Scritto il 20 maggio, 2012nella categoria Recaps |

A sole 24 ore di distanza dalla vittoria di gara 3, i Lakers tornano allo Staples per provare ad impattare la serie contro i Thunder.
Nonostante la differenza di età e soprattutto fisicità, i gialloviola giocano per 41′ la partita perfetta. Praticamente sempre avanti dalla conclusione del primo quarto con un vantaggio in doppia cifra. OKC sembra totalmente fuori della serie e i Lakers in controllo.
A 6′ dalla sirena finale si spegne l’interruttore e la benzina termina in modo inesorabile. In attacco gli uomini di Mike Brown si affidano esclusivamente a Bryant ( perfetto il Mamba fino al quarto quarto, poi 2/10 dal campo ) ed al cronometro: 20” a palleggiare, poi palla a Kobe e vediamo cosa succede.
Oklahoma ringrazia l’ennesima versione di questi babb(e)i Natale che vestono gialloviola e ne approfitta. La rimonta si compie e a poco meno di 2′ dal termine un rimbalzo offensivo di Porkins da agli ospiti il primo vantaggio.
Kobe riporta i Lakers in parità ed addirittura, nel possesso difensivo seguente, Westbrook ( un isterico per 48′ ) riesce a perdere il pallone.
Il seguente attacco di L.A. serve, purtroppo, a cancellare definitivamente il credito di cui gode Pau Gasol nei confronti di tutti noi in un colpo solo. Prima di trovare l’isolamento di Bryant, i Lakers vanno al gomito dal catalano che inspiegabilmente regala palla a Ibaka tentando un passaggio fuori totalmente senza senso. Difficile pensare che questa non sia stata la sua ultima partita di sempre allo Staples in maglia gialloviola.
Dall’altra parte Durant con una tripla pazzesca porta i suoi sul +3. Kobe tenta il tiro della disperazione, ma la preghiera si spegne sul ferro. Non ci crede più nessuno, OKC amministra dalla lunetta e a nulla serve il canestro sulla sirena di Bryant.
Termina 103-100. Abbiamo salvato la faccia, ma abbiamo buttato, probabilmente, una grandissima occasione.
1-3 si torna in campo lunedì ad Oklahoma City per quella che, salvo miracoli, sarà l’ultima partita di questa stagione.
( f.r. )
Scritto il 19 maggio, 2012nella categoria Recaps |

“Be the difference” è scritto sulle magliette gialle distribuite all’ingresso dello Staples prima di gara 3. I Lakers si affidano a tutta la loro esperienza, che non si è vista nel tracollo degli ultimi 2′ dell’altro ieri, per tentare di riaprire un piccolo spiraglio nella serie contro i Thunder che, forti del vantaggio di 2-0, si presentano tranquilli in California pronti a sferrare il colpo decisivo che vale il ritorno alla finali dell’Ovest.
Partono benissimo i padroni di casa che firmano subito un parziale di 8-0 andando a bersaglio con 4 giocatori diversi, non prima che Sessions si sia preso la prima stoppata della serata da Ibaka. Dopo il timeout Durant e Westbrook segnano i primi punti della serata, ma i gialloviola restano concentrati e piazzano un altro 6-0 che costringe il coach ospite a fermare nuovamente la partita. Giro di cambi importante per gli ospiti: fuori subito Westbrook e dentro Harden con Durant da 4 tattico: i Lakers sembrano soffrire questa nuova conformazione avversaria e si vedono riavvicinare sul 18-11. Nel frattempo arriva anche il secondo fallo fischiato a Kobe (per la verità il primo dei due fischi sembra essere totalmente inventato), ma nonostante ciò Mike Brown lo lascia in campo. OKC continua la sua rimonta e arriva fino al -5, completando un 7-0 di parziale condito da due canestri persino di Fisher. Una tripla di Artest, sul terzo assist di Kobe, fissa il punteggio finale del primo quarto sul 23-15.
Intervista di fine quarto con Brooks che sottolinea la differenza di energia tra le due squadre in avvio e non manca di fare i complimenti al Venerabile Maestro per il suo impatto nella rimonta dei Thunder.
L’inizio di secondo quarto gialloviola è molto difficile. I Thunder si riavvicinano ulteriormente, complici alcuni scellerati possessi offensivi del duo Matt “chi l’ha visto” Barnes e Sessions. James Harden continua ad essere un rebus insoluto per qualsiasi Laker e così Oklahoma arriva fino al -2 ( 18 punti dalla panchina ospite ). In attacco però L.A. fatica tremendamente a ritrovare il ritmo dell’inizio e così Durant con la sua tripla porta per la prima volta nella serata in vantaggio i suoi: 33-32 e timeout obbligatorio per Mike Brown. Dopo il minuto, Kobe commette il terzo fallo stupidamente, ma viene lasciato in campo. La scelta paga ed il 24 riceve due fischi favorevoli, alquanto dubbi, che lo mandano in lunetta e riportano Los Angeles a più 3. La partita, intanto, cresce di fisicità: Westbrook ed Artest sfiorano la rissa e vengono separati a fatica dagli arbitri. Per la verità fa tutto, o quasi, l’ex UCLA mentre, nel caso di specie, MWP sembra avere, come unica colpa, quella di andare a cercare la palla contesa. Gli arbitri ne escono con un salomonico, quanto ridicolo doppio tecnico. Nel finale di quarto da segnalare il terzo fallo anche di Harden che, per fortuna, si siede in panchina dopo aver realizzato 12 punti in 15′. I liberi riportano i Thunder nuovamente in parità a 47. L’ultimo canestro del primo tempo è pero di World Metta che fissa il punteggio sul 50-47.
L’inizio di secondo tempo segue lo stesso canovaccio del secondo quarto. I Lakers faticano tremendamente a trovare la via del canestro, OKC guidata da Durant ( che sfrutta al meglio dei blocchi enciclopedici di Perkins ) piazza un parziale di 7-0 che vale il +4 e costringe Brown al timeout: gialloviola con poca energia, troppe palle perse e soprattutto rimbalzi offensivi concessi. I Thunder volano a +7 con i Lakers che continuano ad affidarsi solo ed esclusivamente a Bryant. Pessimo inizio di quarto specialmente dei due lunghi che fanno a gara a chi è più molle: + 5 Thunder con 2′ e poco più da giocare, 68-63. La partita è durissima, i Lakers fanno una fatica bestiale in attacco e restano letteralmente abbarbicati agli avversari grazie ai tiri liberi. Il punteggio, prima dell’ultima sirena, è fermo sul 70-69 per gli ospiti. Sul finale, un fischio dubbio pro Durant manda su tutte le furie persino Jack Nicholson.
Nell’intervallo è tempo di sentire Brown che sottolinea come i suoi debbano leggere meglio i pick and roll degli avversari: la vera chiave di volta della partita.
I Lakers iniziano l’ultimo quarto ancora con il doppio play, insieme con Artest, Bynum e Gasol. Un 4/4 ai liberi riporta i Lakers sul +1. Metta sbaglia due triple comode piedi a terra per il +4 ed i liberi di Hardin ed una magia di Durant, che segna persino cadendo a terra, riportano OKC in vantaggio: 76-74 ad 8′ dalla fine. Due canestri di Kobe riportano i padroni di casa a +2. Però Durant e soprattutto Hardin piazzano dal nulla un 7-0 di parziale che vale il +5 a 6’40” dal termine: un minuto di ordinaria follia di L.A. , complice la presenza in campo di Barnes, come sempre il miglior settimo uomo della panchina di OKC. Blake dopo il minuto riporta i Lakers in parità con due canestri in fila. I gialloviola però perdono qualche pallone di troppo e dall’altra parte i Thunder trovano sempre e comunque una soluzione o dalla lunetta o in contropiede: +5 per gli ospiti a 2’40” dalla fine. Pau, Kobe e ancora Kobe i Lakers chiudono un 6-0 di parziale che li riporta a +1 con 1’09” sul cronometro. Dopo il timeout Durant segna subito. Dall’altra parte i Lakers sbagliano due tiri ma vanno altrettante volte bene a rimbalzo offensivo, fallo su Kobe che dalla lunetta riporta avanti L.A. , 30” da giocare.
Sul possesso difensivo più importante della stagione MWP nega il tiro a Durant costretto a scaricare per Ibaka che sbaglia. Durant prende ancora il rimbalzo offensivo ma Ron, miracoloso, recupera il pallone. Fallo dei Thunder e 2/2 di World Metta che vale il +3 con 12” da giocare.
Porkins trova un canestro, semi fortunato, ma soprattutto immediato. Fallo su Kobe che fa 2/2. Durant sbaglia la chance per l’OT. Termina 99-96! ! ! !
See ya tomorrow ! ! ! Lakers survive !
LE SCOPE FICCATEVELE IN CULO CAMPAGNARI DELL’OKLAHOMA!
(f.r.)
Scritto il 17 maggio, 2012nella categoria Recaps |

Gara-2 alla Chesapeake Energy Arena tra i Los Angeles Lakers e gli Oklahoma City Thunder. Si arriva dalla orrenda sconfitta di gara-1, con dei Lakers obbligati a vincere per non tornare ad LA sotto 2-0 nella serie.
Scritto il 15 maggio, 2012nella categoria Recaps |
Los Angeles Lakers vs Oklahoma Ciy Thunder 90-119 L ( 0-1)

Scritto il 13 maggio, 2012nella categoria Articoli, Game of the Week |

L’Nba non dà tregua e non accetta pause. Per i Los Angeles Lakers, dopo la vittoriosa gara7 contro i Nuggets, è già tempo di tornare sul parquet.
Semifinali di Conference. E la squadra da affrontare è quella che nel 2010 fu eliminata proprio dagli stessi gialloviola e che ora ha superato, nel primo turno, quei Mavericks che lo scorso anno mandarono prematuramente in vacanza i Lakers.
Parliamo ovviamente degli Oklahoma City Thunder, bravi a sconfiggere Dallas in 4 match e vera favorita ad Ovest.
Gli intrecci tra Lakers e Thunder sono due principalmente.
Quella serie del 2010, il primo turno che vide i gialloviola vincenti alla sesta gara grazie ad un tap-in di Gasol; Derek Fisher, il ‘Venerabile Maestro’ decisivo in tanti capitoli della storia recente dei Lakers e ora alla caccia del sesto anello personale, ad Oklahoma City.
Lakers ClubHouse
Sette partite per chiudere la serie contro i Nuggets sono state una sorpresa per la maggior parte degli addetti ai lavori, che prima dei Playoffs avevano previsto in coro una risoluzione della pratica, da parte dei gialloviola, in 5-6 partite.
Invece di difficoltà ce ne sono state in casa Lakers. Dopo il dominio di Gara1 e la vittoria più complessa nel secondo capitolo della serie, George Karl ha preso le contromisure con aggiustamenti mirati e azzeccati. I Nuggets hanno saputo gestire la propria pericolosità in transizione e hanno sfruttato le due partite positive di McGee per pareggiare incredibilmente la serie. La vittoria in Gara4 in Colorado da parte degli uomini di Mike Brown aveva dato la sensazione di essere arrivata tramite espedienti e casi isolati a favore: certo ci fu un’ottima gestione dei possessi decisivi, altrettanto certo era risultato chiaro che ad avere in mano i ritmi fossero comunque i Nuggets.
Alla fine, in un modo o nell’altro, dopo una settima partita sudatissima fino alla fine, Mike Brown ha portato a casa la sua prima serie da coach dei Lakers, sfruttando il gettone di Pau Gasol e il ritorno in campo del paladino della giustizia e della pace: Metta World Peace.
E Bryant? Beh, il 24 gialloviola non ha disputato una serie brillante, ma ha saputo gestire in maniera straordinaria la Gara7 che lo ha visto protagonista per la capacità di mettere in ritmo tutti, anche l’ultimo dei magazzinieri, dal perimetro.
L’alto minutaggio rimane un fattore per il leader emotivo, tecnico e spirituale dei Lakers, che ora per dare un minimo di possibilità ai suoi dovrà necessariamente alzare il proprio livello di gioco.
Thunder ClubHouse
La notte di sabato 5 maggio gli Oklahoma City Thunder hanno sconfitto per la quarta volta consecutiva i Campioni Nba uscenti dei Dallas Mavericks, chiudendo la serie del primo turno e attendendo la vincente tra Lakers e Nuggets. Un nome che però non è uscito fuori per ben sette giorni.
La schiacciante superiorità mostrata per molti momenti della serie contro i Mavs è certamente un bel segnale che i giovani uomini di Scott Brooks hanno mandato alla Lega. L’immaturità che Durant e compagni avevano mostrato sino alla scorsa stagione (proprio durante le WFC contro gli stessi Texani) per certi versi è scomparsa, lasciando spazio ad una concentrazione e ad una preparazione mentale mai vista prima.
C’è poco altro da dire di quella serie in fondo, visto il predominio totale. Due parole è giusto spenderle su James Harden: la guardia, colpita da Metta World Peace durante la penultima gara di Regular Season (un colpo che ha portato il n°15 gialloviola alla risaputa squalifica), ha deciso Gara4 a Dallas con un quarto quarto magistrale e ha saputo mostrarsi, sinora, all’altezza del suo ruolo.
Per concludere, una breve riflessione: avere sette giorni di pausa aiuta o non aiuta? Beh, difficile dirlo con esattezza; la maggiore lucidità sicuramente potrebbe pesare qualora la serie dovesse allungarsi, ma potrebbe essere un problema per gli uomini di Brooks, qualora avessero perso ritmo-partita.
Keys&Tactics
- Gestione della transizione
Nei match di Regular Season giocati, i Thunder hanno saputo mettere la freccia e piazzare il parziale decisivo quando hanno saputo alzare i ritmi. I Lakers non hanno un’arma per fermare la squadra di Oklahoma City qualora questa dovesse iniziare a sfruttare la transizione, sia primaria (con Westbrook e Durant), sia secondaria (e qui entrano in gioco anche Harden, Cook e Sefolosha). Una transizione spesso lanciata e partita dalla grandiosa presenza nel pitturato di Serge Ibaka, maestro della stoppata e della difesa.
D’altro canto, la squadra di coach Mike Brown ha fatto vedere contro i Nuggets di saper sfruttare e bene la propria di transizione solo a tratti e solo tra le mura amiche dello Staples Center.
- Mike Brown vs Scott Brooks
Non un confronto esaltante, quello che questa serie proporrà tra le due panchine. Mike Brown, coach che non ha capito nulla nel primo turno dei Playoffs e che ha nettamente perso il confronto con George Karl. Scott Brooks, bravo sì a sgrezzare un gruppo di ragazzi colmi di talento (1° turno nel 2010, Wfc nel 2011), ma allenatore dai chiari limiti offensivamente. Del resto, nella squadra di quest’ultimo, colpisce che gli assist di media di squadra in Regular Season siano stati appena 18.6 (ultima in Nba).
Questo confronto potrà essere importante: il coach che sbaglierà meno sarà sicuramente un fattore nella gestione della serie.
- Fattore lucidità
Parlavamo dei sette giorni di pausa che i Thunder hanno avuto. I Lakers, invece, giocano sostanzialmente ogni 48 ore da due settimane e ora iniziano subito questa serie, dopo appena un giorno di pausa (ma con in mezzo il viaggio verso Oklahoma City).
La serie prevede anche un back2back (!) per le partite casalinghe dei gialloviola (venerdì e sabato notte le Gare 3 e 4), il che non aiuta una squadra stanca e già meno scoppiettante fisicamente in generale come i gialloviola.
- Da Bryant a Durant: passaggio del testimone in vista?
Che i Thunder siano favoriti è palese, per tante motivazioni. Ma il fatto che Durant superi Bryant nella serie non è scontato, per nulla. Dovesse accadere potrebbe trattarsi del primo vero passaggio del testimone ad altissimi livelli, per il n°24 gialloviola.
Bryant arriva a questi Playoffs in condizioni fisiche davvero invidiabili per un 34enne. Ma Durant è maturato moltissimo dal loro ultimo scontro diretto nei Playoffs ed è pronto ad accogliere la sua eredità, almeno nella Western Conference.
Breaking News:
- I Lakers sono arrivati ad Oklahoma City nella giornata americana di domenica. Previste due sessioni di allenamento e lo shootaround prima della partita. Roster al completo, con Kobe Bryant che ha recuperato completamente e definitivamente dalla gastroenterite
- La settimana di stop per i Thunder è servita per dare giorni di riposo a Kendrick Perkins. Il centro ex Celtics, alle prese con problemi fisici.
- Scott Brooks è intervenuto sul tema della settimana di attesa: “Non è facile tenere alta la concentrazione con così tanti giorni di pausa. Stiamo lavorando bene e con serietà tutti i giorni e l’ambiente è molto sereno.”
Previous:
Tre i precedenti tra Los Angeles Lakers e Oklahoma City Thunder.
23/02/2012 | L.A. Lakers @ Okc Thunder 85-100
29/03/2012 | L.A. Lakers vs Okc Thunder 93-102
22/04/2012 | L.A. Lakers vs Okc Thunder 114-106 OT
Game-time:
La serie si apre la notte tra lunedì e martedì alle 3.30 italiane (9.30pm ET) per Gara1 alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City.
Lets go LAKERS!!!!!
D.M.
Scritto il 13 maggio, 2012nella categoria Recaps |

Un maestoso Gasol da 23+17+6assist+4 stoppate guida i Lakers al trionfo in gara-7. Nuggets ancora una volta fuori al primo turno. Nella notte tra lunedì e martedì gara-1 con i Thunder
Scritto il 11 maggio, 2012nella categoria Recaps |

Scritto il 9 maggio, 2012nella categoria Recaps |

Si torna allo Staples Center per gara-5, con i Lakers sul 3-1 ed al primo match point della serie che li vede opposti ai Denver Nuggets di George Karl.
Scritto il 7 maggio, 2012nella categoria Recaps |
Una débacle tanto inaspettata quanto inspiegabile. Una resa anticipata in pieno stile Lakers, con tanto di rimonta illusoria. Questa è stata Gara 3, che ci ha lasciato in una situazione pessima dal punto di vista ambientale e di inerzia.

Scritto il 5 maggio, 2012nella categoria Recaps |

Cinque minuti al termine, sotto di dieci punti (74-84), mi pare evidente si possa iniziare a scrivere l’ennesima amarezza dell’anno, dove l’amarezza sta nel recap, non nella sconfitta. L’amarezza maggiore è che sono le maledette 6:50 del mattino, e questa schifezza poteva essere scritta almeno un’ora e mezzo fa, lasciandomi così con solo un’ora e mezza di sonno perso nella notte.