segue sostanzialmente la falsariga del primo tempo.  Calano però un pò i ritmi offensivi, con i due attacchi che producono  poco e male. Gli errori sono innumerevoli, molti anche banali: Raja Bell  non segna sostanzialmente mai (chiuderà con 2-10), mentre i Lakers  oltre al trio Bryant-Gasol-Bynum non trovano dei punti di riferimento  all&#8217;interno del proprio sistema offensivo. Verso la fine del periodo,  Utah si scuote un pò e piazza un parziale di 7-2 con cui mette il muso  avanti (62-65) a 3 minuti dal termine. Ma Matt Barnes, ben trovato da  Kobe, rimette la situazione in una condizione di parità e porta i suoi,  alle porte del quarto decisivo, sul 67 pari.</p>
<p>Il quarto quarto non inizia bene per i Lakers. Spenti, macchinosi,  totalmente imballati, subiscono 4 punti in fila che costringono Mike  Brown a chiamare timeout. Ma il peggio, per i gialloviola, deve ancora  venire. 8:37 da giocare: Pau Gasol, forse anche a causa di un fallo,  perde in maniera pessima un pallone in post medio e i Lakers subiscono  un brutto 2vs0 finalizzato da Favors. Mike Brown diventa un vero e  proprio vulcano e sbraita contro l&#8217;arbitro per il mancato fischio.  Doppio tecnico giusto per una reazione sbagliata e spropositata ed  espulsione per l&#8217;ex coach dei Cavs. Da questo momento in poi, l&#8217;inerzia  cambia totalmente. I Jazz iniziano a vedere una vera e propria vasca da  bagno al posto del canestro e Cj Miles, Jefferson e Watson divengono  grandi protagonisti: sarà l&#8217;ultimo a mettere la tripla del +15 (68-83  Jazz) che chiuderà il devastante parziale di 16-1 con cui Utah porta a  casa l&#8217;incontro.<br />
Kuester, nel ruolo di head coach vista l&#8217;espulsione di Brown, chiama un  altro timeout. Bryant dopo un ottimo primo tempo e un appena discreto  terzo quarto prende il proscenio e mette due triple in fila che  riportano i gialloviola sotto la doppia cifra di svantaggio (74-83 a 6  minuti dal termine). Ma i Lakers, che prima dei 6 punti in fila del  Capitano avevano messo a referto la miseria di un punto in 5 minuti, non  riescono terminare la rimonta. I Jazz, nemmeno quando gli ospiti  tornano sotto di 6, si scompongono e grazie ad un canestro sulla sirena  dei 24 secondi di Jefferson e alla tripla da più di 8 metri di Watson  chiudono la partita.<br />
I Lakers cadono a Salt Lake City, dove i Jazz vincono meritatamente 96-87, sfruttando l&#8217;immatura espulsione di Mike Brown.<br />
Next stop: Philadelphia, la notte tra lunedì e martedì.</p>
<p><em>D.M.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Los Angeles Lakers @ Denver Nuggets W 93 &#8211; 89 (14-9)</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Snakepit</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Terza vittoria di fila per gli uomini di Coach Mike Brown, che inaugurano il consueto Grammy Road Trip con un&#8217;importante vittoria su un parquet sempre ostico. E dire che l&#8217;arrivo non era stato dei più semplici, causa le cattive condizioni meteo; Mitch Kupchak non se l&#8217;era comunque sentita, ad inizio settimana, di chiedere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://l.yimg.com/j/assets/p/sp/getty/6c/fullj.0da11689ece3eebc13f7d0cf30a32400/0da11689ece3eebc13f7d0cf30a32400-getty-138176853.jpg" alt="" width="660" height="437" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Terza vittoria di fila per gli uomini di Coach Mike Brown, che inaugurano il consueto Grammy Road Trip con un&#8217;importante vittoria su un parquet sempre ostico.<br />
E dire che l&#8217;arrivo non era stato dei più semplici, causa le cattive condizioni meteo; Mitch Kupchak non se l&#8217;era comunque sentita, ad inizio settimana, di chiedere il rinvio del match.</p>
<p>Eppure i gialloviola hano cercato di perderla anche stavolta.<br />
Nonostante il match abbia mostrato una buona intensità difensiva, accompagnata in attacco da un ottima lettura dei raddoppi ordinati da George Karl (saranno 9 gli assist di Kobe), i Lakers ancora una volta non hanno saputo prendere le misure ad Al Harrington, il quale ha rischiato di vincerla nell&#8217;ultimo possesso del match.<br />
Un paio di falli tecnici e una brutta palla persa di Gasol hanno spianato la strada al rientro di Denver, trovatasi sul&#8217;89-91 con 28&#8243; alla sirena; nel possesso successivo, un fallo erroneamente non fischiato a Nenè ha consegnato ai Nuggets il match-point., finito poi sul ferro.</p>
<p>Nella sua prima partita da All Star, Bynum festeggia con 22 punti (10/13 dal campo) conditi da 10 rimbalzi.<br />
Kobe, 13 /51 a Denver in questa stagione, chiude a quota 20 punti, distante ora solamente 15 da Shaq nella all-time scoring list.<br />
Continua l&#8217;ottimo momento del rookie che tutti ormai abbiamo imparato ad amare, Andrew Goudelock: per lui quasi 12 di media nelle ultime cinque apparizioni.</p>
<p>I 16 volte campioni del mondo, 3-7 in trasferta, cercheranno ora la terza W di fila lontano dallo Staples stanotte a Salt Lake City.</p>
<p><a href="http://scores.espn.go.com/nba/boxscore?gameId=320203007" target="_blank">Box Score</a></p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/c-J1pqeRTYw?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>p.t.</em></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>L.A. Lakers vs. Charlotte Bobcats W 106-73 (13-9)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 05:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lakeshow</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recaps]]></category>

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		<description><![CDATA[Unica parentesi tra le braccia del pubblico amico nel mezzo di 8 trasferte (con le quali non andiamo molto d&#8217;accordo quest&#8217;anno) e la svolgiamo con una delle nemesi più inspiegabili che abbiano incrociato i colori giallo-viola: le Charlotte Bobcats di Paul Silas, che vantano un record all-time contro di noi di 8w e 6l, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1705" href="http://www.lakersland.it/recaps/l-a-lakers-vs-charlotte-bobcats/attachment/kobe-bryant-boris-diaw"><img class="alignnone size-full wp-image-1705" title="Kobe Bryant,  Boris Diaw" src="http://www.lakersland.it/wp-content/uploads/2012/02/kb-cha.jpg" alt="" width="322" height="512" /></a></p>
<p>Unica parentesi tra le braccia del pubblico amico nel mezzo di 8 trasferte (con le quali non andiamo molto d&#8217;accordo quest&#8217;anno) e la svolgiamo con una delle nemesi più inspiegabili che abbiano incrociato i colori giallo-viola: le Charlotte Bobcats di Paul Silas, che vantano un record all-time contro di noi di 8w e 6l, una percentuale avvicinata solo dalla ex squadra del coach, gli odiati Celtics.</p>
<p>Pronti-via, e il gameplan deraglia immediatamente, anche se con discreti effetti: i primi 8 punti sono del Mamba (3-4, 2-2 da tre) che decide di fare suo il primo quarto e, probabilmente, tutta la partita. Complice la pochezza dei Bobcats (che arrivano a questa partita con un record di 3-18 e con soli 88 punti segnati a partita), Kobe domina in lungo e in largo, firmando 18 punti con 7-12 al tiro contro&#8230;&#8230;18 dei Bobcats, che ce ne concedono 30, una rarità quest&#8217;anno.</p>
<p>La panchina, capitanata da Bynum, riesce a forzare tiri difficili alle linci e a capitalizzare nell&#8217;altra metà campo, ampiando il vantaggio fino al 44-28, con 7 punti di un sempre più convincente Goudelock e un 12+7 del nostro 17. Una timida reazione dei Bobcats non preoccupa poi così tanto, perchè è solo questione di tempo che la premiata ditta Bryant&amp;Gasol (12 punti nel quarto)<em> metta i bambini a letto.</em> All&#8217;intervallo è 60-36, con il tassametro del Mamba a 24 e una sensazione di dominio assoluto mai veramente assaporata quest&#8217;anno.</p>
<p>L&#8217;uomo la cui statua è all&#8217;esterno dello Staples, Chick Hearn, si sarebbe sbilanciato subito con la sua citazione più famosa: <em>Well folks, the game is in the refrigerator, the door&#8217;s closed, the lights are out, the eggs are cooling, the butter is getting hard, and the Jell-O is jigglin&#8217;! </em>Ma l&#8217;uscita dagli spogliatoi è frustrante: il nostro attacco, che tanto bene aveva funzionato nel primo tempo, fatica enormemente ad accendersi, e subiamo un parziale di 20-8 guidato da Henderson (ancora una volta il migliore dei suoi) che dimezza il vantaggio a 12 punti con 15&#8242; da giocare. 5 punti di Barnes e l&#8217;ormai automatico runner di Goudelock limitano i danni e chiudiamo un terzo quarto da dimenticare con 15 lunghezze di vantaggio (73-58).</p>
<p>I nostri avversari arriveranno anche sul -11 all&#8217;inizio del 4° quarto, e un utilizzo prematuro dei titolari sembrava più che auspicabile. Ma, incredibilmente, Kobe e Gasol non vedranno più il campo. I raddoppi costanti su Bynum (che chiuderà con un 20+11 che non rende giustizia alla sua prestazione perfetta) e la scelta di seguire il piccolo sui pick-and-roll fà si che possiamo sparare ben 8 triple consecutive, tutte con la second unit (Murphy 3, Barnes 2, Kapono 2 e Goudelock 1) che chiudono la pratica sul 98-70. Dopo aver raggiunto quota 100 punti solo una volta in 20 partite, ci riusciamo per ben due partite consecutive, preparandoci al meglio per il road trip che ci attende al varco.</p>
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