Diciannovesima partita di RS per i nostri Lakers, ed è di nuovo derby: dopo neanche 2 settimane dalla sconfitta contro i Clippers, le due squadre si affrontano di nuovo, questa volta con parquet gialloviola.
Chris Paul rientra dall’infortunio (sofferto durante il primo match tra le 2 compagini di Los Angeles), mentre per i Lakers sempre out Blake e Caracter. Per i Lakers, l’obiettivo è semplice: fermare l’emorragia, evidenziata dalle 4 sconfitte nelle ultime 5 partite giocate.
Secondo appuntamento con il Power Ranking di LakersLand. La stagione NBA è partita da un mese ed i valori delle squadre si stanno delineando sempre più. Buona lettura a tutti!
Nonostante l’assenza di Rose fermo ai box per qualche problemino fisico, il record in contumacia MVP è comunque 3-1. I ragazzi della Madhouse on Madison scavalcano gli Heat al comando dell’East e della Lega. La difesa di Thibodeau, se possibile, sembra ancor più efficiente della versione Celtics del 2008. Unica alternativa credibile, al momento, a Lebron.
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Miami Heat( 11-5) (1)
Att. 105.4 (1) Dif. 97.5 (23) Rimb. 43.8(6) Ass. 21.9(6)
Ancora privi dell’infortunato Wade, gli Heat si dimostrano probabilmente più equilibrati con il solo duo Bosh-Lebron, quantomeno per archiviare la pratica regular season. Qualche passo indietro, rispetto all’inizio, sul piano della concentrazione nelle partite contro le piccole. Contro San Antonio, Phila e Lakers sono arrivate 3 vittorie molto convincenti grazie al miglior giocatore di sempre quando non si assegnano gli anelli. James sarà lo stesso in tarda primavera ? Da segnalare il miglior Mike Miller di sempre in Florida.
Dwight Howard continua ad essere il giocatore più indeciso della Lega fuori dal parquet. In campo però Superman non è assolutamente distratto. Ottimo l’apporto di Ryan Anderson, serio candidato al premio di giocatore più migliorato dell’anno, segnali di vita, dopo un letargo durato tre anni, anche da Mr. Sorriso e Linguaccia, Hedo Turkoglu. Basterà ghigliottinare la testa di O. Smith per mantenere il #12 nella città di Topolino ?
I Pacers, unica squadra della Lega insieme ai Bulls perfetta in casa, hanno sapientemente approfittato di un inizio di calendario semplice per portarsi ai vertici dell’est. Il difficile per coach Vogel arriverà ora. Certo è che se i suoi ragazzi riuscissero a ripetere con continuità partite solide come quella a Los Angeles, nonostante un Granger da appena il 35% dal campo, l’ambizione di un primo turno playoffs in casa potrebbe non esser più una chimera.
La brutta sconfitta di Miami ha riportato la Collins-Band sulla terra dopo due settimane in cui nella Città dell’Amore Fraterno si è visto il miglior basket dai tempi di Allen Iverson. La brutta notizia è l’infortunio che terrà lontano dal campo Spencer Hawes la cui importanza è presto spiegata: 21 punti il deficit subito a Miami, 17 punti la differenza punti complessiva, invece, nelle prime 4 sconfitte stagionali. Collins, comunque può sorridere, le prossime quattro saranno contro Bobcats, Pistons, Nets e Wizards.
In molti hanno dato per spacciati gli Hawks dopo il brutto infortunio di Horford. Atlanta, invece, contro ogni pronostico è 5-1 in assenza del suo centro titolare. Il difficile però è in arrivo: le prossime 5 partite sono in trasferta e c’è tutto il tempo per peggiorare il record!
La peggiore squadra in trasferta della Lega ? No more. Nella città della birra, dopo un inizio da brivido, Scott Skiles può tornare a sorridere dopo le prestigiose vittorie ottenute in back-to-back tra New York e Miami. L’altra nota positiva è il ritorno di Brandon Jennings sui livelli del suo primo anno. Con la gradita complicità di Celtics e Knicks, i Bucks potranno dire la loro per la conquista di un posto playoffs.
Nella settimana appena conclusa 3 sconfitte consecutive hanno riportato, per fortuna, quel simpaticone di Dan Gilbert sulla terra. L’istrionico proprietario della franchigia si era pronunciato prevedendo entusiasmanti prospettive playoffs per la sua squadra, una volta raggiunto il 50%. E’ un bene per la pallacanestro che Warriors, Bulls e Hawks gli abbiano ricordato che la sua squadra provenga sempre da “The Mistake on the Lake”
Worst of the East:
Celtics (6-9) (7): come insegna la migliore delle culture irlandesi “it’s tanking time!”
C’è qualcuno che crede realmente che questi Thunder non siano l’unica candidate a rappresentare l’Ovest alle prossime Finals? L’unico pericolo per Durant e Westbrook, a questo punto, può essere esclusivamente la noia come dimostra la recente sconfitta a Washington. Corsa in solitario.
La partita del 25 a Sacramento potrebbe permettere a George Karl di chiudere un tour perfetto 5-0 lontano dal Colorado. Dalla trade di febbraio i Nuggets hanno il terzo miglior record della Lega, 30-12.Nenè sta giocando la migliore stagione della sua carriera; Ty Lawson scala la classifica dei migliori play della Lega, ma a fare notizia sono, giustamente, i 37 del Gallo nella Grande Mela: if he can make it there he can make it anywhere!
Keep on rising: nonostante l’assenza forzata di CP3, che si conferma giocatore che necessita di pause fisiche in RS, i Clippers dimostrano preoccupanti segnali di evoluzione. L’intesa tra Jordan e Griffin cresce e con essa si iniziano a notare i primi miglioramenti difensivi. Se a Lob City riuscissero a liberare qualche posto in PG a vantaggio di lunghi decenti da rotazione, probabilmente, già da quest’anno la creatura di David Stern potrebbe avere impegni a fine maggio.
Sei vittorie in fila per Memphis senza Zach Randolph. Come l’anno scorso, con l’assenza di Rudy Gay, i problemi fisici sembrano rinforzare la squadra del Tennessee., invece che abbatterla. Interessante sarebbe vederli finalmente al completo, il roster sarebbe profondo ed assolutamente legittimato ad aspirare ad una finale di Conference. Marc Gasol, ulteriormente migliorato, rende sempre più lecito il confronto con il fratello Pau. Situazione in evoluzione, ma 4 delle prossime 5 sono contro contenders.
Le uniche due L del nuovo anno sono arrivate contro Dallas e Lakers con un divario combinato di appena 6 punti, per il resto i nuovi Jazz sembrano una squadra assolutamente in rampa di lancio, soprattutto tra le mura amiche. Quattro delle prossime cinque partite saranno in casa, poi finalmente sarà la volta di qualche partita lontano dallo Utah. Inaspettate ed impronosticabili ambizioni playoffs, se solo Devin Harris si ricordasse di essere stato un discreto giocatore NBA…
Lentamente i Mavs stanno capendo che prima di arrivare alla pirotecnica free agency 2012, deadline permettendo, c’è una stagione da giocare. Qualche problemino al ginocchio per Dirk Nowitzki, ma le note più positive dei Campioni in carica sono indubbiamente difensive. Lamar finalmente sembra inserirsi in Texas. La sensazione è che l’unica possibile alternativa ai Thunder sono ancora loro. Il seeding in postseason, come già ampiamente dimostrato, potrebbe essere l’ultimo dei problemi.
Popovich li ha definiti nuovamente “soft”, Manu è ancora fuori per la frattura alla mano e soprattutto il record esterno è deludente una vinta a fronte di 6 sconfitte. Nonostante ciò, i vecchietti di San Antonio sono sempre lì a giocarsi i playoffs. Nessuno crede più alla leggenda del dollaro educato e quattro delle prossime cinque saranno lontano dal Texas. Il ruolo di mina vagante dell’Ovest è nuovo, ma intrigante per delle vecchie volpi come Duncan, Parker e Ginobili.
“Somethimes the best trades are the one the never happen” è la sintesi perfetta per indicare il momento attuale dei Rockets che hanno vinto le ultime 6 partite giocate. Le prossime 3 sono contro Minnesota, Washington e Bucks. La sensazione è che se riuscissero a mantenere intatto Kevin Martin potrebbero arrivare ad aprile. Dalembert, contro molte previsioni, sta vivendo probabilmente la migliore stagione della sua carriera, insieme con il cresciutissimo Lowry. La domanda sorge spontanea: sarebbero stati più forti con l’aggiunta dell’attuale Gasol ?
Worst of the West:
Los Angeles Lakers (10-8) (6): c’è un disperato bisogno di “Big Trades” !
New Orleans Hornets(3-13) (n.d.): 1-9 nelle ultime 10 giocate di cui 7 L consecutive, l’unica spiegazione plausibile è “basketball Reasons” ,
All’Amway Center di Orlando si trovano di fronte Lakers e Magic.
LA arriva dalla bruttissima sconfitta di Miami,mentre Orlando dalla sconfitta in overtime contro gli Spurs.
Partita interessante vista anche la presenza di Dwight Howard sogno proibito di tifosi e dirigenza gialloviola.
Inizia la partita e subito si capisce che i Lakers non ci sono:DH12 è subito dominante e costringe immediatamente Bynum a 2 falli quando Orlando è già sul +8 a metà tempo costringendo Brown a chiamare time-out.Al rientro a marcare Superman c’è Gasol ma la musica non cambia;i lacustri non trovano la via del canestro per bene 6 minuti e i Magic scappano fino al 22-10 di fine primo quarto.
Parte il secondo quarto e si spera di vedere una reazione che purtroppo non c’è,il +18 con 9 minuti da giocare è la dimostrazione lampante che in campo c’è una sola squadra.Kobe nel finale prova a ridurre un pochino le distanze ma i Magic sono caldi e con Redick e Richardson chiudono un primo tempo dominato sul 48-31.
Nel terzo quarto lampi finalmente di gialloviola in partenza:Gasol firma un 6-0 che riporta gli ospiti sul -11 ma le triple di Orlando fanno malissimo,Redick è “on fire” e rimette le cose a posto;kobe però non vuole mollare e prova a tenere i lacustri a contatto ma 7 punti consecutivi finali di Howard sanno tanto di condanna che valgono il 67-52.
Nell’ultimo periodo i Lakers ci provano a rientrare ma orlando riesce sempre a rispondere fino a 7 minuti dalla fine quando 2 bombe di fila di Kobe e Kapono riportano addirittura i gialloviola sul -8;ma è un fuoco di paglia,da un tecnico preso da Kobe parte un 8-0 di parziale che in un amen riporta i Magic sul +16 e chiude definitivamente la partita.Finisce 92-80,Lakers veramente mai dentro all’incontro.
Kobe chiude con 30 inutili punti,doppia doppia per Gasol da 13+10 e Bynum da 10+12.
Dall’altra parte un Howard dominante chiude a quota 21 punti piu’ 23 rimbalzi,aiutato da un ottimo Nelson a 17 e Redick 15.
Torniamo dalla Florida con due bruttissime sconfitte dove mai ce la siamo almeno giocata,speriamo che queste 2 batoste sveglino la nostra dirigenza perchè ormai è palese che se vogliamo lottare per qualcosa di importante c’è da cambiare le carte in tavola.
Prossimo appuntamento domenica allo Staples contro i Pacers.
Primo viaggio di stagione ad Est per i nostri Los Angeles Lakers, che nella notte si trovano di fronte ai Miami Heat, orfani di Wade ancora out per problemi alla caviglia. I lacustri arrivano da 2 giorni di riposo, e con il roster quasi completo (escluso il lungodegente Blake) si trovano di fronte ad un’interessante prova lontano dalle mura amiche dello Staples Center: difatti, finora in trasferta non hanno convinto, e i risultati indicano una sola vittoria tra le 5 giocate.
Nel Marthin Luther King’s Day, allo Staples Center, gli uomini di Mike Brown incontrano per la prima volta dallo sweep subìto lo scorso maggio, i Dallas Mavs di Nowitzky e dell’ex Lamar Odom. I gialloviola, reduci dalla brutta sconfitta nel derby contro i Clippers trovano una squadra compatta, in crescendo, capace di trovare sempre meglio i nuovi equilibri che necessita un roster per certi versi nuovo di zecca.
L’alba è passata da un pezzo, 7.20 di mattina, tutti sul forum salutano e vanno a dormire e tu resti con una merda di recap di un derby perso da fare, magari fino alle 8.00, senza sapere cosa scrivere per riempire un numero di righe minimo che possa far sembrare l’articolo decente agli occhi di chi lo guarda. Confesso che sul -14 ho sperato nell’imbarcata, per fare un recap con scritto solo vergogna e andarmene subito a dormire. Ma se c’è una cosa che questi nuovi Lakers hanno, è la voglia di non mollare mai, bisogna riconoscerglielo, anche quelle classiche partite che negli anni scorsi lasciavamo andare senza vergogna. Poi è chiaro che preferivamo comunque perdere due volte con gli Bobcats di brutto ma vincere poi l’anello a fine stagione; ma dal momento che di anello non si può parlare, salviamo almeno lo spirito. Bene, ho scritto già un bel po’ di righe, buonanotte a tutti allora.
Mike Brown incontra la sua ex squadra, i Cleveland Cavaliers, per la prima volta dal triste epilogo del maggio 2010.
I Lakers sono reduci da una vittoria sofferta all’OT nello Utah e, cosa più importante, da addirittura un giorno di riposo. I Cavs invece si presentano allo Staples Center esaltati dalla brillante W in quel di Phoenix.
La seconda nottata del back-to-back di metà settimana ci porta nel teatro (decaduto) di mille battaglie, un campo difficilmente espugnabile da chiunque: la EnergySolutions Arena di Salt Lake City. Un campo che però, ostilità a parte, ci è sempre stato favorevole sin dall’inizio del XXI secolo.
Va di scena allo Staples Center una grande classica della Pacific division che negli ultimi anni ha regalato parecchie emozioni e tanta tanta rivalità.
Lakers e Suns si presentano entrambe arrivando da 2 vittorie consecutive e quindi in discreta forma.
Per i padroni di casa oltre all’assenza di McRoberts,alla quinta partita di fila in giacca e cravatta,si aggiungono anche i forfait di Kapono causa moglie partorente e Murphy colpito da una brutta gastrointerite.
RT @JustinVerrier: Wanted to hold off on Bynum enthusiasm until he played a formidable center. But then I remembered there are, like, tw ... #04/01/2012