Scritto il 18 aprile, 2013nella categoria Articoli, Recaps |

mettitele nel culo, James!
Non c’è niente di meglio di un bel recap da scrivere alle 7.30 del mattino, con gli occhi gonfi e la testa che ti scoppia reclamando del sonno. Ma non è neanche male svegliarsi alle 4.15 e finire di vedere i Grizzlies che battono i Jazz, per potersi mettere a vedere i Lakers con leggerezza, senza l’ansia di una gara7.
Una leggerezza forse eccessiva, soprattutto da parte di chi è sceso in campo, fa sì che i gialloviola rincorrano per tutto il primo tempo le scorribande di Harden, con i Rockets che fanno contropiede anche da canestro subito. A far rimanere gli uomini di D’Antoni attaccati al match ci pensa il solito Blake, mentre Nash ci fa sapere che forse torna per gara1, probabilmente per la 2. Contro chi, ancora non si sa.
Il secondo tempo è il classico turbinio di emozioni: Kupchack fa sapere al mondo che il coach ha fatto un grande lavoro ed è confermatissimo per la prossima stagione; i ragazzi allora si gasano e iniziano a difendere più forte, togliendo molte transizioni ai Rockets e aggrappandosi a Howard ispirato più che mai nella metà campo difensiva. In attacco ci si arrangia: Blake fa un po’ di caciara, Gasol gli dà una mano da play aggiunto, Meeks non prende una casa, Howard ha sempre tre uomini davanti e Jamison gioca da tre. Questi cinque giocheranno praticamente tutto il secondo tempo, con il solo Morris (!) a dare minuti di cambio. Insomma tra qualche canestro trovato qua e là, e soprattutto una grande difesa, i Lakers si mettono al comando della partita nell’ultimo periodo, conducendo sempre con pochi punti, ma smettendo totalmente di segnare negli ultimi minuti. I Rockets non fanno molto meglio, ma sculano una tripla di Parsons all’ultimo secondo dopo molteplici rimpalli che manda tutti all’ot. Bryant fa il fenomeno su twitter e ci fa notare che c’era un fallo da spendere, ma non mi pare si sia premurato di commetterlo in gara6 con i Suns nel 2006 quando Tim Thomas (che Dio t’accolga presto) mise la tripla della fine della stagione.
I cinque minuti del supplementare ricalcano gli ultimi tre dei regolamentari: sembra il quindicesimo round di Rocky, pugili stanchissimi che non stanno in piedi e vanno avanti per inerzia. Di canestri dal campo non se ne vedono, vince che riesce a tenere più con la testa e a segnare i liberi. A spuntarla è ancora una volta il cuore di Howard e compagni. Il numero 12 infila una serie di difese ancora più irreali che nell’ultimo quarto, facendo sembrare Harden un bimbo scemo che continua a buttarsi contro il muro; inoltre segna il gancio del +3 dal quale i Lakers prendono il via per la vittoria, ben servito da Gasol al quale, tra tanti errori, va comunque dato atto dell’ennesima tripla doppia (17, 20 e 11 assist). È settimo posto.
Si inizia domenica, a San Antonio, orario ancora da definire. Speriamo che la merda canadese decida di presentarsi e che D’Antoni decida di non far giocare tutti i titolari sopra i 40 minuti.
p.s.
esordio stagionale per G-Lock; un po’, freddino e molto emozionato. Ma non può fare peggio del Meeks visto stanotte.
Scritto il 28 marzo, 2013nella categoria Articoli, Recaps |
Nel guardare la partita comodamente questa mattina, la domanda più frequente era: “ma possibile che non abbia recap a marzo dopo essere tornato dal viaggio?”, dando per scontato che non ne avessi, non ho controllato. Così, dopo aver visto l’ultimo quarto dei Bulls contro gli Heat nella partita più importante della stagione dei Lakers, mi sono messo comodo sul letto con un libro da leggere nelle pause della gara gialloviola.
Oramai tutti l’avranno vista, per questo mi sembra quasi inutile stare a parlare di come sia andata, ma tant’è. Mentre Utah vinceva e i Rockets perdevano, i Lakers sono scesi in campo con una verve degna della prima gara di preseason, i T’Wolves non avevano però certo voglia di andare contro questo ritmo, facendoci quindi assistere a una partita largamente soporifera. Senza Artest, la rotazione di D’Antoni torna immediatamente a otto uomini, sia mai che in nove si possano riposare troppo e perdere quel fantastico ritmo che riusciamo a mettere ogni volta in campo. In una partita dove si cammina, riescono a fare bella figura anche i giocatori che camminano: Gasol chiude infatti a 17 e 9 ed è quello che nel primo tempo si mette più in luce nell’esiguo vantaggio gialloviola, complici anche i problemi di falli di Howard.
Nel secondo tempo i ragazzi in viola scappano via pian piano con le giocate di Bryant e la presenza di Dwightone nostro (25 e 16), avviandosi così a gestire la partita fino agli ultimi possessi in grande tranquillità, contro un avversario che ne ha poco e quel poco neanche lo mette tutto. La partita ha però una svolta inaspettata a 5:41 dalla fine, quando Blake commette il suo sesto fallo: D’Antoni è costretto a dare la squadra in mano al vecchio canadese, e i Lakers patiscono l’assenza della loro guida da Maryland in campo. Minnesota recupera qualche punticino, salvo recuperarne tanti in un minuto di hack-a-dwight selvaggio (Adelman maiale come tutti), con Howard a sbagliare quanti più liberi possibile.
A 1:57 Ridnour si rende protagonista di una giocata che entra immediatemente nella mitologia della Nba: fa fallo su Howard ancora fuori dal campo, non accorgendosi o non sapendo che negli ultimi due minuti non si può. I Lakers hanno due liberi con tiratore a scelta e possesso palla; mandiamo in lunetta il clown da Santa Clara: ovvio ferro al primo libero. Ricordiamo che questo signore c’è venuto da Phoenix per iniziare a sbagliare i liberi decisivi quest’anno. La partita la chiude, sostanzialmente, un tiro in sospensione di Kobe per il 116-111 a un minuto dalla fine, seguono susseguirsi di liberi da una parte e dall’altra, che fanno riavvicinare Minnesota.
A questo punto della replica, mio padre accende il suo pc e inizia a scaricare a manetta, la qualità del mio video scende quindi a 400kbs, intuisco le azioni, ma non abbastanza da capire se Bryant commette fallo su Rubio sulla bomba del possibile pareggio.
Come i giocatori che in trasferta scappano subito negli spogliatoi nelle vittorie punto a punto, chiudo la finestra e scappo via con la parte rosa del referto, senza neanche guardare un replay.
La corsa ai playoff dei Lakers continua, si interromperà però stanotte a Milwaukee.
Buona camicia a tutti!
Scritto il 20 febbraio, 2013nella categoria Articoli |

Il 18 Febbraio 2013 rimarrà una data indelebile nella storia della franchigia e dello sport americano, Los Angeles e i Lakers perdono la sua stella più lucente, colui che ha portato i più grandi giocatori del globo a calcare i parquet del Forum prima e dello Staples poi.
Jerry Buss, Il Dottore come era sempre chiamato, ci ha lasciato in silenzio, ha combattuto 18 mesi contro un male incurabile e per la prima volta nella sua vita ha perso. Un uomo che ha sempre vissuto al massimo, il suo stile era perfetto per Hollywood sembrava nato per Los Angeles.
Scritto il 18 febbraio, 2013nella categoria Articoli |
Una leggenda, la causa di innumerevoli nostre gioie, colui che ci ha permesso di vedere con i nostri colori Magic, Kareem, Worthy, Kobe, Shaq, Gasol, Nash e Howard, ha perso la sua ultima battaglia: quella con i mali della vita.
Ha comprato la franchigia nel 1979 e da allora ci ha portato nell’ordine: 10 titoli, 16 finali, 31 apparizioni di playoff (su 33)…e ha fatto diventare questo ambiente il migliore del mondo, un ambiente onesto, pulito, vincente.
Un grande uomo di successo, un self-made man, un Re Mida della nostra epoca, un uomo che dalla vita non avrebbe potuto più desiderare nulla, ci lascia. Ma quello che ha simbolicamente costruito rimane.
Che lo si voglia o meno si apre una nuova era: avremo una vita per parlarne. Ora c’è il dolore, ma c’è anche quella gratitudine e quel profondissimo rispetto che si concede solo ai grandi uomini.
Buon viaggio, Dr. Buss.
A domani per un approfondimento…
Scritto il 12 novembre, 2012nella categoria Articoli |

Alle ore 23:30 di Domenica 11 Novembre, orario della costa Ovest, Mike D’Antoni è ufficialmente diventato il capo allenatore dei Los Angeles Lakers.
Scritto il 9 novembre, 2012nella categoria Articoli |

L’incubo è finito.
Scritto il 30 ottobre, 2012nella categoria Articoli |

…overtime sofferti, vittorie importanti, partite in back to back, lo spuntino alle 5.30, amici, forum, cappuccino e cornetto post diretta, falli non fischiati, canestri da tre, buzzer beater, la second unit ed i titolari, la cravatta di Saiger, l’intervista a fine primo tempo, il commento di Stu Lantz, le occhiaie della mattina, la sveglia che suona puntuale alle 4.30 del mattino, gli highlights,League Pass, l’home page di nba.com e twitter, aneddoti, ricordi, brividi, emozioni, pensieri, lacrime, arrabbiature, telecomandi contro la tv, il playmaker avversario, i rimbalzi e le palle perse, il Pick&Roll, Figueroa Street, lo Staples,il Madison, il Rose Garden, l’American Airlines Arena ed il Boston Garden, i tacoos, i cori “MVP! MVP!”, il “beat L.A.” ,la paura e l’odio degli avversari, i racconti, ESPN e l’ABC, il Los Angeles Times e l’OC Register, la Noche Latina, i miracoli di Mitch e le cazzate di Mike Brown, la statua di Magic, la regalità del principe catalano Pau, la leggenda di Kobe, Superman in città ed il genio di Steve Nash, la sregolatezza di World Metta, Jack Nicholson in prima fila, le serate svogliate e le sconfitte programmate, la deadline ed i contratti in scadenza, le sfide immancabili, i nuovi ed i vecchi rivali, le Finali perse e le Finali vinte…
Noi siamo pronti a ricominciare e voi?
Bentornata Nba!!!!!!!!!
Let’s Go Lakers!!!!!!!!!!!
Redazione LakersLand
Scritto il 29 ottobre, 2012nella categoria Articoli |
Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento sui PREVIEW stagionali. Ovviamente l’ultimo riguarda da sempre i nostri amati LAKERS e quest’anno l’attesa per l’inizio della stagione è altissimo, Kobe Bryant parte alla conquista del suo 6° titolo…una missione non impossibile, anche se difficile, che porterebbe il nostro 24 a sorpassare Magic Johnson e ad eguagliare sua maestà Michael Jordan.
La franchigia losangelina ha fatto le cose per bene quest’anno, abbandonati i propositi di austery la dirigenza ha fatto di tutto per accontentare Kobe e staff tecnico mettendo a disposizione di coach Brown una formazione con pochi eguali nella recente storia Nba. Purtroppo non sempre la somma del talento è sufficiente per vincere, tanti altri fattori sono indispensabili per la scalata al titolo.
Scritto il 27 ottobre, 2012nella categoria Articoli |
Ultima division da analizzare. Sulla carta quella con meno talento dell’intera lega, che vedrà opposte un ex contender caduta in disgrazia dopo l’infortunio della sua stella più luminosa, una franchigia che vuol tornare a competere sui livelli di fine secondo millennio, due work in progress dal roseo back backcourt e poco affidabile frontcourt ed infine quello che ha tutta l’aria di essere, per l’ennesimo anno di fila, un vero e proprio gulag. Let’s start!
Scritto il 24 ottobre, 2012nella categoria Articoli |
Eccoci arrivati al 4° appuntamento dei preview delle Division, oggi vi presentiamo la Southeast, dove i padroni incontrastati saranno ancora una volta i Miami Heat vista anche la perdita di stelle come Joe Johnson e Dwight Howard che ha tolto interesse per la lotta al titolo di division considerato che le altre 4 franchigie stanno attraversando un momento di ricostruzione.